Lienz, terzo centro in carriera per Frida Hansdotter

La svedese, in testa già dopo la prima manche, chiude i conti regolando sul filo dei centesimi la svizzera Wendy Holdener e la slovacca Vhlova. Seconda manche di carattere per Irene Curtoni, che chiude nelle prime dieci, e Manuela Moelgg, fuori Chiara Costazza.

Lienz, terzo centro in carriera per Frida Hansdotter
Lienz, terzo centro in carriera per Frida Hansdotter

Ora che la Regina è a casa a leccarsi le ferite e a cercare di recuperare dall'infortunio che, con ogni probabilità, ha posto anzitempo fine alla sua stagione, la corte dello slsalom speciale femminile è in subbuglio, accedendo di fatto un'entusiasmante lotta per la vittoria che il dominio assoluto di Mikaela Shiffrin aveva reso sino ad ora scontata. A Lienz è la svedese Frida Hansdotter a svettare, centrando così il suo terzo successo in carriera dopo aver beffato sul filo dei centesimi la giovane elvetica Wendy Holdener, che così deve rimandare l'appuntamento con il primo sigillo in Coppa del Mondo. Età e talento sono dalla sua parte, e l'appuntamento di Santa Caterina Valfurva a ridosso della Befana è dietro l'angolo. Completa il podio la sempre meno sorprendente slovacca Petra Vhlova, che continua così il suo filotto dopo la vittoria di Are. Chiude fra le prime otto Irene Curtoni.

Gara bellissima, che si accenda già nella prima frazione, con Hansdotter e Holdener che chiudono distanziate di 11 centesimi, mentre alle loro spalle si apposta guardinga un'altra Michaela, ovvero la Kirchgasser, pronta a far esplodere il caldo tifo del parterre. Più distanti, ma in interessante posizione di lancio, tanto Sarka Strachova quantro Petra Vhlova, mentre la norvegese Nina Loeseth esce dopo solo due porte. Si rivedono anche le azzurre, con Chiara Costazza che si piazza a ridosso delle 10 e Irene Curtoni poco più dietro, mentre Manuela Moelgg acciuffa la qualifica alla seconda prova.

E sono proprio le azzurre a scaldare gli animi nella manche decisiva: la tracciatura più arzigogolata e fantasiosa stimola la tecnica delle italiane, che pian piano risalgono la china. Manuela Moelgg mette giù una gran manche, Irene Curtoni qualche numero dopo alza l'asticella e da il via a una rimonta che la vedrà poi chiudere all'ottavo posto. Peccato, invece, per Chiara Costazza: la Fassana parte bene, ma al primo errore perde la concentrazione fino a infilare sbagli su sbagli: l'uscita è, purtroppo, epilogo inevitabile.

La lotta per la vittoria si infiamma con la discesa di Carmen Thalmann, che stampa il miglior tempo e trasforma il parterre in una bolgia. Quella della giovane austriaca è un'ottima prova, sottolineata anche dall'entusiasmo del suo personalissimo fan club, e le permette di scalare posizioni. A lei risponde Petra Vhlova: la slovacca ormai è tutto fuorchè una sopresa, e dimostra che la vittoria di Are non è stata frutto del caso, anzi... La sua discesa mette in difficoltà la più esperta Strachova, ch chiude con il faitone, e manda in tilt la Kirchgasser, che ne combina una delle sue e si stende dopo poche porte. Resta il duello finale Holdener - Hansdotter ed è un duello bellissimo: la svizzera si butta giù a tutta, attaccando come una matta e predendosi anche qualche rischio, ma compie il suo dovere. La svedese ha poco da gestire e anche lei va giù a tutta: 11 centesimi sono un niente, ma al tragaurdo la luce è verde. 

Per lei terza vittoria in carriera, per la Holdener un gradino in più scalato, mentre la Vhlova si conferma ragazza tostissima e di grande potenziale. Se a tutto questo aggiungiamo il plotone austriaco - che pian piano si sta ritrovando dopo aver perso l'intera generazione d'oro grazie a Thalmann e Kirchgasser (che però deve limare la sua attitudine alle "kirchgasserate" che troppe occasioni le han fatto perdere) ma anche alle giovani emergenti fra cui Katarina Truppe - possiamo stare comodi e gustarci appieno questo periodo di vacanza della Regina. Da qui a fine stagione, ci sarà da divertirsi.