March Madness 2018, i protagonisti: Mikal Bridges
March Madness 2018, i protagonisti: Mikal Bridge. Fonte foto: Andrea Mauri

March Madness 2018, i protagonisti: Mikal Bridges

Villanova dovrà cercare di ripetere l'impresa del 2016, anno in cui Mikal Bridges era già presente, ma in queste stagioni è migliorato tantissimo ed è pronto a portare i suoi più avanti possibile nel torneo NCAA.

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Andrea Valiani

Il mese più pazzo dello sport americano è appena iniziato e presto ci regalerà tante emozioni. Nel frattempo Vavel Italia continua ad accompagnarvi alla scoperta dei maggiori talenti che parteciperanno al torneo NCAA. Quest'oggi è il turno di Mikal Bridges, ala piccola di 21 anni che gioca in quel di Villanova.

La sua carriera al college inizia nel 2015 proprio con i Wildcats, ma a quel tempo non era visto come una vera e propria promessa. La possibilità di incidere gli viene data anche dalla vittoria del titolo al suo primo anno, in cui contribuisce dalla panchina con 6.4 punti e 3.2 rimbalzi a partita. Villanova non vinceva dal 1985, ma questo non fa montare la testa a Bridges, il quale comprende alla perfezione i suoi limiti e riesce a migliorarsi per l'anno successivo. Bridges in teoria inizia la stagione da sesto uomo ma a causa del grave infortunio di Smooth viene promosso in quintetto. L'avventura al Grande Ballo finisce al secondo turno però contro Wisconsin, nonostante si fossero presentati come top seed. La perdita di Hart e Jenkins non ha fatto sì che Villanova perdesse appeal e talento, con Mikal principale indiziato per guidare il suo team verso un unico obiettivo: la vittoria.

Per il tipo di giocatore che è diventato, è salito esponenzialmente nel mock draft fino ad attestarsi intorno all'undicesima posizione. Le sue qualità si potrebbero riassumere nella terminologia 3&D, che oggi è tanto apprezzata da tutti i coach. Quando era un freshman tirava col 29% da tre punti, ma adesso la statistica è salita al 42% di questa stagione. Il miglioramento è a dir poco clamoroso, ma come detto non è la sua unica qualità. Secondo molti esperti è il miglior difensore perimetrale dell'intera NCAA, non a caso negli anni passati è stato inserito nei migliori quintetti difensivi. La rapidità dei piedi gli permette di non soffrire un playmaker ma l'altezza e la lunghezza delle braccia non gli creano problemi contro lunghi che provano a giocare in post.

Visto che piace a molti scomodare paragoni importanti per i giovani giocatori, ci proviamo anche noi. Senza sembrare eretici, si potrebbe quasi dire che ricorda un piccolo Kevin Durant, o per restare sulla terra un Otto Porter Jr.. Le sue doti ormai sono evidenti a tutti gli scout, ma chiaramente ha anche dei difetti. Così come KD quando entrò nella lega maggiore, anche lui avrà bisogno di lavorare moltissimo in palestra per evitare di essere distrutto fisicamente. Un'altra sua caratteristica è che è perfetto a tirare sugli scarichi, indipendentemente dalla posizione, ma pecca ancora quando deve inventare dal palleggio, pur avendo buone proprietà di ball-handling. Chiaramente abbiamo scomodato il numero 35 dei Warriors anche per evidenziarne le differenze (in proporzione); un'altra di esse è la totale assenza degli assist nel suo gioco, che in parte rendono più facile il compito dei difensori. La sua ultima stagione prima di approdare in NBA sta raggiungendo degli ottimi livelli, con una media di 17.6 punti e 5.5 rimbalzi a partita.

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