March Madness 2018, i protagonisti: Lonnie Walker IV
March Madness 2018, i protagonisti: Lonnie Walker IV | Andrea Mauri

March Madness 2018, i protagonisti: Lonnie Walker IV

Miami ha visto esplodere una stella e Walker è pronto al Ballo di Marzo prima di approdare nella NBA al prossimo draft.

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Andrea Valiani

Continua la ricerca di Vavel Italia attraverso la NCAA per analizzare nel miglior modo possibile i talenti che salperanno in NBA la prossima stagione. Oggi ci occuperemo di Lonnie Walker IV, guardia dei Miami Hurricanes al primo anno del college. Walker è nato a Reading e lì ha frequentato il liceo, facendo segnare il record di punti segnati nella sua giovane carriera. Gli scout gli stanno addosso da tempo, ma non ha scelto scuole prestigiose nonostante le offerte per lui fossero più di una, e nel 2017 si è trasferito a Miami per il college.

Durante l'estate aveva subito un infortunio al ginocchio che lo ha costretto a centellinare il suo minutaggio in campo, ma non lo ha certo fermato. Col passare del tempo è tornato al massimo della forma e il tiro da tre punti, in cui ha faticato nelle prime uscite stagionali, è diventato la sua arma migliore, tanto che da oltre l'arco arrivano il 51% delle sue conclusioni. Grazie anche all'infortunio di Bruce Brown Jr. ha giocato molto di più ed ha preso fiducia, portando la statistica precedente al 35%. Il tiro da lontano però, non è la sua unica qualità. E' infatti molto bravo a sfruttare le preoccupazioni per il suo tiro degli avversari andando al ferro quando necessario. Nonostante ciò, non è certo noto per la sua capacità di palleggio o di passare il pallone, che infatti sono le sue principali mancanze in fase offensiva.

Contrariamente a quanto si può pensare, è fondamentale anche nella metà campo difensiva. Il freshman della Pennsylvania ha delle lunghe leve e può sfruttarle nel migliore dei modi anche contro avversari più alti di lui. La sua energia è la chiave per la difesa dei suoi, ma certe volte si lascia prendere dall'irruenza commettendo falli stupidi e di disattenzione. Del resto, il limite tra un ottimo close out e un fallo sul tiro è davvero sottile. Ecco che, di conseguenza, possiamo capire qual è il suo vero limite che potrebbe frenarlo nell'NBA: no, non stiamo parlando dei capelli che ricordano il buon Elfrid Payton, bensì della sua inesperienza. Entrare nella Lega dei James, degli Harden e dei Curry a soli 19 anni è un rischio che deve essere calcolato. Una decisione più saggia forse sarebbe stata quella di aspettare un altro anno e crescere sotto il profilo mentale nell'NCAA, così da consegnarsi all'NBA come giocatore estremamente solido.

Nel torneo che è ormai alle porte, con Bruce Brown Jr. pronto a rientrare ma non ancora con i giusti minuti nelle gambe, Walker è sicuramente il predestinato a guidare Miami il più lontano possibile. La previsione del draft lo mette circa alla quattordicesima posizione, ma molto dipenderà dalle prestazioni in queste settimane. La sua prospettiva nella lega americana potrebbe essere quella di un 3&D, ma ancora ha diversi aspetti da migliorare per guadagnarsi un ruolo attivo in una squadra. Il suo futuro è tutto da vedere, ma certamente l'età è dalla sua parte.

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