NCAA March Madness - 32 tornei di conference per 32 qualificate di diritto alla Big Dance

L'analisi conference per conference in attesa della Selection Sunday, per capire chi si è già conquistato il diritto di partecipazione alla Big Dance e chi invece dovrà sperare in una bid per partecipare al momento più importante della stagione NCAA.

NCAA March Madness - 32 tornei di conference per 32 qualificate di diritto alla Big Dance
NCAA March Madness - L'analisi conference per conference e le prime 32 partecipanti

In attesa delle trentasei bid che verranno assegnate nel corso della Selection Sunday, cerchiamo di vedere cosa è successo nei trentadue tornei finali delle Conference NCAA, per vedere chi si è laureato campione in ogni conference, guadagnandosi il diritto di partecipazione alla Big Dance. Un'analisi che permette anche di capire quali saranno le squadre in odore di pass per i trentasei posti vacanti.

AAC - Cincinnati Bearcats (30-4)
In una delle conference più equilibrate dell'intero panorama, Cincinnati ha saputo mantenere i pronostici vincendo al photofinish il titolo contro Houston. Dopo una stagione dominante, culminata con trenta vittorie in trentaquattro partite, il titolo è la giusta gratificazione per i Bearcats. Una vittoria arrivata dopo una lotta punto a punto contro una squadra che veniva dal grosso upset contro Wichita State. Oltre ai Bearcats, anche Houston e Wichita State dovrebbero ricevere una bid per la Big Dance, mentre pare più difficile un invito per Memphis e Tulsa.



ACC - Virginia Cavaliers (30-2) 
Solitamente negli ultimi anni due squadre hanno dominato questa conference: Duke e North Carolina. In questa stagione però, si sono dovute inchinare alla splendida run di Virginia, capace di vincere trenta delle trentadue partite in stagione, dominando il torneo di fine stagione, che mancava in bacheca dal 1983. Ancora una volta Virginia ha costruito un roster senza giocatori one and done, basando le sue vittorie sulla difesa asfissiante (marchio di coach Tony Bennett). Centocinquantanove punti concessi in tre partite a Louisville, Clemson (in odore di bid) e ai campioni uscenti di North Carolina, che hanno permesso ai Cavaliers di mantenere il miglior record stagionale e di assicurarsi uno spot da numero 1 nel tabellone.
Duke e North Carolina saranno comunque ripescate e insieme a loro dovrebbero accedere al Tournament pure Miami e Clemson. Difficilmente invece vedremo Syracuse e Notre Dame, che avevano fatto molto bene nelle passate stagioni.

AMERICA EAST - UMBC Retrievers (24-10)
Dopo dieci anni dall'unica vittoria di conference e conseguente partecipazione al Tournament, UMBC vince in finale con la superfavorita Vermont e tornerà a vivere la March Madness.
Clamoroso il suicidio dei Catamounts, avanti 57-48 con otto minuti da giocare, e vincitori degli ultimi 23 incontri contro UMBC (tra cui due vittorie con uno scarto complessivo di 45 punti in stagione). L'eroe del campus è Jairus Lyles, autore della tripla del 62-62 con un minuto da giocare ed in grado di mettere una seconda tripla buzzer che vale il bid.
Per Vermont il sogno del Tournament finisce qui, possibile però che si aprano le porte per un posto in NIT o CBI, i due tornei di consolazione contemporanei a quello NCAA.

ATLANTIC 10 - Davidson Wildcats (21-11)
Dopo dieci anni dall'ultima vittoria in un torneo NCAA, grazie alle giocate di un certo Stephen Curry, Davidson è pronta a tornare a ballare nella March Madness. Due upset pesanti ai danni di St. Bonaventure prima e Rhode Island in finale poi (nonostante 12 minuti senza nessun punto segnato nel secondo tempo) che permettono ai Wildcats di strappare una bid. Al torneo non saranno da soli a rappresentare la conference, sembra scontata infatti la bid a Rhode Island (attualmente numero 25 del ranking) e possibile che anche St.Bonaventure strappi in extremis un pass, in alternativa dovrà ridimensionare le sue aspettative giocando il NIT.

ATLANTIC SUN: Lipscomb Bisons (23-9)
"MADNESS", così hanno titolato i principali giornali in America la qualificazione di Lipscomb, capace di battere in una folle finale i dominatori assoluti della conference FGCU. Per i Bisons è la prima vittoria in assoluto nella conference e di conseguenza la prima qualificazione al torneo NCAA. 108 i punti segnati nella finale, con un irreale 87% da 2, che hanno permesso a Lipscomb di andare al riposo sul +29 e di contenere il ritorno nel finale di FCGU.
Anche in questo caso per i rivali si apriranno le porte dei tornei minori, ma visto il livello della conference è quasi impossibile possano ricevere una bid per affiancare Lipscomb nel Tournament.

BIG EAST: Villanova Wildcats (30-4)
Ancora una volta è Villanova a vincere la Big East e ad assicurarsi un seed da numero 1 nel tournament. La squadra condotta dai suoi due All-Americans Bridges e Brunson è riuscita in una finale tutt'altro che semplice ad avere la meglio di Providence in una gara terminata all'OT. Tre gare su tre arrivate all'overtime per i Friars, che dopo aver eliminato con due upset Creighton e la numero 1 Xavier, non hanno avuto le forze per vincere un terzo overtime, subendo un 10-0 nei 5 minuti aggiuntivi.
Molto probabilmente riceveranno una bid in dote per il buon torneo disputato ed affiancheranno Villanova insieme a Xavier e due fra Creighton, Seton Hall e Butler.

BIG SKY: Montana Grizzlies (26-7)
Montana rispetta le aspettative e conquista la bid riservata alla Big Sky vincendo in finale con Eastern Washington. Il percorso però non è stato cosi semplice come gli esperti si aspettavano, con una vittoria all'OT in semifinale ed un clamoroso recupero nella finale. Infatti dopo aver chiuso sotto per 29-40 il primo tempo, Montana ha saputo reagire, conducendo un perfetto secondo periodo, conclusosi con un parziale di 53-25 per il 82-65 finale.

BIG SOUTH - Radford Highlanders (22-12)
In una delle conference più equilibrate dell'intero panorama non poteva che scapparci la sorpresa. A conquistare la bid è Radford, che dopo un decennio torna la torneo NCAA grazie alla tripla buzzer del freshman Carlik Jones. Si spengono all'ultimo le speranze di Liberty, che in precedenza aveva eliminato la numero 1 del torneo UNC-Asheville.
Radford sarà l'unica rappresentante della Big South al Tournament, visto il livello medio-basso della conference.

BIG TEN: Michigan Wolverines (28-7)
Dopo una cavalcata trionfale è Michigan a conquistarsi il posto della Big Ten, battendo prima negli ottavi di finale Iowa (storica partecipante al torneo, che quest'anno però rimarrà esclusa), nei quarti di finale Nebraska, in semifinale la corazzata Michigan State di coach Izzo e poi la seconda grande favorita Purdue in finale.
Un esito quasi impronosticabile, che ora lascia almeno 2-3 squadre nelle mani di coloro che selezioneranno le squadre restanti. Infatti dovrebbero trovare posto Michigan State, Purdue e Ohio State (che dopo un'ottima RS si è sciolta nei quarti di finale), mentre Nebraska, Penn State e Indiana potrebbero rimanere escluse dalla corsa verso il titolo di miglior squadra dell'anno.

BIG 12: Kansas Jayhawks (27-7)
Quando la stagione entra nel suo momento topico i Jayhawks difficilmente sbagliano un colpo. Vittoria nella Big 12 e seed numero 1 assicurato per il torneo finale. Al loro fianco ci saranno sicuramente la finalista West Virginia, che continuo il suo periodo positivo dopo le recenti partecipazioni, e Texas Tech del nostro connazionale Davide Moretti. Si giocheranno un ulteriore posto almeno tre squadre: Kansas State, Baylor e TCU, con l'ultima che pare favorita. Niente da fare invece per Oklahoma di Trae Young, uscita malamente agli ottavi e Iowa State, che aveva collezionato molte presenze negli ultimi anni.

BIG WEST - CS Fullerton Titans (20-11)
Un altro gradito ritorno è quello di Fullerton, assente dal torneo da più di dieci anni. Una qualificazione arrivata dopo due upset pesanti, ai danni della seed numero 1 UC Davis e della finalista UC Irvine. Dopo aver passato a fatica i primi due turni, i Titans hanno dominato UC Irvine, relegandola fino al -20 e potendo iniziare a festeggiare il titolo con qualche minuto di anticipo. Saranno i soli a rappresentare la conference nella Big Dance.

COLONIAL - Charleston Cougars (26-7)
Tutto secondo pronostico per Charleston, che ritorna al torneo NCAA dopo venti anni di assenza. Dopo aver passato agevolmente il primo turno, i Cougars hanno sofferto più del previsto in finale per domare Northeastern. Dopo essere arrivati al massimo svantaggio di -17 i Cougars hanno iniziato la loro rimonta, culminata con l'overtime e la vittoria finale. Una bid importantissima conquistata sul campo visto che Northeastern non potrà ricevere un invito e partecipare la torneo per via del livello della conference.

CONFERENCE USA - Marshall Thundering Herd (24-10)
Era dal 1987 che Marshall non partecipava al torneo di finale stagione e finalmente quest'anno avverrà il loro ritorno. Complice anche la precoce eliminazione delle due favorite Middle Tennessee e Old Dominion, i Thundering Herd hanno avuto un cammino facile fino alla finale. Quando però la bid sembrava assicurata sul 67-55 i Thundering Herd son andati in blackout totale, permettendo a Western Kentucky di rientrare sul 67-66 e ad avere addirittura due tiri per la vittoria negli ultimi 20 secondi. Il ferro però ha sputato fuori entrambi i tiri, spegnendo i sogni di finale per WK e dando via alla festa di Marshall.
Middle Tennessee potrebbe sperare in una bid, ma la possibilità pare molto remota.

HORIZON LEAGUE - Wright State Raiders (25-9)
Nessun problema per Wright State, che complice la precoce eliminazione di Northern Kentucky vince con facilità le tre partite del torneo finale e torna alla Big Dance dopo la prima e unica partecipazione datata 2007. La celebrazione a fine partita è stata e sarà uno dei momenti più toccanti dell'intera March Madness 2018. Tutta la squadra si è riunita attorno all'ex compagno Ryan Custer, rimasto paralizzato lo scorso aprile dopo un tuffo sbagliato in piscina durante il party di fine stagione, e gli ha dedicato la vittoria.

IVY LEAGUE - Pennsylvania Quakers (24-8)
Dopo oltre dieci anni di assenza Pennsylvania può tornare a calcare i campi della March Madness, dopo aver battuto in finale Harvard. Un ritorno gradito visto che i Quakers avevano partecipato a 7 Big Dance consecutive prima di essere travolti dalla crescita di Harvard e Yale ed uscire dai radar. Proprio queste due sono state le squadre battute da Penn per conquistarsi la bid, a dimostrazione che la qualificazione è più che meritata.

MAAC - Iona Gaels (20-13)
Dopo essere stati gli unici a salvarsi nei quarti di finale, dopo sono stati eliminati Rider, Canisius e Niagara, rispettivamente numero 1,2 e 3 della stagione regolare, i Gaels son riusciti a vincere il titolo per il secondo anno consecutivo, guadagnandosi la possibilità di partecipare al torneo di fine stagione. Anche in questo caso Iona sarà da sola, mentre per Fairfield (finalista), Rider e probabilmente pure Canisius si apriranno le porte dei tornei minori.

MAC - Buffalo Bulls (26-8)
Rispettando pienamente i pronostici Buffalo ha vinto la fase finale del MAC conquistandosi l'invito alla Big Dance. Nella finale annunciata contro Toledo, i Bulls non hanno avuto problemi a controllare il match, chiudendo i discorsi già nel primo tempo. Gli avversari però hanno dovuto fare a meno del miglior giocatore della lega TreShaun Fletcher, infortunatosi nei quarti di finale al ginocchio e costretto al forfait. Toledo, che non partecipa al torneo da quasi 40 anni, dovrà attendere ancora per tornare a ballare nella March Madness, ma potrà partecipare ad uno dei tornei alternativi.

MEAC - North Carolina Central Eagles (19-15)
Dopo due partecipazioni in quattro anni, sembrava che NC Central dovesse lasciare il passo a qualcun altro in questa stagione. La squadra di coach Moton ha però sorpreso tutti vincendo il terzo titolo e conquistandosi nuovamente il diritto a partecipare alla Big Dance. Un cammino perfetto con quattro vittorie in cinque giorni, di cui l'ultima contro la grande favorita Hampton, che aveva dominato la stagione regolare. Saranno nuovamente i soli a rappresentare la conference, mentre Hampton molto probabilmente verrà invitata al torneo NIT, il secondo livello subito dopo il torneo NCAA.

MISSOURI VALLEY : Loyola Chicago Ramblers (28-5)
Prima storica qualificazione in 33 anni di Division 1 per Loyola Chicago, capice di ripetere quanto di buono fatto in stagione anche nel torneo finale. Tre partite e tre vittorie solide, con qualche brivido vissuto solo nel primo match contro Northern Iowa, prima di eliminare senza patemi Bradley e Illinois State. 

MOUNTAIN WEST - San Diego State Aztecs (22-10)
Altro upset clamoroso è stato quello fatto registrare da San Diego State, che ha prima eliminato i grossi favoriti di Nevada, che giocavano praticamente in casa in quel di Las Vegas, e in seguito in finale si son sbarazzati di New Mexico. Per le due squadre eliminate potrebbe esserci qualche chance di bid (soprattutto per Nevada, autrice di un'ottima stagione). 

NORTHEAST - LIU Brooklyn Blackbirds (18-16)
Dopo 5 anni di assenza, LIU Brooklyn torna al torneo NCAA vincendo a sorpresa la finale di conference. Una vittoria che vale doppio visto che la seed numero 1 Wagner ospitava il torneo e in questa stagione non aveva mai perso davanti al proprio pubblico.  Un invito per un torneo minore pare scontato per loro.

OHIO VALLEY - Murray State Racers (26-5)
Dopo aver perso in finale nel 2013 e nel 2015 contro Belmont, Murray State ha avuto la sua rivincita e può tornare a ballare nella Big Dance. Una vittoria pre-annunciata, con due ottime partite dominate dal primo all'ultimo minuto, che valgono l'invito per il momento più importante dell'anno.

PAC 12 - Arizona Wildcats (27-7)
La squadra guidata dal gigante Deandre Ayton era fra le favorite alla vigilia e ha rispettato le aspettative grazie a match dominanti del suo big man. Arizona avrà certamente una seed alta nel torneo viste le ottime prove in stagione. USC, battuta in finale, potrebbe sperare in una bid per il torneo. Non è sicuramente fra le favorite, ma potrebbe essere premiata l'ennesima buona stagione. Le tre che invece a sorpresa potrebbero non trovare spazio nel torneo finale sono UCLA, Oregon e Utah.

PATRIOT - Bucknell Bison (25-9)
Come nella scorsa stagione, anche quest'anno non ci sono stati problemi per Bucknell che parteciperà al suo secondo torneo consecutivo. Dopo una semifinale tirata, i padroni di casa sono stati in grado di spazzare via Boston e Colgate in semifinale e finale con rispettivamente 31 e 29 punti di scarto. Alle due compagini sconfitte arriverà sicuramente una bid per un torneo minore.

SEC - Kentucky Wildcats (24-10)
Ancora una volta Kentucky si conferma squadra al vertice del panorama universitario, conquistando il quarto titolo consecutivo in SEC (una delle conference dal livello più alto) con una squadra composta quasi esclusivamente da freshman (anche se 8 ad inizio stagione erano nella top 100 dell'intera NCAA). Coach Calipari gestisce al meglio le forze a sua disposizione ed elimina nell'ordine Georgia (che aveva messo termine al sogno tournament di Porter, appena tornato da un infortunio), Alabama (del fenomeno Sexton, in grado di eliminare praticamente da solo la numero 1 Auburn prima di cedere in semifinale) e Tennessee nella finale giocata qualche ora fa. Questa vittoria permetterà ai Wildcats di scavalcare parecchie posizioni nel ranking per avere una seed migliore. Assieme a loro nel torneo finale dovrebbero trovare Auburn e Tennessee oltre ad almeno due tra Arkansas, Alabama e Florida.

SOUTHERN - UNC Greensboro Spartans (27-7)
Anche in questo caso i favoriti, nonchè padroni di casa, hanno saputo rispettare le alternative, conquistando la qualificazione. Dopo aver evitate l'upset in semifinale da parte di Wofford, UNC ha dominato la finale, conclusa sul +15 contro ETSU. Saranno molto probabilmente i soli a rappresentare la conference.

SOUTHLAND - Stephen Austin Lumberjacks (28-6)
Dopo la splendida run di due anni fa, i Lumberjacks possono ritornare a calcare i campi della March Madness, per cercare di sorprendere ancora una volta le squadre più blasonate. Senza storia le due gare disputate, solo qualche sussulto nella finale contro SE Louisiana, domata però da Bogues e compagni.

SUMMIT - South Dakota State Jackrabbits (28-6)
Per il terzo anno consecutivo South Dakota State si conquista la bid per il torneo di fine anno. Anche quest'anno, come nello scorso, il leader è Mike Daum, che è atteso al salto in NBA o in alternativa ad una florida carriera in Europa. Nel derby in finale South Dakota prova a tenere il ritmo dei rivali, ma deve cedere e lasciare la vittoria ai Jackrabbits. 

SUN BELT - Georgia State Panthers (24-10)
Approffittando della debacle di Louisiana, Georgia State conquista il pass per la Big Dance. I Panthers parteciperanno cosi al loro quarto torneo di sempre, grazie alla vittoria in finale su UT-Arlington e probabilmente saranno i soli della conference, visto che le possibilità di Louisiana sono molto esigue e dovrà accontentarsi di giocare in un torneo minore.

SWAC - Texas Southern Tigers (15-19)
Una qualificazione incredibile considerando che Texas Southern aveva iniziato la stagione perdendo tredici match su tredici, prima di sbloccarsi il primo gennaio. Proprio nel 2018 la squadra ha cambiato totalmente volto, iniziando a vincere partite e conquistandosi la bid con tre larghe vittorie da +14/+14 e +15 punti di scarto nel torneo di conference. Arkansas Pine Bluff deve inchinarsi in finale e non potrà partecipare al suo secondo torneo consecutivo, a loro sarà riservato un invito al CBI.

WAC - New Mexico State Aggies (28-5)
Quinto titolo consecutivo e di conseguenza quinta partecipazione al Tournament NCAA per New Mexico. Dopo aver dominato la stagione, gli Aggies non hanno avuto problemi a vincere il torneo finale, eliminando prima in semifinale Seattle del nostro Scott Ulaneo e in seguito Grand Canyon, di uno splendido Alessandro Lever, autentico trascinatore dei suoi nel torneo di fine stagione e onorato con il titolo di freshman dell'anno della conference.

WEST COAST - Gonzaga Bulldogs (30-4)
Altro giro e altro titolo per Gonzaga, che nonostante il profondo cambiamento estivo, dopo la finale dello scorso anno, ha saputo dar vita ad una stagione perfetta con trenta vittorie a scapito di sole quattro sconfitte. Il torneo finale è una semplice formalità, con scarti in doppia cifra in ogni match e addirittura il +20 finale con il quale ha schiantato BYU in finale. Un seed alto è d'obbligo e la finalista insieme a St. Mary potrebbero sperare in un ripescaggio nel torneo che conta, grazie soprattutto all'alto livello dimostrato dai Bulldogs nelle passate stagioni.