NBA - All'interno della trasformazione dei Toronto Raptors
Le analisi di VAVEL: Andrea Liguori sui Toronto Raptors

NBA - All'interno della trasformazione dei Toronto Raptors

I Toronto Raptors sono la squadra che ha maggiormente cambiato il proprio modo di giocare, e non solo, rispetto alla scorsa stagione: cerchiamo di capire, andando in profondità con i numeri, come esattamente si sono rinnovati. Poi i Playoffs ci diranno quanto e cosa manca ancora.

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Andrea Liguori

Dopo l'eliminazione subita per mano dei Cleveland Cavaliers negli scorsi Playoffs - un sonoro 4-0 con due sconfitte di oltre 20 punti - coach Casey e il suo staff hanno dovuto prendere coscienza dei limiti della squadra legati al modo di giocare. I Raptors erano infatti una squadra che si affidava tantissimo agli 1contro1 delle due stelle Lowry e DeRozan, ed erano infatti ultimi per percentuale di canestri assistiti (47%): ciò non creava particolari problemi durante la regular season, ma puntualmente diventava un ostacolo insormontabile verso la gloria nei Playoffs. Ebbene, quest'anno la squadra gioca in maniera totalmente diversa, le responsabilità sono state distribuite in maniera più omogenea all'interno del roster e anche le rotazioni sono diverse. I risultati per ora sono ampiamente positivi, con Toronto tranquillamente prima nella Eastern Conference, unica squadra ad essere nella top4 sia per l'attacco (3^) che per la difesa (4^), e anche il dato relativo ai canestri assistiti cui abbiamo accennato poco fa è migliorato (la percentuale è salita al 58%).

MENO MINUTI, MENO POSSESSI E MENO TIRI PER LOWRY E DEROZAN

Abbiamo parlato delle diverse rotazioni, e iniziando da queste va detto che i Raptors attualmente sono terzi in bench minutes ed è diminuito il minutaggio di Kyle Lowry e DeMar DeRozan. Notevoli i ben 5 minuti in meno di utilizzo a partita del play, ora attorno ai 32 minuti, e che lasciano ben sperare in vista dei Playoffs, a cui puntualmente negli ultimi anni è sembrato arrivare scarico. Anche DeRozan ha visto il proprio minutaggio scendere, anche se di un solo minuto (ora 34), ma sappiamo che tutto fa brodo per avere i propri leader nella miglior condizione possibile quando le partite contano davvero da aprile in poi. Sempre rimanendo sui due trascinatori della squadra, va aggiunto che entrambi hanno visto il proprio usage rate, ovvero la percentuale di possessi che terminano con un tiro, un fallo subito o una palla persa, diminuire e non di poco: Lowry è passato dal 24,9 della passata stagione al 21,7 di quest'anno, De Rozan addirittura dall'elevatissimo 34,2 (terzo nell'intera lega) al 29,5 (appena 26^). Anche i loro tiri sono diminuiti: usando le statistiche su 36 minuti - invece che a partita - in modo da non far pesare il minore minutaggio, possiamo vedere come Lowry tenti un tiro in meno rispetto all'anno scorso, con i 13,7 tiri per 36 minuti che rappresentano il suo minimo dalla stagione 2012/2013 del suo primo anno in maglia Raptors. DeRozan ha visto a sua volta un calo nei tiri, dai 21,2 per 36 minuti agli attuali 19. Però la guardia, ormai al nono anno nell'NBA, ha cambiato la distribuzione dei propri tiri, usando finalmente il tiro da 3 punti con più costanza e rendendolo a tutti gli effetti un'arma, al punto che ha più che raddoppiato i tentativi dall'arco, che erano 1,7 l'anno scorso e 3,6 adesso. E anche se la percentuale non è eccelsa (32%), questi tiri sono comunque più produttivi dei tiri dalla media, che i numeri ci insegnano essere i meno efficienti in assoluto considerando il rapporto difficoltà/remunerazione.

Stagione 2016/2017 (cortesia di NBAsavant.com)
Stagione 2017/2018 (cortesia di NBAsavant.com)
Stagione 2017/2018 (cortesia di NBAsavant.com)
Stagione 2016/2017 (cortesia di NBAsavant.com)

 

 

 

 

 

 

Stagione 2017/2018 (cortesia di NBAsavant.com)
Stagione 2017/2018 (cortesia di NBAsavant.com)
Stagione 2016/2017 (cortesia di NBAsavant.com)
Stagione 2016/2017 (cortesia di NBAsavant.com)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Nelle due shot charts, la dicitura LA. all'interno dei cerchi sta per league average, cioè la media delle percentuali al tiro da quella particolare zona di campo di tutti i giocatori della lega]

 

L'ASSO NELLA MANICA: LA PANCHINA

La vera chiave che sta facendo sì che i due leader possano non avere tutto il peso della squadra sulle proprie spalle è la panchina, la migliore dell'Nba per molte voci statistiche, a partire da quella che in Italia definiamo "valutazione" (per HoopsStats.com). Coach Casey si fida tantissimo della sua second unit, e infatti ormai fa riposare contemporaneamente Lowry e DeRozan (di solito il primo a cavallo tra primo e secondo quarto e poi tra terzo e quarto, mentre il secondo all'inizio dei quarti pari). I risultati sono stati finora assolutamente positivi, al punto che il quintetto con VanVleet, Wright, Miles, Siakam e Poeltl (cinque uomini in uscita dalla panchina) è il migliore nell'intera lega in termini di net rating (cioè la differenza tra offensive e defensive rating, dati che come sappiamo sono calcolati su 100 possessi) tra quelli che hanno totalizzato almeno 100 minuti, per nba.com. I punti realizzati da giocatori della panchina rappresentano una delle tante voci che la franchigia ha migliorato drasticamente: quintultima l'anno scorso con 31 a partita, sesta ora con 41 (per HoopsStats.com); e dopo la pausa per l'All Star Game la panchina di Toronto ha fatto registrare ben quattro partite da 50 o più punti, totalizzandone addirittura 69 contro i Knicks. Stiamo parlando di Fred VanVleet, giocatore andato undrafted al draft del 2016 e che quest'anno è spesso in campo nei minuti finali delle partite; tanto per rendere l'idea, i Raptors sono +176 nei 666 minuti in cui lui è in campo mentre Lowry e DeRozan riposano in panchina, cifra che scende a -29 nei 90 minuti in cui la squadra ha dovuto fare a meno di tutti e tre, per nba.com; Norman Powell, che aveva iniziato la stagione in quintetto prima di perdere il posto a favore di OG Anunoby, salvo ritrovarlo da qualche partita a questa parte causa infortunio di quest'ultimo; Delon Wright, ventesima scelta al draft del 2015; Malcolm Miller, non selezionato nello stesso draft di Wright e che tira quasi esclusivamente da 3; C.J. Miles, che può giocare sia da 3 che da 4 e che sta viaggiando all'assurda media di oltre 6 tiri da tre in 18 minuti di media a partita; e infine Jakob Poeltl e Pascal Siakam, la giovane coppia di lunghi scelti al draft del 2016 rispettivamente con la nona e la ventisettesima scelta. In particolare Poeltl si sta mettendo in evidenza, grazie alla propria abilità di difendere al ferro, categoria statistica in cui è terzo nell'intera Nba (per nba.com), e in cui i Raptors come squadra sono secondi sul sesto maggior numero di tentativi (per nba.com). E non a caso figura anche in sette dei dieci migliori quintetti dei Raptors in termini di plus/minus (per nba.com).

Dimostra di avere anche una buona visione del campo, pescando i compagni anche in situazioni non agevoli:

Siakam è maggiormente da sgrezzare ma i mezzi atletici per poter diventare un giocatore interessante ci sono.

 

LA METAMORFOSI DI VALANCIUNAS: DIFESA E TIRI DA 3

Ci soffermiamo sulla difesa del lungo lituano perchè rappresenta il punto su cui da sempre i critici si sono soffermati, a ragione, di più. E spesso infatti coach Casey in passato è stato "costretto" a tenerlo in panchina nei finali di partita. Quest'anno però JV è uno dei motivi per cui i Raptors sono la quarta miglior difesa della lega. Come detto, Toronto può vantare la seconda miglior difesa al ferro dell'intera Nba, merito soprattutto di Poeltl - come già detto - ma anche di Jonas Valanciunas, che in questa speciale statistica si posiziona non molto più giù del compagno di squadra. Nelle prime due clip di seguito, ad esempio, prima scoraggia la penetrazione di Harden e Paul poi contesta, con successo, il tentativo di Capela al ferro.

E non solo, perchè il lungo lituano ha anche lavorato sul tiro da 3 punti per mettersi al passo con i tempi. La meccanica è abbastanza lenta, però i risultati ci sono. Dopo aver tentato appena due tiri da 3 in tutta la passata stagione, al momento i tentativi sono già 56, 25 dei quali mandati a bersaglio per un eccellente 45%. Questo serve ad aprire il campo e a portare lontano dal ferro il centro avversario, agevolando così penetrazioni e tagli dei compagni. E, cosa anche più importante, i compagni hanno piena fiducia nel suo tiro. Dimostra qui Lowry, che potrebbe anche concludere da sotto ma scarica senza problemi in angolo per il compagno.

Il 45% da dietro l'arco gli consente anche di poter sfruttare la minaccia del tiro per entrare in palleggio. Qui Howard difende malissimo perchè non dovrebbe saltare, però fino all'anno scorso Howard non avrebbe avuto neanche motivo di saltare, e questo è senz'altro di per sè un passo nella giusta direzione per Valanciunas.

 

TIRO DA 3, RITMO E CIRCOLAZIONE DI PALLA

Come ormai sempre più squadre hanno iniziato a fare negli ultimi anni, in questa stagione i Raptors hanno deciso di voler sfruttare appieno i vantaggi del tiro da 3 punti, e su questo non ci sono dubbi. Enorme infatti l'aumento dei tiri dalla distanza che hanno fatto registrare: si è passati dalle circa 24 triple del 2016/2017 alle 33 di ora, che rappresentano la terza cifra più alta dopo Rockets e Nets. E una delle conseguenze di questo cambiamento è che ora la squadra è terza in punti per possesso (1,13). Un altro trend della Nba a cui la squadra di Dwane Casey si è adeguata è l'aumento del ritmo, misurato nella statistica del pace: anche qui un buon miglioramento, dai 97,1 possessi a partita dell'anno scorso ai 100,2 della stagione in corso. Sono anche quarti per punti realizzati da palla persa, per nba.com.

La cosa che più colpisce, al punto che chi li ha visti giocare nelle ultime stagioni se li vedesse ora potrebbe non credere che si tratti della stessa squadra, è la circolazione del pallone e soprattutto la voglia che i giocatori hanno di giocare insieme. Voglia che si manifesta anche negli eccessi di altruismo, come capita qui a Lowry che avrebbe potuto concludere con un layup ma ha preferito comunque lo scarico per Powell in angolo:

Di seguito trovate alcuni esempi di circolazione che non ricordano per niente i vecchi Raptors.

Infine, dal punto di vista difensivo di tanto in tanto propongono un pressing tutto campo con raddoppi nella metà campo avversaria, cosa che non siamo abituati a vedere nella Nba. Lo scopo di ciò è rosicchiare secondi all'attacco avversario, e infatti in questa clip quando il play dei Wizards riceve palla per mettere nelle giuste posizioni i compagni ed iniziare l'attacco se ne sono già andati 8 secondi.

 

A meno di cataclismi Toronto chiuderà la regular season al primo posto ad Est, ma le vere risposte su questa squadra le avremo nei Playoffs, dove troppo spesso ha fallito. E proprio il primo posto nella Conference ha fatto sorgere il paragone con gli Atlanta Hawks dell'annata 2014/2015, che disputarono una splendida regular season per poi venire meno contro Cleveland nei Playoffs. I Raptors dalla loro hanno la presenza di due giocatori capaci di creare attacco dal nulla, che è probabilmente la mancanza che più di tutte ha condannato quella squadra di Horford, Millsap, Korver e compagnia. Poi certo, da qui a battere 4 volte su 7 in una serie LeBron James ce ne passa, ma intanto sicuramente arrivare al momento della verità con soprattutto Lowry, ma anche DeRozan, meno spremuti aiuterà. Per il momento godiamoci una delle belle storie di questa regular season.

 

[Tutte le stats sono aggiornate al 12 marzo]

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