NBA Playoffs Preview - Cosa aspettarci sul piano tattico tra Warriors e Spurs

La difesa sui post-up di Aldridge e quella su Durant dopo che l'attacco ha forzato il cambio sono due delle situazioni da tenere d'occhio. Poi: la scarsa considerazione che le difese avranno per Draymond Green, Anderson e Murray, e perchè Popovich farebbe bene a dare una chance a Forbes e Bertans.

NBA Playoffs Preview - Cosa aspettarci sul piano tattico tra Warriors e Spurs
Le analisi di VAVEL: Andrea Liguori ci preeenta sul piano tattico la serie tra Warriors e Spurs

Negli scorsi Playoffs Golden State Warriors e San Antonio Spurs hanno dato vita ad una gara1 di fuoco, macchiata purtroppo dall'infortunio non troppo fortuito occorso a Leonard nel terzo quarto con gli Spurs avanti - e di tanto - alla Oracle Arena, e che ha chiaramente influenzato l'esito finale della serie. Quest'anno però sin dall'inizio non ci saranno, a meno di sviluppi clamorosi, i protagonisti più attesi, Stephen Curry e Kawhi Leonard. Dal momento che di Leonard non si hanno notizie e ormai è più che plausibile che abbia terminato la propria stagione (durata solo 9 partite), per gli Spurs l'occasione migliore per affrontare i Warriors è ora che i campioni in carica devono fare a meno di Curry. Le assenze di questi due non faranno altro che aumentare le responsabilità di Aldridge (e l'abbiamo visto essere il fulcro dell'attacco dei neroargento per tutta la stagione) e Durant (chiamato naturalmente a gestire più palloni da quando Curry è out). E da qui alcune situazioni tattiche che potranno essere determinanti per lo sviluppo della serie che coinvolgono Aldridge e Durant: come difenderà Golden State sui post-up di Aldridge? Lo raddoppierà oppure opterà per la single coverage? E se lo raddoppiano, San Antonio riuscirà a punire i raddoppi? Per quanto riguarda invece la metà campo difensiva degli Spurs, i Warriors forzeranno spesso il cambio difensivo in modo da avere un piccolo su Durant: anche qui, scatterà il raddoppio o no?

Partiamo dalla considerazione che la difesa di Golden State mette in seria difficoltà l'attacco degli Spurs, che infatti vedono il proprio offensive rating calare da 105.5 (17^ nella lega) ad un minuscolo 97.7, cifra che se tenuta per tutta la stagione sarebbe quasi 4 punti peggio dei Suns, ultimi in questa categoria. E quando l'attacco di San Antonio è in difficoltà appoggia ancora di più la palla in post, e non a caso contro Golden State il numero di post-up sale dai 19 di media ad oltre 23. Anche la difesa degli Spurs riesce a complicare la vita all'attacco dei campioni in carica, che contro San Antonio vedono a loro volta il rendimento offensivo calare (anche se restando pur sempre ad un buon livello) e prendono tre tiri in più a partita con il difensore molto vicino (tra i 60 ed i 120cm di distanza), per nba.com.

LE SCELTE DI POP: FORBES E BERTANS, SÌ O NO?

Mentre Steve Kerr ha le idee abbastanza chiare sulle proprie rotazioni, Gregg Popovich invece ha mischiato di più le carte durante le 82 partite di regular season, e così risulta difficile prevedere in anticipo le sue scelte. Uno starting five col doppio lungo sembra da escludere in partenza (salvo che non inizi così per poi cambiare dopo poco), mentre sembra più probabile possa iniziare con Murray, Mills, Green, Anderson e Aldridge, che è tra l'altro il quintetto più usato finora. I dubbi riguardano l'utilizzo di Anderson (se giocherà prevalentemente da 3 o da 4), oltre agli eventuali impieghi - e nel caso per quanti minuti - di Forbes e Bertans, due giocatori che hanno alternato partite con un buon impiego ad altre in cui non si sono schiodati dalla panchina. Il caso più evidente è Davis Bertans, che ha avuto un minutaggio consistente (anche sopra i 30 minuti) da inizio gennaio fino al 12 di marzo, ma che poi, complice anche il rientro negli ultimi giorni di febbraio di Gay, è stato limitato da Popovich a pochi minuti, spesso in garbage time. Popovich ha le sue ragioni per non fidarsi, però credo la sua presenza in campo possa essere positiva per la squadra, essendo dotato di un tiro da 3 che le squadre devono tenere in considerazione ed essendo in grado di accendersi all'improvviso: doti che servono ad una squadra con poco tiro e che attraversa spesso tratti di partita in cui trovare punti diventa estremamente complicato.

E Bertans è tra l'altro presente in quello che numeri alla mano è stato il miglior quintetto dei texani nelle prime tre partite della stagione contro i Warriors (escludendo la quarta, in cui erano troppe le assenze tra le fila di questi ultimi per poter essere presa in considerazione).

L'altro dubbio, come detto, riguarda Bryn Forbes (39% in stagione), che ha avuto sicuramente una stagione positiva e rappresenta uno dei pochi della truppa di Popovich con un tiro da 3 affidabile. Potrò sembrare blasfemo, ma non escludo che dare più minuti a lui piuttosto che a Tony Parker possa essere nei migliori interessi degli Spurs. Nella metà campo difensiva il play francese deve per forza di cose essere "nascosto" sull'avversario meno pericoloso, mentre in quella offensiva i difensori gli concedono tanto spazio quando ha la palla, e di conseguenza diventa per lui quasi impossibile battere l'uomo e creare un vantaggio per l'attacco come faceva ai tempi d'oro.

Senza palla il trattamento è lo stesso, in quanto la difesa non si fa problemi ad aiutare col suo uomo su altri giocatori più pericolosi.

Probabilmente Popovich ci farà vedere qualche quintetto che finora ha impiegato poco, e un esempio è un quintetto super leggero svelato nell'ultima di regular season a New Orleans, con tre piccoli più Anderson e Gay da lunghi. Anche l'anno scorso sorprese quando durante i Playoffs diede tanti minuti a Jonathan Simmons, che aveva avuto anch'egli un utilizzo discontinuo in precedenza. Aspettiamoci qualcosa di simile quest'anno.

LA DIFESA SU ALDRIDGE IN POST E SU DURANT DOPO IL CAMBIO

Sappiamo che gli Spurs appoggiano tantissimo il proprio gioco su LaMarcus Aldridge, e quindi diventa determinante il piano difensivo preparato dallo staff tecnico avversario. L'atletismo e la lunghezza delle braccia di JaVale McGee possono dare fastidio ad Aldridge, che contro di lui in stagione ha tirato 6/14 con una palla persa e 3 stoppate subite (per nba.com). Contro Zaza Pachulia invece la percentuale sale a 16/27, ma in generale i numeri ci dicono che il post-up di Aldridge non è un'arma efficiente contro la difesa di Golden State in termini di punti per possesso, che sono appena 0.9 quando il go-to-guy degli Spurs tira da questa situazione. In ogni caso, quando Golden State andrà col quintetto piccolo il compito difensivo toccherà sicuramente a Green, il quale è bravo soprattutto a costringerlo a ricezioni più lontano rispetto a dove l'attaccante vorrebbe e che in generale fece un gran lavoro nei Playoffs dell'anno scorso. Però, soprattutto se San Antonio dovesse schierare contemporaneamente (come spesso fa) almeno due tra Anderson, Murray e Parker, è lecito attendersi raddoppi per costringere il lungo col numero 12 a liberarsi del pallone. E a questo punto, farà la differenza la preparazione della squadra per punire questi raddoppi ed evitare i problemi di spaziature affrontati qui. Se dopo il raddoppio succede una cosa del genere, le cose si mettono bene per l'attacco (anche se nel secondo caso è palese la dormita di Durant, che può e deve staccarsi di più da Anderson per aiutare sotto canestro):

Se invece dal raddoppio San Antonio non riesce a costruire niente, come avviene qui contro i Pelicans, saranno solamente passati altri secondi senza che sia successo niente, e ciò rappresenta una vittoria per la difesa.

Qui arriva quasi una palla persa in seguito al raddoppio, con Durant che sul taglio lascia Bertans per andare a raddoppiare Aldridge, e Green che a sua volta sfrutta la scarsa pericolosità dall'arco di Anderson per andare a negare la ricezione a Bertans in area.

Il raddoppio, di base, è una mossa disperata della difesa, che pur di rimediare ad un accoppiamento difensivo che ritiene svantaggioso preferisce portare due uomini sulla palla, dando così il vantaggio (il 4contro3 tra i giocatori senza palla) che ogni attacco cerca di costruire. Il problema di San Antonio è che spesso non ha a disposizione il personale per punire questa scelta della difesa; laddove una tale scelta contro squadre ad esempio come Cleveland o Houston, che giocano spesso anche con cinque tiratori contemporaneamente in campo, diventerebbe potenzialmente più pericolosa.

Passiamo ora alla metà campo offensiva di Golden State, dove abbiamo detto che Kevin Durant sarà investito di ancora maggiori responsabilità. Quando giocherà da 4, il suo difensore sarà molto probabilmente uno tra Anderson e Gay. Ma Popovich sta spesso usando quintetti con due piccoli (Mills, Parker, Murray o Forbes) e Danny Green o Ginobili da 3. In questo caso è Green l'uomo deputato a marcare Durant, ma pur trattandosi di un ottimo difensore è pur sempre una guardia che deve parecchi centimetri a KD. In stagione nella stragrande maggioranza delle occasioni è stato marcato da Anderson - contro il quale in stagione ha tirato 15/24 con 7 assist e 3 palle perse, per nba.com), sia che questo giochi da 3 (con quindi ad esempio Gay sull'Iguodala di turno) sia che giocho da 4 (e a quel punto andrebbe un esterno su Iguodala). La situazione si complica quando Golden State, e c'è da scommetterci che ricorrerà a quest'arma spesso, usa Durant come bloccante per chi è marcato da uno dei due piccoli, in modo da forzare il cambio. Patty Mills contro Durant è una situazione a cui abbiamo assistito anche nella serie dell'anno scorso, e che a Popovich sembra non dispiacere particolarmente. L'idea di Popovich sembra essere: se Durant prende un tiro da due in testa al mio piccolo non posso farci molto, ma preferisco questo ad un tiro da 3 su uno scarico.

Chissà se però, in assenza di un tiratore formidabile come Curry, vedremo qualche raddoppio in più della difesa, che potrebbe preferire magari rischiare di essere punita da qualcuno del supporting cast piuttosto che far entrare in ritmo Durant.

DRAYMOND GREEN, ANDERSON E MURRAY: STESSO TRATTAMENTO DALLA DIFESA

Parliamo di uguale trattamento perchè l'ordine di Popovich a chi marca Draymond Green è di aiutare dove ce n'è bisogno senza badare troppo al proprio uomo, e lo stesso chiede Kerr a chi marca Anderson e Murray (e Parker). Di seguito alcuni esempi lampanti, cominciando da quelli che riguardano Kyle Anderson.

Per quanto riguarda Dejounte Murray, lo spazio concessogli può diventare un problema anche quando intende servire palla al lungo in post: infatti il suo difensore si stacca talmente tanto da poter addirittura intercettare il passaggio.

Di seguito due esempi in cui nello stesso possesso sia il difensore di Anderson che quello di Murray fungono sostanzialmente da valvole di sicurezza, andando a tappare buchi dove ce n'è bisogno senza preoccuparsi minimamente nè dell'uno nè dell'altro:

Come detto, lo stesso trattamento è riservato dalla difesa dei neroargento a Draymond Green:

I numeri infatti ci dicono che in quattro partite contro i Warriors Anderson ha tirato 0/4 da 3 e Murray 0/1; dall'altro lato Green è a 3/16, pari al 19%. Può sembrare banale, ma chi tra questi tre sfrutterà maggiormente lo spazio concessogli dalla difesa avversaria (e i favori del pronostico sono senz'altro per Green) darà una grande mano alla propria squadra.

In conclusione, volendo individuare un singolo aspetto che potrebbe rappresentare la chiave per il successo nella serie: per Golden State sarà importante che chi non si chiama Durant o Thompson punisca gli spazi che la difesa inevitabilmente gli concederà, mentre per San Antonio la domanda è la solita, ovvero se riusciranno a spremere dal proprio attacco abbastanza punti per essere in condizione di giocarsela.

Detto questo, Warriors favoriti. Si parte sabato, con gara1 in programma alle 21:30 italiane.