NBA Playoffs 2018 - Houston vs Minnesota: un frizzante 'testacoda'

I Rockets ambiscono al titolo, i Timberwolves si riaffacciano in post season dopo 14 lunghi anni.

NBA Playoffs 2018 - Houston vs Minnesota: un frizzante 'testacoda'
NBA Playoffs 2018 - Houston vs Minnesota: un frizzante 'testacoda'

Archiviata la regular season, il week end ormai alle porte ci lancia nell'affascinante mondo dei Playoffs Nba. Houston e Minnesota animeranno gli spareggi, in una serie dal pronostico totalmente pendente verso i texani, autori di una stagione regolare da 'mille e una notte', avendo chiuso in testa la Western Conference, con 65 vittorie all'attivo, miglior record di squadra dell'intera Lega. Gradito ritorno per i Timberwolves, che dal canto loro ritornano a far capolino in post season dopo quattordici lunghi anni. Si affrontano, dunque, le squadre aventi il primo e l'ottavo seed, due franchigie che hanno vissuto cammini differenti. Houston punta senza mezze misure alla vittoria dell'anello, e vorrà a tutti i costi interrompere l'egemonia ad Ovest dei campioni in carica dei Golden State Warriors, Minnesota invece ha festeggiato l'approdo in post season, ma il premio ricevuto è di quelli sgraditi.

IL CAMMINO - I Rockets di coach Mike D'Antoni sono stati la miglior squadra della lega, riuscendo a totalizzare 65 vittorie a fronte di sole 17 sconfitte, con oltre 112 punti di media realizzati a partita. Mai nella storia della franchigia texana si era vinto così tanto, neanche nelle due stagioni culminate con la vittoria dell'anello quando in squadra c'era un certo Olajuwon. Quella messa in piedi dal general manager Daryl Morey è stata una macchina perfetta, una squadra capace di spazzare via tutto ciò che si sovrapponesse tra lei e la vittoria. Tante le striscie di risultati utili positive, che hanno consentito ad Harden e soci di chiudere ben presto il discorso primo posto, e poter 'tirare il fiato' nelle ultime 4-5 gare di RS. Molto più complessa invece è stata la stagione vissuta da Minnesota. Seppur essa sia coincisa con il ritorno ai playoff, si ha l'impressione che i T'Wolves non siano stati in grado di esprimere tutto il proprio potenziale. Ha colpe, senz'altro, coach Tom Thibodeau, che al secondo anno alla guida di Minnie non è stato in grado di dare un'anima alla squadra. E' sempre stata molto altalenante nelle prestazioni, alternando troppi alti e bassi, che hanno addirittura messo a repentaglio la qualificazione alla post-season. Appena dopo la pausa dell'All-Star Game, i Timberwolves erano addirittura quarti, salvo poi scivolare più in basso. L'attacco resta il punto forte della squadra, la difesa invece la nota dolente, dolentissima. Snocciolando qualche cifra, balza all'occhio un dato: 108.4 punti concessi di media a serata, 23esima difesa quella della franchigia del Minneapolis, risultati scadenti considerando l'indole difensivista di Thibodeau.

I SISTEMI DI GIOCO - Una cosa è certa, sarà una serie nella quale non ci si dovrebbe annoiare, poichè si affrontano due squadre che prediligono attaccare bene piuttosto che difendere, seppur Houston in stagione abbia migliorato tantissimo anche l'altra fase rispetto agli anni precedenti (sesto miglior Defensive Rating con 103.6 punti concessi). I Rockets prediligono transizioni veloci, e come ci ha abituato D'Antoni da anni, il 'seven seconds or less'. Sono la squadra che tira di più da oltre l'arco dei tre punti, Houston infatti approfitta della pericolosità di James Harden e Chris Paul per far collassare le difese avversarie su di loro e poter armare le mani dei 'tagliagola' appostati oltre i 7 metri e 25. Clint Capela, nel ruolo di terzo violino offensivo, è invece il catalizzatore degli alley-oop, sfornati in quantità industriali dal backcourt texano. Thibodeau, invece, ha basato il suo gioco su dei pick-and-roll scolastici con Jeff Teague da ball handler e Tj Gibson da bloccante, coinvolgendo troppo poco due giocatore dal talento immenso, che corrispondono ai nomi di Andrew Wiggins e Karl-Anthony Towns e soprattutto il primo, incostante, ha spesso sparato a salve.

I ROSTER - E' la serie nella quale giocherà il principale candidato alla vittoria del premio Mvp, ovvero James Harden, l'alpha dog per eccellenza. E' stato autore di una stagione, fin qui, strabiliante. Per l’ennesima volta ha migliorato la propria produzione offensiva, chiudendo con 30.4 punti di media a partita, beneficiando della presenza, di fianco a lui, di Chris Paul. Eppure ad inizio ottobre, ma anche in piena estate, subito dopo lo sbarco di CP3 in Texas, c'era chi sosteneva che i due insieme non avrebbero funzionato, che si sarebbero pestati i piedi, che per girare bene Houston avrebbe avuto di bisogno di due o tre palloni, ed invece, tutto esageratamente sbagliato. I due hanno spinto a suon di prestazioni eccellenti i Rockets sulle vette altissime della Conference, e se oggi la franchigia cara al patron Fertitta è considerata una delle super potenze della lega, grande merito va a loro ed alla loro convivenza in campo. Si parla troppo poco, poi, di Clint Capela, un giocatore dall'importanza rilevante nello scacchiere della squadra di D'Antoni. Ottimo rollante in situazioni di pick and roll, il pivot è in grado di chiudere con puntualità 'svizzera' gli alley-oop lanciati al cielo dal backcourt delle meraviglie Paul-Harden. Morey, in estate, ha completato l'opera portato nella città della NASA alcuni signori difensori: Paul ovviamente, ma anche PJ Tucker e Luc Mbah a Moute. Perso Lou Williams, fonte di canestri dalla second unit, è rimasto eccome Eric Gordon (ancora in lizza per il premio di miglior sesto uomo della stagione) ed in più Houston può sfoggiare il 'paisà' Gerald Green, che avrà un ruolo importante partendo dalla second unit considerando l'infortunio alla spalla che ha messo out per l'intero primo turno l'ala camerunense ex Clippers. Per quanto riguarda i T’Wolves tutti gli occhi saranno su Karl-Anthony-Towns, al suo terzo anno in Nba ma alla sua prima esperienza ai playoff. A soli 23 anni, KAT è già un signor attaccante (ha chiuso la stagione regolare in doppia, 21.5 punti e 12.5 rimbalzi), ma è in difesa che deve migliorare e tanto. Se in attacco fa la parte del Lupo, in difesa recita lo spartito da agnellino. Andrew Wiggins dovrà finalmente far vedere di che pasta è fatto, mentre Jimmy Butler, l'arma in più di Thib quest'anno, ha dimostrato pienamente di essere quel di più in campo, l'uomo nel quale rifugiarsi quando la palla inizia a scottare. Jeff Teague e Tyus Jones si alterneranno in regia, mentre Derrick Rose dovrebbe trascorrere più tempo in panchina che in campo. Tj Gibson è il difensore più energico, mentre la second unit è un pò scarna, se si escludono Jamal Crawford e Nemanja Bjelica, i quli in condizione di 'luna non storta' posso dire la loro.

LE CHIAVI DELLA SERIE - Se Houston mette in atto il suo piatto forte, ovvero pick and roll e triple, pronostichiamo una serie corta, con i texani vittoriosi a man basse. I superpoteri del Barba, la regìa sapiente di Paul, e tutto il contorno ben assortito, prevarranno contro Minnie se quest'ultima sarà in versione extra soft, vista all'opera nell'ultimo mese e mezzo. I T'Wolves dovranno aggrapparsi alle mani fatate di Towns in attacco ed al capobranco Butler, e giocoforza scovare quell'unità di squadra che ad oggi non abbiamo ammirato. Se Minnie si degnerà un tantino di difendere, potremmo anche vedere una gara 5, se non lo farà, lo sweep dei texani è dietro l'angolo, già scritto.