Turkish Airlines EuroLeague,  Fenerbahce - Baskonia: conferma o sorpresa?
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Turkish Airlines EuroLeague,  Fenerbahce - Baskonia: conferma o sorpresa?

I turchi hanno trovato in corso d'opera la quadra, centrando un ottimo secondo posto alle spalle del CSKA di Itoudis. Di contro il Baskonia è una delle squadre più in forma del lotto delle partecipanti ai playoffs, reduce da sei vittorie di fila nel rush finale di stagione. Obradovic non può dormire sonni sereni.

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Andrea Bugno

Tra conferma e sorpresa, Fenerbahce e Baskonia daranno vita ad uno dei quattro quarti di finale della edizione 2018 dei Playoffs della Turkish Airlines EuroLeague. Serie che si preannuncia molto più equilibrata del previsto, con i baschi che sono di fatto una delle squadre più in forma del lotto. La squadra di Pedro Martinez, fatta eccezione per l'ultima sconfitta interna contro l'Efes - a settimo posto già garantito - è riuscita nell'impresa di portare a casa sei vittoria di fila che le hanno consentito di agganciare e superare il Maccabi Tel Aviv. Di contro la solidità ed il carattere del solito Fenerbahce di coach Obradovic, il quale in corso d'opera ha trovato chimica ed alchimia, mettendo a posto la classifica e trovando un prezioso secondo posto alle spalle del CSKA di Itoudis. 

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Quarta apparizione di fila ai playoffs per i turchi, che dopo aver superato tutte e tre le precedenti apparizioni ai quarti, sono reduci come detto dalla vittoria della manifestazione nella passata edizione. Qualcosa è cambiato sotto i ponti di Istanbul, con gli innesti di Wanamaker, Guduric, Guler e Thompson che hanno allungato ulteriormente il roster e reso la squadra ancor più competitiva ed esperta. Certo, la perdita di Bogdanovic ed Udoh su tutti si è fatta sentire in avvio di stagione, ma con il passare dei mesi la corazzata giallo-nera è tornata a far paura a tutti. Terzo anno di fila alla post-season per i baschi invece, che da due stagioni non raggiungono la Final Four. Dei reduci di quella spedizione Toko Shengelia, stella indiscussa della squadra di Martinez, ma che in quella occasione era infortunato. Squadra leggermente rivoluzionata rispetto a quella che lo scorso anno mise paura al CSKA Mosca nei playoff: sono rimasti Diop, Shengelia, Roddy Beaubois e Johannes Voigtmann, ai quali si vanno ad unire l'esperienza e la qualità di Jayson Granger, Matt Janning e Marcelinho Huertas.

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I roster

Lungo, profondo, qualitativamente eccelso, il roster a disposizione di coach Obradovic è il solito conglomerato di strepitosi giocatori le cui caratteristiche tecniche e fisiche si completano alla perfezione. Sotto le plance la fisicità di Thompson - in sostituzione a quella di Udoh - si sposa benissimo sia con l'eclettismo di Vesely che con la capacità di Nic Melli di aprire il campo nel ruolo di quattro perimetrale. Il mastodontico Duverioglu completa il quartetto. Può coprire anche il ruolo di quattro nominale il nostro Gigi Datome, arma tattica se ce n'è una a disposizione del tecnico serbo, il quale ruota sul perimetro una enorme varietà di giocatori: Wanamaker, Sloukas e Dixon - all'occorrenza - nello spot di playmaker, Kalinic ed il giovane Guduric in guardia, Nunnally - ex Avellino - e come detto Datome, da ali. Senza dimenticare Mahmutoglu e Guler. 

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Non è così profondo il roster a disposizione di Pedro Martinez, ma ugualmente complementare e di livello, soprattutto guardando alla folta batteria di interni, una delle migliori del lotto dell'Eurolega intera: ai centimetri ed alla fisicità di Poirier e Diop si alternano e si completano le caratteristiche perimetrali di Voigtmann e, chiaramente, del go-to-guy Shengelia. Sul perimetro le scorribande di Beaubois sono quelle che comunemente fanno saltare il banco e danno al Baskonia anche la possibilità di correre più spesso in transizione, mentre a difesa schierata è Huertas a gestire il tutto, con Vildoza alle sue spalle, e Janning, Timma, Granger, Martinez e Garino a completare il tutto. 

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Come arrivano all'appuntamento

21 le vittorie stagionali del Fenerbahce di coach Obradovic che dopo un avvio a rilento ha ingranato le marce alte sbarazzandosi della concorrenza per il secondo posto in graduatoria. Troppo lontano il CSKA di Itoudis, il quale grazie ad una migliore partenza in avvio di stagione è riuscito a mettere quelle tre vittorie necessarie di margine per staccare la concorrenza. Nel finale di stagione i turchi sono riusciti a trovare l'amalgama giusta e gli equilibri interni necessari per rimettersi in riga e tornare la corazzata quasi imbattibile della passata stagione. Il rientro di Kalinic ha dato ulteriori certezze spalle a canestro, mentre sotto le plance la solita affidabilità di Vesely rappresenta una garanzia per i campioni in carica. 

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Simile per certi versi il cammino del Baskonia, che fino a 10 giornate dalla fine inseguiva e con una certa distanza l'ottavo posto occupato dal Maccabi Tel Aviv. Il crollo degli israeliani, unito alla striscia positiva di sei vittorie di fila dei baschi - scontro diretto incluso alla penultima - ha permesso a Martinez ed ai suoi di scalare anche la settima posizione, con il Khimki di Shved che si è regalato il derby contro il CSKA con tre sconfitte di fila. L'attacco dei baschi si poggia chiaramente sulle spalle di Shengelia, attorno al quale si muovono perfettamente Voigtmann (58% da tre), Poirier (13 punti a partita) e la folta batteria di esterni, con Beaubois (12), Granger (10) e Marcelinho che consentono agli spagnoli di avere pericolosità sia internamente che sul perimetro. 

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Le armi 

Difficile parlare di armi quando si ha a disposizione un roster come quello dei turchi, il cui attacco poggia sicuramente sulle capacità fisiche di Jan Vesely, oltre che su quelle balistiche di Brad Wanamaker e soprattutto James Nunnally (59.5% da tre in stagione). Non è da meno la squadra di Martinez, che accanto al sopracitato Voigtmann (58.7% da tre), abbina anche il 40% e più dei vari Marcelinho Huertas (42.4%), Timma (41.4%), Beaubois (40.7%), Granger (40.2%) e Vildoza (40%). Di fondamentale importanza a questo punto sarà la difesa sul perimetro, ago della bilancia della serie: il Fenerbahce in stagione ha costretto gli avversari a tirare con il 35% dalla distanza, i baschi un misero punto in più, 36%. Insomma, equilibrio al potere. 

Gli scontri diretti in stagione 

Due, chiaramente, gli scontri diretti in stagione, con il Fenerbahce di Obradovic che è riuscito a prevalere in entrambe le occasioni. Molto più agevole la vittoria della decima giornata ottenuta a Vitoria, quando i 16 di Nunnally e ben sei giocatori in doppia cifra per i turchi riuscirono a far prevalere gli ospiti di 14 (69-83, nel video). Molto più equilibrata la sfida di Istanbul, dove fu Guduric a guidare i suoi verso il successo di misura, di cinque, per 79-74. 

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