NBA Playoffs - Marcus Morris lancia la sfida: "Sono il secondo migliore della lega a difendere LeBron"

Con poche ore rimaste prima di gara 1, la battaglia fra Boston e Cleveland inizia a farsi incandescente anche a parole, con Morris che non si tira indietro

NBA Playoffs - Marcus Morris lancia la sfida: "Sono il secondo migliore della lega a difendere LeBron"
Fonte immagine: www.twitter.com/celtics

Le finali di Conference stanno ormai per iniziare e gli animi si scaldano già prima della palla a due. Non passano certo inosservate le parole di Marcus Morris, ala dei Boston Celtics, pronto ad affrontare LeBron James e i suoi Cavaliers: "Personalmente, penso di essere il migliroe della lega a difendere LeBron, escluso Kawhi [Leonard]".

Sicuramente queste dichiarazioni hanno l'aria di sfida contro il Re, che ha già impressionato abbastanza nelle prime due serie contro Indiana e Toronto. In verità però Morris potrebbe essere davvero un buon James stopper, anche perché Brad Stevens lo ha provato più volte nel corso della regular season proprio su LeBron. I due si sono già scontrati ai playoff del 2016, quando Marcus giocava ai Pistons, ma in quel caso non andò molto bene a Detroit che subì uno sweep nettissimo.

In ogni caso, Morris è consapevole che LeBron non potrà essere difeso da una sola persona, ma soprattutto che non potranno permettere al supporting cast di segnare molto: "Non ci sarà un solo giocatore in grado di difenderlo, è il migliore della lega. Il mio obiettivo è semplicemente quello di evitare canestri facili e evitare che gli altri segnino troppo. Non possiamo permetterci che il supporting cast di James faccia 30 o 20 punti a partita, e penso che questo ci favorisca perché lui farà ciò che fa di solito ma noi gli renderemo le cose difficili."

Morris si sofferma anche sulla prestazione non esaltante dei Toronto Raptors, che hanno lasciato James libero di fare ciò che voleva: "Penso che riguardando le partite nella serie contro Toronto, senza voler mancare di rispetto, certe volte è stato troppo facile per lui. Aveva davvero molta fiducia in sé, ma andava in diverse parti del campo e non c'era mai un aiuto. Non c'è stata neanche fisicità, noi invece possiamo fare molto meglio."