NBA playoffs - LeBron non ci sta: "Non sono stanco"
LeBron James. Fonte: Cleveland Cavaliers/Twitter

NBA playoffs - LeBron non ci sta: "Non sono stanco"

Il Prescelto non vuole sentir parlare di fatica, nonostante le dichiarazioni di Tyronn Lue. Serie apertissima, ma i Cavs del TD Garden sono una squadra a una dimensione.

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Andrea Russo Spena

Quando la maggior parte degli addetti ai lavori e degli appassionati del mondo NBA pensava che i Cleveland Cavaliers potessero agevolmente completare la loro rimonta, LeBron James e compagni sono stati respinti con perdite al TD Garden dagli infiniti Boston Celtics di Brad Stevens, ora avanti 3-2 nella serie finale dei playoffs della Eastern Conference. 

Sconfitti 96-83, i Cavs hanno mostrato segni di cedimento sui due lati del campo, aggrappatisi come al solito a LeBron James, unico giocatore in grado di fare la differenza in attacco. Cleveland rimane una squadra a una dimensione, con LBJ costretto (anche se è un ruolo che lui stesso si è scelto) a segnare o comunque a determinare in ogni possesso. Ecco perchè, in una serie tanto tirata, contro una difesa così aggressiva e fisica, anche il Prescelto può dare segni di stanchezza. Ma LeBron rifiuta questa chiave di lettura: "Stanco? Ho avuto i miei momenti nella partita - dice in conferenza stampa dopo la sconfitta, parole riportate da Dave McMenamin di Espn - penso che tutti a questo punto della stagione siano stanchi o giù di tono. Personalmente sto bene, non ho mai parlato di fatica, lo hanno fatto i media". Una versione non condivisa dal suo allenatore, Tyronn Lue, che proprio stanotte ha concesso alla sua superstar qualche minuto extra di riposo: "Mi è sembrato un po' stanco, ma non sono preoccupato. Bisogna essere pronti a giocare in questo momento". Aggiunge James: "Ho provato a giocare per aiutare la mia squadra a vincere - il riferimento agli assist non sempre trasformati in canestri dai suoi compagni - avevamo un'opportunità, ma non abbiamo segnato abbastanza". Dall'altra parte, soddisfatto Marcus Morris, uno dei difensori che i Celtics hanno mandato sulle piste di James: "Gli abbiamo buttato contro diversi corpi. Lui fa tantissimo per la sua squadra. Segna, assiste i compagni, va a rimbalzo. Penso che sia un po' stanco". Le parole di Morris sono rivelatrici: soprattutto nella versione da trasferta, i Cavs si identificano completamente in LeBron James, capace di segnare tiri contro cui la difesa non può nulla, ma alla lunga costretto a mostrare la corda e ad accontentarsi di tentativi senza ritmo e difficili.

La gara-5 di Cleveland rimane infatti di complessa interpretazione. Dopo aver dominato alla Quicken Loans Arena, tornando a coinvolgere il cosiddetto supporting cast, i Cavs hanno iniziato dando la palla a James. Boston ha negato il più possibile opportunità ai suoi compagni (il solo Kevin Love ha segnato all'inizio) - cambiando con profitto e inducendo il loro principale avversario a commettere tanti turnover (sei palle perse alla fine). Nulla è perduto per Cleveland, che ha enormi chances di tornare a Boston per giocarsi una fantastica gara-7, ma i segnali di logorio di James sono evidenti. Forse atletici, di certo tattici, perchè LeBron deve (e vuole, perchè si è messo in questa condizione da anni) di attaccare da solo contro tutti. Giocatore di intelligenza superiore a tanti uomini da uno contro uno della NBA, il Prescelto non ha oggi altri trattatori di palla che possano dargli un turno di riposo ogni tanto. George Hill è infatti una point guard solo nominale, un giocatore difensivo utilizzato come jolly in attacco. J.R. Smith è ormai un tiratore dagli scarichi, che sa costruirsi anche qualche tiro per sè, ma non è certo uomo a cui affidare la palla con un minimo di continuità. Discorso estremizzato ovviamente per Kyle Korver, in parte per Jordan Clarkson, esterno che attacca appena ne ha la possibilità, e per Jeff Green, sempre più indecifrabile nella sua carriera NBA. Ecco quindi il paradosso LeBron, che ha voluto liberarsi (come accaduto con Isaiah Thomas) di giocatori che volessero a lungo la palla tra le mani, salvo ritrovarsi solo a orchestrare ogni possesso offensivo dei Cavs. In gara-5 è andata bene ai Celtics, splendidi in difesa e chirurgici in attacco. La serie rimane apertissima, nonostante il divario in termini di organizzazione difensiva sia notevole: considerata però la pallacanestro che si sta vedendo nella Western Conference, quello dei Cavs di stanotte è sembrato tutto un altro sport.

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