NBA playoffs - Houston Rockets beffati sul filo di lana

La stagione dei texani racchiusa nella serie contro gli Houston Rockets. Difesa, isolamenti e infortunio di Paul. Il futuro e una suggestione.

NBA playoffs - Houston Rockets beffati sul filo di lana
NBA playoffs - Houston Rockets beffati sul filo di lana

Il sogno è durato fino al terzo di gara-7 contro i Golden State Warriors, anche se probabilmente era finito nelle battute conclusive di gara-5. Gli Houston Rockets si ritrovano fuori dai playoffs NBA dopo una regular season da padroni (65 vittorie, miglior record della lega) e una Finale di Conference serratissima, persa solo all'ultimo respiro, con il rimpianto di non aver potuto avere a disposizione Chris Paul per le ultime due partite, quelle che viceversa hanno ridato ossigeno e vita ai Dubs."Con CP3 avremmo vinto", ha detto senza troppi giri di parole Eric Gordon, che proprio dell'ex giocatore dei Los Angeles Clippers ha preso il posto in quintetto in gara-6 e 7. Pensiero condiviso da tutto lo spogliatoio di Houston e dalla stragrande maggioranza degli addetti ai lavori NBA. Ecco perchè il k.o. di Paul induce a qualche riflessione supplementare sulla serie disputata dai texani.

- Injury prone. E' l'espressione usata negli sport professionistici americani per definire un giocatore spesso a rischio infortuni. E' il caso di Paul, k.o. per un insulto al bicipite femorale, muscolo che lo ha tormentato per tutta la stagione. Anche il piede, la schiena e il ginocchio lo avevano tenuto ai box in regular season: tutti acciacchi che ai playoffs hanno poi lasciato il passo a un infortunio muscolare. Nessuna novità dunque, perchè il passato di CP3 parla purtroppo di k.o. fisici susseguitisi anche durante la postseason.

- La rotazione di Mike D'Antoni. L'infortunio di Paul ha messo in crisi le scelte radicali di Mike D'Antoni, non in termini di strategia cestistica (che invece ha funzionato fino alla fine), ma di selezione del personale. Da sempre, dai tempi dei Phoenix Suns, l'ex Baffo riduce all'osso i giocatori disponibili ai playoffs, eleggendone circa sette (era capitato già lo scorso anno contro i San Antonio Spurs). Perso Paul (giocatore comunque difficilmente sostituibile), Houston ha dovuto far fronte a una rotazione a sei (Capela, Tucker, Ariza, Harden, Gordon e Green): l'inserimento in extremis di giocatori freddi (e sui quali il tecnico non faceva affidamento) come Luc Mbah a Moute, Joe Johnson e Ryan Anderson non ha impedito che affiorasse quella naturale stanchezza pronosticata da tanti.

- L'estremismo di James Harden. Eppure, al di là dell'infortunio di Paul e del serbatoio della benzina vuoto nei finali delle ultime due gare, Houston ha avuto comunque le sue chances di passare il turno. Si vedano i tiri aperti dell'ultima sfida, sbagliati a ripetizioni soprattutto da Gordon e Ariza. Tutti tiri di sistema, costruiti grazie a James Harden, futuro MVP della regular season appena disputata. L'assenza di CP3 ha però fatto tornare di moda l'argomento degli isolamenti: il Barba ferma la palla e attacca del palleggio. Può segnare e far segnare, ma è alla lunga un modo di affrontare le difese avversarie che risulta deleterio, oltre che estremamente difficile da sostenere per lo stesso Harden. Ecco perchè Paul era importante, per offrire un'alternativa alle giocate da fermo del suo compagno di backcourt. 

- La difesa. L'assenza di Paul non ha particolarmente inciso in questa fase del gioco. CP3 è un fantastico difensore, soprattutto in relazione alla taglia, ma gli altri esterni dei Rockets hanno lavorato alla grande, cambiando in maniera selvaggia e fermando a lungo il flusso di Golden State. I Warriors sono stati tenuti due volte sotto i cento punti, e anche in gara-7 il loro primo tempo offensivo è stato molto al di sotto dei loro standard abituali. Dall'approccio contro i Warriors ripartiranno il prossimo anno i razzi della città della NASA.

A proposito di futuro, lo stesso Chris Paul sarà unrestricted free agents, ma sono in pochissimi a dubitare che il playmaker da Wake Forest rinnoverà con Houston. L'intero ambiente Rockets vuole riprovarci, ossessionato dai Golden State Warriors, come ammesso dal general manager Daryl Morey. Paul farà parte del futuro, LeBron James delle suggestioni estive: escluso che possa arrivare tramite "pura" free agency, circolano già voci su un suo possibile sign and trade con i Cavs per raggiungere il Texas. FantaNBA? Lo scopriremo tra circa un mese.