NBA Finals 2018 - Cleveland ancora al tappeto, le parole dei protagonisti
Foto Cavaliers Twitter

NBA Finals 2018 - Cleveland ancora al tappeto, le parole dei protagonisti

Coach Lue, Kevin Love e LeBron James analizzano la sconfitta, la terza di fila - prima interna - contro i Golden State Warriors. Decisivo Kevin Durant, serie ed anello oramai agli archivi.

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Andrea Bugno

"Siamo stati una ottima squadra, durante la stagione e durante tutta la post-season, abbiamo sempre reagito bene alle sconfitte casalinghe e spero che anche questa volta riusciamo a farlo venerdì sera. Abbiamo un'opportunità di allungare la serie e speriamo di farlo. Credo sia importante provare a vincere una gara in casa". Testo e parole di un visibilmente deluso ed affranto LeBron James. Il 23 dei Cleveland Cavaliers, reduci dalla terza sconfitta in altrettante partite contro i Golden State Warriors nella serie delle NBA Finals 2018, ha così parlato nel ventre della Quicken Loans Arena al termine di gara-3. Tutti gli occhi sono chiaramente sul "prescelto", al quale dopo le polemiche di questi giorni sulla reazione durante l'intervallo tra il quarto periodo di gara-1 ed il supplementare non è riuscita l'impresa di trascinare i suoi al successo e riaprire la serie. 

Un LeBron James che, al termine di gara-3 non può far altro che riconoscere la grandezza dei Warriors e tradurne così in parole la forza sul parquet: "Credo che tutti sappiamo di essere al cospetto della miglior squadra della storia nel terzo quarto. E' incredibile come entrano in campo e riescono a ribaltare o chiudere le partite. Ancora una volta lo hanno dimostrato stasera. Noi eravamo in partita, concentrati, ma abbiamo il bisogno e la necessità di farlo per 48 minuti, non per 30 o 35. Non possiamo permettercelo. Bisogna essere cinici e spietati in ogni singolo possesso, non puoi permetterti di sbagliare niente in un'azione, figuriamoci per qualche minuto. Non puoi fare errori personali, non puoi avere una mancanza di comunicazione in difesa, non puoi perdere palloni banali. Sono tante cose, ed è difficile giocarci contro". 

Apparentemente remissivo, LeBron si mostra sincero e obiettivo, ammettendo la superiorità dei rivali sul campo, per lunghezza e qualità del gioco. Stesso dicasi per coach Lue, il quale ha aperto la conferenza nel ventre della Quicken Loans Arena qualche minuto prima, sottolineando in sostanza gli stessi aspetti rimarcati dalla sua stella. 

"Non siamo stati forti abbastanza. Abbiamo fatto un buon primo tempo, eravamo anche sopra di 13, ma nel finale di secondo periodo e terzo quarto siamo calati, non abbiamo più preso buoni tiri, siamo calati in difesa e abbiamo permesso loro di correre e fare parziali. Il tiro di Durant alla fine è stato sì decisivo, un tiro incredibile sicuramente, come quello dello scorso anno. Credo fosse qualche metro dietro la linea da tre, complimenti a lui". Riguardo la difesa sui big-three di Golden State, l'analisi di coach Lue prosegue: "Abbiamo fatto un buon lavoro su Curry e Thompson, hanno comunque fatto 10 e 11 punti, credo sia una buona notizia per noi. Su Durant abbiamo provato a cambiare, a ruotare, a fare tutto, ha messo tiri difficili, è entrato in ritmo subito e ci ha fatto male". 

Infine, riguardo gli ultimi minuti dei primi due quarti, difensivamente parlando, la chiosa di coach Lue: "Certamente ci hanno fatto male non permettendoci di chiudere con un maggiore margine il primo tempo. Sappiamo che loro sono una squadra di parziali, di corsa e l'obiettivo nostro era quanto più possibile limitare queste sfuriate, abbassando i ritmi quando possibile e provare a fermarli quanto prima. Non siamo stati forti abbastanza, abbiamo concesso troppi canestri facili, troppi tagli, troppi errori. E loro tutto questo te lo fanno pagare caro". 

Foto Cavaliers Twitter
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A chiudere la conferenza stampa post gara ci ha pensato invece Kevin Love, il quale ha parlato dell'atteggiamento mentale da avere nel prosieguo della serie, soprattutto per evitare il cappotto in gara-4: "Ci siamo già ritrovati in questa situazione, quando eravamo sotto 1-3. Credo che abbiamo avuto le nostre possibilità in gara-1, così come stasera, ma quando siamo stati sopra non siamo stati in grado di chiudere la sfida. Adesso dobbiamo pensare alla partita di venerdì e provare a raccogliere tutte le energie per giocarcela al meglio possibile. Servirà un grandissimo sforzo". Una delle chiavi che hanno fatto girare la serie a favore dei Warriors è stata la marcatura di Korver, la quale ha tolto un'altra opzione offensiva all'attacco dei Cavaliers: "Sicuramente è un'arma molto importante per noi e non avere un giocatore come lui, controllato a vista sul perimetro, che ti apre ulteriormente gli spazi, è difficile. Credo sia frustrante anche per lui, avere dei difensori come Klay, Iguodala, che gli stanno sempre addosso, forzandolo a tiri sempre più difficili"

Infine, la chiosa riguardo la sua prestazione, devastante nel primo tempo con una doppia doppia, molto meno incisiva nella ripresa: "Le cause? Sicuramente siamo entrati in campo molto aggressivi, era importante partire bene ad inizio gara, me incluso. Nel secondo tempo ho preso un paio di tiri da tre che mi sembravano buoni tiri, ma la loro difesa è stata più aggressiva. Abbiamo smesso di attaccare, di muovere la palla, e di conseguenza di avere ritmo e tiri più puliti. Credo sia questa la chiave. Loro di contro hanno trovato il pareggio ed il sorpasso, poi Durant segnava dappertutto, è stato incredibile davvero. Adesso pensiamo a venerdì, dobbiamo restare aggressivi e continuare  a lottare, sperando di essere perfetti in gara 4". 

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