Italia, la scossa di Pianigiani

Dopo la sconfitta rimediata ieri, con un bruttissimo atteggiamento nel finale di gara, l'Italia torna in campo stasera per giocarsi il torneo di Koper contro i padroni di casa della Slovenia. Pianigiani scuote i suoi: "Senza testa per 40' in Nazionale non si vince".

Italia, la scossa di Pianigiani
Italia, la scossa di Pianigiani

Una squadra troppo brutta per essere quella vera. L'Italia del basket perde una partita già vinta all'intervallo, quando era sopra addirittura di 26, prima di crollare nella ripresa. Problema di atteggiamento, mentalità e concentrazione: tutti fattori che sono confluiti nel risultato che ha premiato la coriacea rimonta dell'Ucraina di Fesenko, Randle e Zaytsev. 

Al termine della gara, il coach degli azzurri Simone Pianigiani ha così analizzato la sfida: "Ben venga che abbiamo perso e non vinto lo stesso largamente come contro la Finlandia con la quale abbiamo avuto lo stesso atteggiamento, così è chiaro per tutti che senza una presenza mentale per 40’ in Nazionale non si vince. Questo non è il basket del campionato dove una squadra sotto di 20 pensa alla doccia, qui c’è il nome del tuo Paese sulla maglia e chi va sotto si incazza e vuole reagire. Poi siamo stati superficiali nei possessi che valevano il supplementare, ma non è questo il punto, è l’atteggiamento sbagliato di credere di poter gestire un vantaggio senza difendere".

L'Italia esce sconfitta per la seconda volta nelle otto sfide fin qui disputate nei tornei di preparazione all'Europeo di Francia, e sebbene quella contro la Germania era sembrata più un incidente di percorso dovuto alla scarsa preparazione fisica della squadra quella di ieri è un campanello d'allarme che suona molto più vigorosamente per l'allenatore degli azzurri. L'aspetto mentale è quello che influisce in maniera indissolubile i successi dalle sconfitte e Pianigiani ne è ben conscio. 

"Sconfitta che spero sia salutare. Rispetto a ieri abbiamo fatto un primo tempo più consistente soprattutto in difesa, anche se siamo stati superficiali nelle conclusioni e questo ci ha impedito di ottenere un vantaggio maggiore. Il segnale forte è stato la mancanza di presenza mentale nel secondo tempo, quando abbiamo anche perso il ritmo in attacco. Se non decidiamo noi il ritmo e ci facciamo inseguire, diventiamo perdenti. Una volta spenta la luce siamo usciti mentalmente dalla partita, poi è difficile rientrarci. Spero che questa sconfitta sia salutare, che ci costringa alla consapevolezza che senza un extra sforzo non si va da nessuna parte".

Passare da un primo tempo da 48 punti, con percentuali più che sufficienti (dal 50% da due al 42% da tre), a segnarne poco meno di 30 nella ripresa, oltre a passare da un +10 a rimbalzo ad un conclusivo segno negativo, denota tutta la differenza di approggio e di concentrazione della squadra azzurra, che nella ripresa non è mai entrata in campo. Starà ai giocatori ed alla loro voglia di riscatto scendere in campo già stasera contro la Slovenia per riportare la chiesa al centro del villaggio.