Italia, Pianigiani incoraggia ma chiede di più

Due sconfitte a Capodistria contro Finlandia e Slovenia rischiano di minare le certezze azzurre in vista degli Europei: il coach non si mostra preoccupato, ma prova a serrare le fila.

Italia, Pianigiani incoraggia ma chiede di più
Italia, Pianigiani incoraggia ma chiede di più

L'Italia conclude la Adecco Cup con due sconfitte sicuramente brucianti, in particolare quella contro la Finlandia che ha fatto da 'antipasto' a quella patita a fine quadrangolare contro i padroni di casa della Slovenia. Tre partite che hanno dato segnali abbastanza contraddittori, sulla forza di una squadra che si manifesta soprattutto nella metà campo avversaria, mentre la difesa del canestro da parte degli azzurri è stata abbastanza deficitaria, in controtendenza con quanto si è visto per larghi tratti delle tre gare che Datome e compagni hanno vinto nella Tbilisi City Hall Cup.

E coach Simone Pianigiani, nel post-partita di ieri contro la Slovenia, non ha fatto a meno di mettere a nudo le difficoltà di una nazionale che ha una settimana per rimettersi in sesto in certi aspetti del proprio gioco: "Stasera partita vera, non sono arrabbiato per la sconfitta - ha dichiarato il coach toscano - ma c’è rammarico per aver giocato in questo modo alla partita numero nove e non alla partita numero uno. Oggi abbiamo interpretato una gara consistente, che ci ha fatto capire che per noi questo extra-sforzo deve essere abituale a questi livelli. La nostra disabitudine a giocare con le mani addosso e con questa ruvidità ci ha portato a perdere, mi auguro che tutti ora siano consapevoli perché abbiamo ancora poco tempo per farci trovare pronti".

La "disabitudine a giocare con le mani addosso" è proprio il punto principale sul quale Pianigiani dovrà concentrarsi, per presentare ai nastri di partenza di Eurobasket 2015 un'Italia forte, competitiva e in grado di giustificare le proprie ambizioni di podio. Come abbiamo già sottolineato più di una volta, questa Nazionale ha un talento offensivo che davvero in pochissimi possono vantare, ma quando c'è da difendere il proprio canestro, qualcosa si inceppa. Occorre quella ruvidità di cui il coach azzurro ha parlato a Capodistria dopo il ko contro i padroni di casa. C'è bisogno di maggiore attenzione, maggiore grinta e di quella cattiveria che è mancata in tutte e tre le gare giocate in terra slovena, soprattutto in vista di un primo girone da superare senza difficoltà per preparare al meglio l'eventuale accesso alla seconda fase degli Europei.

Mancano ancora tredici giorni al debutto dell'Italia, che il prossimo 5 settembre affronterà la Turchia priva dei suoi big da NBA, ovvero i lunghi Asik e Kanter. Pianigiani ha quasi due settimane per riuscire ad entrare ancora una volta nella testa dei suoi giocatori, in particolare i 12 che porterà con sè in quel di Berlino. Un'inversione di tendenza è necessaria, per non vanificare il grande lavoro fatto finora sotto i canestri avversari.