Un super Gallinari trascina gli azzurri al successo contro la Russia

Un'Italia dai due volti si impone 68-63 sulla Russia nell'ultima giornata del torneo di Trieste. Dopo un primo tempo da applausi, gli azzurri si fanno rimontare nella ripresa, ma ci pensa un Gallinari da 32 punti a condurre i suoi compagni verso la vittoria.

Un super Gallinari trascina gli azzurri al successo contro la Russia
Un super Gallinari trascina gli azzurri al successo contro la Russia

Nell'ultima uscita prima degli Europei di pallacanestro in programma dal 5 settembre, l'Italbasket supera in volata la Russia (68-63 il risultato finale) nell'ultima giornata del torneo amichevole di Città di Trieste. Gara dai due volti quella degli azzurri, davvero in palla nel primo tempo, e invece spenti nella ripresa, in cui devono subire il sorpasso degli avversari prima che Danilo Gallinari si carichi la squadra sulle spalle per condurla alla vittoria in un finale punto a punto. Terza successo in tre match per la nazionale, che chiude così al primo posto la manifestazione triestina di preparazione a Euro 2015.

Simone Pianigiani lancia in quintetto Cusin al posto dell'infortunato Bargnani, con Gentile, Gallinari, Belinelli e Cinciarini a completare lo schieramento azzurro. Ancora out Gigi Datome, dato comunque vicino al pieno recupero. I primi minuti sono tutti appannaggio del Beli, che riprende da dove aveva lasciato contro Michigan State. Letale sul pick and roll, il neo acquisto dei Sacramento Kings dà il là a un gran primo tempo dell'Italia, in cui la palla si muove splendidamente in attacco e la difesa mostra continuità di rendimento grazie a una buona concentrazione e a una discreta aggressività. Il primo quarto si chiude 24-16 per gli azzurri, con Gallinari che scalda i motori (32 punti alla fine per lui, nuovo career high in nazionale) e Hackett più ispirato del disordinato Cinciarini. La musica non cambia nel secondo parziale. Nonostante i cambi di Pianigiani, l'Italbasket offre una prova di livello sui due lati del campo: Polonara e Melli aggiungono tiri e intensità dalla panchina, mentre il solo Aradori sembra non adeguarsi alla circolazione di palla dei suoi compagni. Alessandro Gentile è poco coinvolto in attacco, ma la sensazione è che possa accendersi da un momento all'altro. In difesa gli azzurri lavorano bene sui cambi e concedono agli avversari la miseria di 24 punti in venti minuti di gioco.

Al rientro in campo i russi cambiano marcia e, complice un lungo blackout offensivo degli uomini di Pianigiani, completano la loro furiosa rimonta giungendo sino al 57-52 firmato Ponkrashov. Monia e Antonov aggiustano le rispettive percentuali e per l'Italia la partita si fa sempre più in salita. Ma gli ultimi cinque minuti del quarto periodo sono di esclusiva proprietà di Danilo Gallinari, che scuote i suoi con una serie di giocate d'autore, condite da rimbalzi offensivi e scivolamenti in difesa. Il pubblico di Trieste è tutto per il Gallo, che riceve una meritata standing ovation dopo una stoppata allo scadere dei ventiquattro secondi. Cinque punti consecutivi di Marco Belinelli riportano gli azzurri avanti nel punteggio, ancora Gallinari dalla lunetta sigilla il risultato, e la schiacciata sul gong finale di Polonara fa scorrere definitivamente i titoli di coda del torneo.

Per Pianigiani buone indicazioni per quanto visto nel primo tempo. Assist, movimento di uomini e palla, tiri costruiti perfettamente e una difesa aggressiva ma allo stesso tempo razionale rappresentano le principali note liete della serata. Rimangono le solite ombre, costituite da lunghe pause, in cui gli azzurri smettono di attaccare, forzano in attacco e perdono concentrazione nella propria metà campo. Danilo Gallinari si conferma ancora una volta il vero leader, tecnico ed emotivo, della squadra, il giocatore cui i compagni si affidano nei momenti di difficoltà. Ottima anche la prestazione complessiva offerta da Marco Belinelli, bravo a scuotersi dopo due quarti centrali un po' opachi, mentre Gentile non è mai riuscito ad entrare in partita e Hackett ha dovuto fare i conti con problemi di falli per tutto il secondo tempo. Ancora dubbi su Cinciarini, precipitoso e confusionario, e Aradori, misteriosamente ostinato nel cercare la giocata ad effetto. Convincenti le prove di Melli e Polonara, fattisi trovare pronti in assenza di Bargnani e Datome.