Italbasket, l'analisi individuale, ep.7: Achille Polonara

L'ala nativa di Ancona ha dimostrato grandi capacità tecniche e di adattamento a diversi ruoli. Sarà la mina vagante del roster azzurro.

Italbasket, l'analisi individuale, ep.7: Achille Polonara
Italbasket, l'analisi individuale, ep.7: Achille Polonara

Da Ancona con poca esperienza internazionale sulle spalle, ma con tantissima voglia di stupire e di lanciare un messaggio: "sono io l'uomo sul quale puntare per il futuro della Nazionale". Con questo atteggiamento, Achille Polonara si presenta per la prima volta in una rassegna internazionale con la casacca dell'Italia a livello "pro", dopo aver fatto grandi cose da giovanissimo.

La carriera con la maglia azzurra per Achille Polonara inizia facendo trafila nelle giovanili, e nel 2011 è tra i protagonisti della spedizione che conquista l'argento agli Europei Under 20 vinti dalla Spagna di Nikola Mirotic. Il marchigiano, guidato da coach Pino Sacripanti e già allora affiancato da compagni di Nazionale come Melli e Gentile (oltre che dallo 'scartato' Cervi), giocò un grande Europeo e si affermò come uno dei giovani più in vista del nostro basket.

Pochi mesi dopo arriva il debutto ufficiale con la Nazionale maggiore, in occasione dell'All Star Game giocato a Biella nel febbraio del 2012. Da allora, Polonara ha giocato in totale 33 partite con la casacca azzurra, segnando 138 punti prima dell'inizio del percorso di preparazione a Eurobasket 2015.

La sua presenza nelle rotazioni di coach Pianigiani non può che essere un bene, visto l'atteggiamento positivo mantenuto dall'anconetano in questi giorni di avvicinamento alla competizione.

Pro - Stimato dai compagni e soprattutto da Pianigiani, Polonara ha dimostrato di sapersi adattare a diverse situazioni offensive, sia come ruolo da occupare sul parquet che nei singoli giochi impostati dal coach. Può tirare dalla lunga distanza con la stessa facilità con cui gioca sotto canestro: questo è il vantaggio di aver giocatori così nel proprio roster.

Contro - La sua lacuna più grande non riguarda caratteristiche fisiche o tecniche, fermo restando che da uno come Polonara non ci si può aspettare 15-20 punti a partita uscendo dalla panchina. La quasi totale mancanza di esperienza internazionale può essere un limite, anche se la personalità non manca da queste parti.

Difesa - Come abbiamo già spiegato, uno come Polonara ha dimostrato di sapersi adattare a tante situazioni in fase offensiva, e un discorso simile vale anche per la metà campo da difendere. Accettare cambi non è un problema per il giocatore della Reggiana, sia contro centri che somigliano ad armadi a tre ante, sia contro velocissimi playmaker.

Il suo ruolo - Più che di posizione in campo, possiamo parlare del ruolo di Polonara sul piano dell'utilità di partita in partita. Dalle sue uscite dalla panchina dipenderanno gran parte delle sorti dell'Italia in una singola partita, visto che con il suo ingresso in campo tireranno il fiato veri e propri leader come Datome e Gentile.