Italbasket, l'analisi individuale, ep.11: Pietro Aradori, "il cagnaccio bresciano"

Dopo un anno passato in giro per l'Europa, Aradori cercherà di essere un panchinaro di lusso e un valore aggiunto al gruppo di Simone Pianigiani.

Italbasket, l'analisi individuale, ep.11: Pietro Aradori, "il cagnaccio bresciano"
Italbasket, l'analisi individuale, ep.11: "il cagnaccio bresciano"

Ha da poco toccato quota 100 presenze con la maglia azzurra, ogni estate si mette sempre a disposizione della nazionale italiana. Un ragazzo che, sotto i tatuaggi e gli orecchini da bad boy, si rivela essere una persona di gran cuore e generosità: questo è Pietro Aradori

L'ultima stagione è stata davvero travagliata per lui, sempre pronto a fare le valigie e a cambiare squadra, come del resto è stata contraddistinta la sua carriera (ad oggi undici casacche vestite a soli 26 anni): la scorsa estate ha preso la decisione di provare un'esperienza all'estero in una squadra che potesse fare l'Eurolega come il Galatasaray ma, dopo pochi mesi, la società ha iniziato ad avere problemi di natura finanziaria e il bresciano ha rescisso il contratto dopo sole sette partite disputate.

Trascorso un po' di tempo da svincolato, a inizio 2015 ha firmato per l'Estudiantes di Madrid, seconda squadra della capitale iberica, dove ha saputo conquistare fin da subito l'affetto dei tifosi diventando un vero e proprio beniamino. Anche grazie alle sue prestazioni la squadra è riuscita a ottenere una comoda salvezza nella passata Liga ACB; al termine della stagione regolare ha firmato un contratto fino al termine dei playoff con la Reyer Venezia ma l'avventura, anche per un suo limitato utilizzo da parte di Coach Carlo Recalcati, con i lagunari che sono stati eliminati per mano di Reggio Emilia perdendo la decisiva gara 7 tra le mura amiche.
Aradori ad inizio estate ha firmato proprio per Reggio Emilia aumentando il numero di italiani in squadra (Achille Polonara, Amedeo Della Valle e Stefano Gentile).

L'esordio in nazionale per l'ex senese è datato 2007, a soli 19 anni, in occasione di un'amichevole a Porto San Giorgio: una storia d'amore che dura da molte estati, dato che la guardia cresciuto nelle giovanili di Casalpusterlengo (insieme a Gallinari, poi ritrovato a Milano e in azzurro) ha sempre risposto presente alla chiamata della selezione.
Quello che domani inizia è però solo la sua seconda presenza all'europeo: nel 2011 era infatti stato escluso all'ultimo per fare spazio a Carraretto; ad Eurobasket 2013 fu grande protagonista della spedizione azzurra partendo sempre nel quintetto titolare al fianco di Belinelli nel ruolo di guardia e apportando alla causa azzurra sempre ottime cifre realizzative.

Vediamo cosa potrà dare il giocatore ex Biella alla causa azzurra.

Pro - sicuramente una grande presenza in attacco, giocatore che ha nelle mani parecchi punti, una delle tante bocche da fuoco che Pianigiani ha a disposizione, grazie alle numerose cartucce che il suo repertorio ha a disposizione.

Contro - una pecca di questo giocatore è la troppa sicurezza nei suoi mezzi che a volte lo porta a commettere errori superficiali ed evitabili, oltre che eccessive forzature; i suoi 194 cm lo portano ad andare sotto fisicamente contro pari ruolo "over-size".



Difesa - forse la pecca più grande di questo giocatore che spesso e volentieri tende a non tenere il primo passo avversario anche se, negli ultimi anni, ha compiuto un miglioramento notevole su questa componente del gioco.

Il suo ruolo - parte certamente dalla panchina a causa dell'abbondanza di talento a disposizione di Pianigiani, settimo o ottavo nelle rotazioni, il giocatore bresciano parte come riserva di Belinelli nel ruolo di guardia per dare un po' di riposo al giocatore dei Kings. Un errore però pensare che il giocatore reggiano sia solo un comprimario: nei minuti che gli saranno concessi dimostrerà come sempre di essere decisivo mostrando la sua esperienza in ambito europeo.