L'Italia vince ma non convince: ci pensa Gentile, 71-64 sull'Islanda

Gli azzurri la spuntano in una gara di parziali che si era complicata nel finale. Spesso avanti, la squadra di Pianigiani si è fatta rimontare ma alla fine ha portato a casa la prima vittoria a Euro2015.

L'Italia vince ma non convince: ci pensa Gentile, 71-64 sull'Islanda
L'Italia vince ma non convince: ci pensa Gentile, 71-64 sull'Islanda
Islanda
64 71
Italia
Islanda: Hlynur Baeringsson, Pavel Ermolinskij, Logi Gunnarsson, Martin Hermannsson, Axel Karason, Helgi Magnusson, Ragnar Nathanaelsson, Haukur Palsson, Jakob Sigurdason, Jon Stefansson, Aegir Steinarsson, Hordur Vilhjalmsson. All.: Pedersen.
Italia: #00 AMEDEO DELLA VALLE, #3 MARCO BELINELLI, #4 PIETRO ARADORI, #5 ALESSANDRO GENTILE, #8 DANILO GALLINARI, #9 ANDREA BARGNANI, #12 MARCO CUSIN, #13 LUIGI DATOME, #17 NICOLÒ MELLI, #20 ANDREA CINCIARINI, #23 DANIEL HACKETT, #33 ACHILLE POLONARA. All.: Pianigiani.
SCORE: 1Q: 22-21; 2Q: 19-16; 3Q: 11-11; 4Q: 18-16.
NOTE: SECONDA PARTITA DELLA SECONDA GIORNATA DEL GIRONE B DELL'EUROPEO DI BASKET 2015. SI GIOCA ALLA O2 ARENA DI BERLINO, GERMANIA. PALLA A DUE ORE 18

Una fatica incalcolabile, un enorme spavento, molteplici infarti rischiati dal popolo azzurro. Alla fine però, dopo altre due ore di sofferenza, un sospiro di sollievo. Stavolta l'Italia del basket la spunta, ma lo fa nella maniera peggiore possibile, ovvero soffrendo fino all'ultimo minuto contro quella che sulla carta è la squadra materasso del girone. Ma sulla carta è un conto, in campo un altro: l'Islanda perde 70-64 ma ci prova fino in fondo e va vicinissima all'impresa, viaggiando fino al +3 con 3 minuti e spiccioli da giocare nel quarto quarto.

Ma stavolta la squadra di Pianigiani non ci sta, nelle molteplici ed evidenti difficoltà, differenti rispetto a quelle mostrate ieri sera contro la Turchia, riesce a portare a casa una vittoria importante e necessaria. Difficoltà in campo, dicevamo, ma anche fuori. Gallinari non riesce a incidere, gioca una partita sottotono e si siede anzitempo, con poco meno di 7 minuti nel quarto, scontando una decisione molto dubbia degli arbitri: un misteriosissimo ed enigmatico quinto fallo. L'Italia perde un altro leader dopo Gigi Datome, infortunatosi nel primo tempo e non rivisto in campo.

Senza due leader del genere, tocca agli altri prendere per mano la squadra. E se Belinelli riscontra ancora qualche difficoltà al tiro (anche se risulta decisivo dalla lunetta per pareggiare sul 62 pari), in attacco la macchina da punti è Alessandro Gentile. Sono 21 i suoi punti, tanta presenza e ancora più responsabilità. Il problema è che l'avversario è solidissimo e lo dimostra sin dall'inizio, mostrando capacità di giocare come una squadra vera, con la S maiuscola, facendo circolare la palla con rapidità e non tirandosi mai indietro quando si trattava di concludere dalla lunga distanza.

Il primo quarto vede gli azzurri andare in fuga nel finale grazie a un ottimo Datome, ma l'Islanda rientra immediatamente, e il film continua a ripetersi allo stesso modo, anche se Bargnani alza il muro in difesa nel secondo quarto e Gentile comincia a dare scosse di energia alla partita, e dal -6 gli azzurri ritornano non solo in parità, ma anche in vantaggio, per un +4 all'intervallo lungo.

Avarissimo di canestri il terzo quarto, un parziale di 11-11 totale che non varia affatto gli equilibri di una gara che il destino vuole si risolva nell'ultimo quarto. E l'Italia ci arriva alla grande, aprendo anche con cinque punti di un Hackett più vivo che mai: si arriva anche sul +7, ma quando Gallinari esce per falli la squadra di Pianigiani va in panico e fatica a ritrovarsi. Gli Islandesi, freddi come le loro terre, continuano a provarci con tutto il cuore e con tutta l'anima, vanno sul 62-59 ma vengono sorpassati immediatamente. Tre liberi di Belinelli e cinque punti in fila per un Aradori utilissimo nel momento del bisogno.

Il punto esclamativo che fissa il 69-62 (modificato solo da un paio di liberi) che sancisce di fatto la vittoria dell'Italia è ancora del migliore in campo oggi, Alessandro Gentile: penetrazione di forza, si protegge, non guarda in faccia nessuno, e appoggia fronte a canestro. Poi guarda l'arena con quell'aria di sfida che lo contraddistingue, quell'aria che deve contraddistinguerci da ora in poi in questo Europeo. Perchè non possiamo più sbagliare. Oggi era il compitino, adesso ci vogliono gli attributi.