Starting Five: Speciale EuroBasket 2015

Torna ‘Starting Five’, la rubrica di Vavel.com in cui gli opinionisti del sito Andrea Bugno (B), Francesco Cammuca (C), Paolo Leone (L), Marco Pantaleo (PA), Alberto Prestileo (PR) e Andrea Russo Spena (RS) si confrontano sui temi più attuali e scottanti del mondo della pallacanestro. Nell’episodio di oggi si parla di EuroBasket 2015, la manifestazione continentale che sta tenendo attaccati ai televisori tutti gli appassionati di basket europeo.

Starting Five: Speciale EuroBasket 2015
Starting Five: Speciale EuroBasket 2015

Torna in campo il quintetto di opinionisti di Vavel.com formato da Andrea Bugno (B), Francesco Cammuca (C), Paolo Leone (L), Marco Pantaleo (PA), Alberto Prestileo (PR) e con la partecipazione speciale del ‘sesto uomo’ di lusso Andrea Russo Spena (RS), che nell’episodio di oggi si occupa dei temi più interessanti di EuroBasket 2015. Andiamo a scoprire tutte le loro risposte, tra Italia, Serbia, Francia e i migliori giocatori della manifestazione!

Agli ottavi di finale di EuroBasket 2015 l’Italia incontrerà Israele. Considerando il percorso nella manifestazione della nostra nazionale, qual è il vostro pronostico per la gara?

B: Partita ostica per l'Italia, sarà uno degli ottavi più equilibrati, ma sono più che fiducioso. Oltre ad essere ottimista di mio, credo che l'Italia abbia dimostrato di essere in grado di superare avversari ben più solidi e preparati della squadra di Edelstein. Per carità, Casspi, Eliyahu e Mekel vanno rispettati, ma sono sicuro che l'Italia entrerà in campo con la consapevolezza di essere superiore, ma anche di doverlo dimostrare sul campo. Dal punto tecnico e tattico, inoltre, credo che la squadra di Edelstein si sposi bene con quella azzurra: ha giocato a ritmi bassissimi, prende pochi tiri in attacco, quasi mai da tre punti, non va molto a rimbalzo ed è alquanto lunatica all'interno della stessa gara. Non sono da sottovalutare, ma passiamo. Il fattore sarà Bargnani, che farà molto male ai lunghi israeliani.

C: L'Italia dovrebbe riuscire a superare il turno, anche se Israele è una squadra ostica per tradizione e per talento individuale. Aver giocato con il freno a mano tirato contro la Serbia e avere due giorni di riposo ci aiuterà a ritrovare energie e a far recuperare alcuni acciaccati, con la giusta intensità sui due lati del campo potremmo farcela.

L: Vinciamo. Dobbiamo vincere. Come detto nei mesi passati più volte dai nostri giocatori questo è ‘L’Europeo’ di questa generazione. Non siamo partiti benissimo, ma nelle ultime 3-4 partite abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Fallire ora, sul più bello, sarebbe un peccato imperdonabile.

PA: La partita contro Israele ci vede sicuramente favoriti ma non dobbiamo dimenticarci che è pur sempre un ottavo di finale di un europeo. Nel corso della prima fase abbiamo dimostrato di essere capaci di grandi imprese (vedi vittorie contro Spagna e Germania) ma anche di faticare parecchio contro avversari non proprio di primissima fascia (vedi Islanda)! Sicuramente abbiamo grandi possibilità di passare il turno ma tutto dipende dalla mentalità con cui scenderemo in campo.

PR: Il cammino dell'Italia è stato quello che, in qualche modo, ci si poteva attendere. Inizio lento, finale pazzesco. Certo, non erano prevedibili gli exploit contro Spagna e Germania, però delle reazioni erano prevedibili. Contro Israele non si dovrà fare lo stesso errore che si è fatto contro la Turchia e l'Islanda. Mi aspetto una partita molto difficile, gli israeliani stanno disputando un buon torneo ma vedo comunque favorita l'Italia.

RS: Sempre difficile fare pronostici. Israele ha meno talento complessivo rispetto alle big già affrontate. Casspi è il leader di una squadra ben organizzata che non ha però altri fenomeni in roster. La logica direbbe Italia, ma il cambio di scenario dalla prima alla seconda fase potrebbe riservare sorprese.

Restiamo in tema Italia. Secondo il vostro giudizio chi è stato il miglior giocatore della spedizione azzurra fin qui? A chi, invece, dareste l’ultimo pallone per vincere una partita, magari la prossima contro gli israeliani?

B: La duplice domanda merita un'unica risposta: Danilo Gallinari. In primis perché dall'esterno si vede chi è che muove i fili della squadra in campo. Gallinari ha un quoziente intellettivo cestistico clamoroso che gli permette di osservare e 'controllare' tutto. Oltre ad essere il migliore della prima fase, credo sia uno dei migliori (se non il numero uno) di tutta la competizione. L'ultimo tiro? La risposta l'ha data la sfida alla Germania. Oltre a poter segnare quel tipo di tiri, è l'unico giocatore in squadra che riuscirebbe anche a scaricare al momento propizio per un compagno libero per un tiro migliore: la palla deve essere sua!

C: Rispondo a entrambe le domande allo stesso modo: Danilo Gallinari. Non tanto perchè è il miglior realizzatore di squadra e uno dei migliori dell'Europeo, ma per l'apporto dato sia in campo, sui due lati del campo, che per questioni non puramente tecniche, come i gesti a richiamare il pubblico e alcuni "corpo a corpo" che hanno dato dei segnali ai compagni sul piano della concentrazione e della cattiveria. Per un eventuale buzzer beater, il Gallo ha già dimostrato cosa sa fare nel match con la Germania, ma anche Belinelli è una scelta niente male.

L: Il migliore dei nostri è stato Danilo Gallinari, un leader dentro e fuori dal campo, che nei momenti di difficoltà ha preso sulle sue spalle la squadra, conducendola più volte al successo. Ma i meriti delle vittorie sono stati anche del resto del team, in particolare dei vari Belinelli, Bargnani, Gentile e Aradori, che si sono dimostrati un ‘supporting cast’ (termine anche un po’ riduttivo) di primissimo livello per il ‘Gallo’. Per quanto riguarda la questione dell’ultimo tiro, il cuore mi suggerisce di rispondere Marco Belinelli, l’uomo dei momenti decisivi, il giocatore più freddo dei nostri nei finali di gara.

PA: Scegliere il miglior azzurro della prima fase è davvero difficile, anche perché il nostro punto di forza è stato sicuramente il gruppo! Dovendo scegliere opto per Danilo Gallinari, uno dei più grandi (se non il migliore) talenti visti tra le fila della nazionale. Il Gallo è senza dubbio uno dei leader di questa squadra, che si affida giustamente a lui nei momenti di maggiore difficoltà (ovvero quando il pallone sembra pesare quintali). A farlo prevalere nella lotta con Belinelli (altro grande protagonista) è sicuramente la sua duttilità, infatti in questa prima fase di gioco ha dimostrato di saper fare quasi tutto (manca solo che giochi come play titolare!). Per quanto riguarda il fattore ultimo possesso, sicuramente lo affiderei sempre a Danilo, ma per par condicio scelgo M-M-M Marco B-B-B Belinelli (per dirlo in termini "tranquilleschi"), che quando è on-fire è davvero immarcabile (a Sacramento Rondo si starà già sfregando le mani sapendo di avere un tiratore del genere in uscita dai blocchi).

PR: Per quanto riguarda il miglior giocatore, impossibile non nominare Gallinari. Monstre tutte le sue prestazioni, a parte quella con l'Islanda, ed è stato decisivo con la Germania. Però, per costanza, mi sento di premiare Alessandro Gentile. È sempre stato una spina nel fianco per tutti, ha alzato il livello del proprio gioco quando è stato necessario e, in entrambi le parti del campo, è stato determinante. Per l'ultimo tiro, non si offenderà il buon Ale e lo stesso Belinelli, ma il “gallo” è senza dubbio la mia scelta.

RS:  Danilo Gallinari. A questi livelli è un giocatore di molto superiore alla media. Gestisce il pallone come un playmaker, lo mette per terra come una guardia, va a rimbalzo offensivo, difende praticamente su chiunque. E' il leader tecnico della nazionale, l'uomo a cui si rivolgono i compagni di squadra nei momenti di difficoltà. L'ultimo tiro se le prende lui di diritto, altrimenti c'è comunque l'opzione Belinelli, che non ha solo l'arma del tiro da tre punti.

Tra gli avversari impossibile non parlare della Serbia, che fino ad ora non ha ancora perso una partita. Teodosic gioca da leader, Bjelica è in lizza per il quintetto ideale dell’Europeo, Bogdanovic è una giovane sicurezza. Cosa pensate di questi tre giocatori?

B: Oltre al trio, la Serbia in generale fa paura e sinceramente non vedo squadre, attualmente, del loro livello fisico, tecnico e di intensità sul parquet per 40 minuti. Sono completi in tutti i ruoli. Tornando alla domanda, sono tre giocatori clamorosi, che contro l'Italia hanno dimostrato di essere di livello assoluto. Dei tre prendo Bjelica, del quale cestisticamente sono innamorato. E' un giocatore clamoroso, così come Gallinari, perché non sbaglia mai una scelta (al di là delle qualità personali che gli permettono poi di segnare o meno). Teodosic sicuramente è un campione, ha qualità indiscusse, ma è sempre da vedere in partite decisive, nei momenti che contano, se riesce ad essere incisivo e decisivo come ieri. Bogdanovic è un fenomeno per carità, ma per quanto possa sfruttare l'ingresso dalla panchina ed essere decisivo per le sorti della second-unit, lo vedo ancora un gradino sotto ai due sopra citati.

C: Teodosic è un giocatore magnifico, di gran lunga il miglior playmaker della manifestazione, e non solo per la prestazione contro l'Italia. Bjelica sta dimostrando di non essere solo un realizzatore, ma di essere un eccellente uomo-squadra, che sa centellinare le forze per dare il massimo quando la Serbia ha bisogno di lui. Bogdanovic è il nuovo che avanza, il fatto che non faccia parte dello starting five è un chiaro segno della forza del roster a disposizione di Djordjevic.

L: La Serbia è una delle nazionali che mi ha impressionato di più. Non solo non ha perso nemmeno una partita, ma ha anche sempre vinto in modo molto convincente. I tre giocatori citati nella domanda rappresentano l’elite della scuola balcanica, da sempre una delle più fruttuose del panorama europeo. Se Teodosic non mi esalta fino in fondo (in carriera nei momenti decisivi, tipo ‘Final Four’ di Eurolega, non si è mai espresso al massimo del suo potenziale, anche se comunque ne riconosco la grandezza), considero Bjelica e Bogdanovic due autentici fenomeni. Il primo un giocatore di 2,09 metri con le ‘skills’ da guardia e con una capacità di giocare sui due lati del campo da mettere paura, il secondo, dopo Gentile, il miglior europeo under 23 in circolazione. Il futuro della Serbia è roseo, molto roseo.

PA: Bjelica penso non abbia bisogno di grandi presentazioni dopo aver visto la sua ultima stagione in Eurolega (Nominato MVP ed inserito nel primo quintetto della competizione), questo per lui è solo un palcoscenico dove consacrarsi definitivamente agli occhi del grande pubblico. Bogdanovic è uno dei talenti più cristallini della squadra di Sasha Djordjevic e diverrà sicuramente uno dei punti cardine della Serbia del futuro. Teodosic, invece, è un giocatore dal talento indiscusso ma che pecca quando la palla scotta (per maggiori info vedi le numerose F4 di Eurolega disputate). Dando un pronostico per il prosieguo del torneo direi che la Serbia è sicuramente una delle favorite per la vittoria finale grazie al mix di talento e fisicità.

PR: Inutile parlare di Bjelica. Giocatore straordinario, che sta dando prova del suo talento (come se fosse necessario), confermando quanto di eccezionale fatto in Eurolega. Sicuramente, è e sarà il giocatore chiave per Djordjevic. Stesso discorso dicasi per Bogdanovic. Giovanissimo, sa sicuramente quando prendersi le proprie responsabilità e non ha tradito affatto le aspettative. Infine, Teodosic. Per quanto mi abbia entusiasmato in questa prima fase, sicuramente pecca ogni tanto nelle fasi clou delle partite. Il talento non è in discussione, risulta un vero e proprio jolly per il suo coach. Sa segnare e sa far segnare, un giocatore unico.

RS: Teodosic è da sempre un giocatore fenomenale, ma si concede qualche pausa di troppo. Più passatore che tiratore, ha la cattiveria (oltre al talento) giusta per essere decisivo a questi livelli. Bjelica è il prototipo del giocatore contemporaneo: un 2.10 che gioca da esterno con grande naturalezza, anche se ancora un po' meccanico in alcuni movimenti. Bogdanovic è già una scommessa vinta. Tiratore formidabile, ha parecchi margini di miglioramento.

Insieme ai serbi, super favorita per vincere questa edizione degli Europei è la Francia padrona di casa.  Secondo voi possono ripetere davvero il successo di due anni fa? Chi è il giocatore chiave dei transalpini?

B: Mi sbilancio e dico no. Stavolta vado contro Parker e Diaw, per quanto difficile possa essere. Oltre a non convincermi nella prima fase, la Francia potrebbe soffrire molto, forse troppo, l'obbligo quasi morale di dover vincere in casa. Sebbene siano tutte vecchie volpi abituate a questi palcoscenici, credo che faticheranno a ripetersi. Vedo, dalla loro parte di tabellone, molto bene la Grecia e qualora dovessero arrivare in finale, la Serbia davanti e non di poco.

C: La Francia ha lanciato segnali contraddittori. Non mi è piaciuta durante le gare del girone, ma una cosa simile può portare a una doppia soluzione: la prima riguarda l'ipotesi di aver affrontato un gruppo sulla carta morbido senza far girare il motore alla massima potenza, il che renderà i galletti ancor più pericolosi nella fase a eliminazione diretta; la seconda riguarda il fatto che alcuni giocatori, Parker in primis, siano un po' scarichi mentalmente e fisicamente, il che non rende la Francia una delle principali candidate all'oro. Proprio Parker dovrà dimostrare che è ancora lui la guida della sua Nazionale: tutti gli occhi sono puntati su di lui, Tony non può fallire nemmeno questa volta.

L: La Francia è la mia favorita per la vittoria finale. Gioca in casa e può contare su tantissimi giocatori NBA (Batum, Lauvergne, Parker, Fournier, Diaw e Gobert), oltre ad essere, probabilmente, la squadra più completa sotto tutti gli aspetti. Il trascinatore è Tony Parker, che pochi giorni fa è diventato il miglior marcatore della storia di EuroBasket superando il greco Galis, ma quello che fa la differenza maggiore e che, secondo me, è il giocatore chiave dei transalpini è Boris Diaw, il cestista più ‘raffinato’ della manifestazione, un playmaker nel corpo di un’ala grande.

PA: La Francia è senza dubbio un'altra grande candidata al trono europeo, anche se la concorrenza è davvero agguerrita. Un ruolo importante lo avrà sicuramente il fattore casalingo, ma l'arma in più Europa senza dubbio è il buon Tony Parker, ancora capace di dettare legge in un palcoscenico importante come quello europeo. Nonostante ciò va segnalata anche l'importanza dell'intero collettivo francese, che supporta in maniera precisa e puntuale il proprio play.

PR: Devo dire che la Francia non mi ha colpito particolarmente. Giocando in casa, pensavo potessero fare di più e invece, sia contro la Russia sia contro la Finlandia hanno faticato. In entrambe le occasioni, soltanto le grandi giocate dei singoli sono riuscite a togliere le così dette "castagne dal fuoco". Certo, sono tra le favorite alla vittoria ma non credo possano realmente vincere. L'unico che possa dar loro quel qualcosa in più è Tony Parker. Non è stato il Parker che ammiriamo in NBA fino ad ora e, secondo me, se qualcuno può portare questa squadra alla vittoria, è il 9 di Gregg Popovich.

RS: Tony Parker. L'ha dimostrato agli Spurs, quando è in condizione la sua capacità di sfruttare i pick and roll per penetrare per chiudere al ferro o riaprire per i tiratori è troppo importante per la sua squadra. Diaw, Lauvergne e Gobert completano un reparto lunghi senza eguali in Europa. E il roster è veramente profondo anche negli esterni, con Fournier, Gelabale e l'eclettico Batum. Sono i favoriti, ma occhio alla Grecia, forse fin troppo esperta, ma ancora pericolosa.

Ultima domanda di questo speciale su EuroBasket 2015 di Vavel.com. Qual è il vostro ‘primo quintetto’ della manifestazione?

B: Gallinari play, Gallinari guardia, Gallinari ala piccola, Gallinari ala grande, Gallinari centro. Scherzi a parte, entrando in modalità fantaBasket prenderei un play che mi garantisce gestione della palla, distribuzione equa dei tiri e che non disprezza affatto fare canestro ogni tanto: Sergio Rodriguez in cabina di regia. Per quanto riguarda lo spot di due sono combattuto se prendere un tiratore puro oppure un altro giocatore che possa garantire esperienza ed equilibrio alla squadra: Belinelli da una parte, che secondo me resta la guardia più forte del lotto, e Spanoulis della Grecia dall'altra (forse l'ellenico più adatto al resto della squadra). Ala piccola Giannis Antetokounmpo che abbina fisico, difesa e palle recuperate oltre ad una ottima dose di rimbalzi. L'ala grande atipica la facciamo fare al giocatore più forte dell'Europeo (vedi risposta 2). Centro, ma non di ruolo, Nemanja Bjelica, con una menzione particolare a Pau Gasol per questioni affettive. Ne ho detti sette, ho esagerato: Rodriguez, Spanoulis/Belinelli, Antetokounmpo, Gallinari, Gasol/Bjelica.

C: Teodosic playmaker, Spanoulis guardia, Ilyasova ala piccola, Gallinari ala forte, Pau Gasol centro. Tre su quattro provengono dal girone dell'Italia, e a parer mio è un chiaro segnale di quanto fosse difficile per gli azzurri accedere agli ottavi. Se vuoi un sesto uomo, ti dico Satoransky.

L: Il mio quintetto ideale è questo: Parker, Belinelli, Gallinari, Bjelica, Gasol. Con la speranza che, alla fine, lo sia anche nella realtà, perché vorrebbe dire che abbiamo fatto qualcosa di storico a Lille.

PA: Il quintetto ideale di questa prima fase attinge parecchio dal girone dell'Italia, sicuramente quello più ostico e più alto qualitativamente dell'intera competizione. La cabina di regia la affidiamo alle mani sagge del francese Tony Parker, mentre la guardia tiratrice è il nostro Belinelli (tiratore implacabile da dietro l'arco). Le due ali sono Nemanja Bjelica (serbo dal talento smisurato) e il nostro Gallinari (tuttofare della nostra Top 5). Infine nel ruolo di centro la scelta ricade sull'immenso Pau Gasol, eterna garanzia sotto le plance con un mix letale di punti e rimbalzi.

PR: Scelta difficile. Sicuramente, come play sceglierei Dennis Schroeder. Il giocatore degli Hawks mi è piaciuto tantissimo nelle ultime uscite, contro l'Italia e la Spagna soprattutto. Certo, sono conscio dei rischi della scelta, ma prenderei lui come playmaker. Accoppiata guardia e ala, tutta italiana: Marco Belinelli e Danilo Gallinari, inutile dirvi i motivi. Infine, scelgo Bjelica, di cui abbiamo già parlato, e Boris Diaw. Questo ultimo, purtroppo, lo metto al posto di Pau Gasol, che è comunque stato stratosferico. Il francese però è un giocatore unico e, se si potesse dire, completissimo. Questo quindi il quintetto: Schroeder – Belinelli – Gallinari – Diaw – Bjelica.

RS: Ne servirebbero due di primi quintetti, tanto è il talento in campo. Scelgo Gasol, Gallinari, Bjelica, Spanoulis e Parker. Con menzione particolare per Osman e Teodosic.