Eurobasket 2015: Vesely show e i Cechi volano ai quarti per la prima volta nella loro storia

Nella prima sfida del programma di oggi la Repubblica Ceca sconfigge a sorpresa la Croazia e stacca uno storico pass per i quarti di finale; MVP del match è stato Jan Vesely, autore di una doppia-doppia da 20 punti e 13 rimbalzi.

Eurobasket 2015: Vesely show e i Cechi volano ai quarti per la prima volta nella loro storia
Croazia
59 80
Rep.Ceca
Croazia: Tomic 9, Rudez, Stipcevic 8, Bogdanovic 12, Saric 4, Tomas ne, Ukic 10, Simon 9, Draper, Bilan 4, Zoric 2, Hezonja 10. All: Velimir Perasovic.
Rep.Ceca: Benda 11, Auda 9, Pumprla, Hruban, Satoransky 10, Welsch 2, Houska, Barton 3, Jelinek 13, Sirina, Schilb 12, Vesely 20. All: Ronen Ginzburg.
SCORE: 13-20, 18-28; 12-17, 16-15.

Comincia con il botto la domenica cestistica europea, infatti la Repubblica Ceca batte a sorpresa la Croazia con un sontuoso 59-80 e stacca un storico pass per i quarti di finale della massima competizione europea; decisivo il grande apporto del duo Vesely-Satoransky, entrambi autori di una dopia-doppia.

La partita comincia subito sotto il segno dell'equilibrio, infatti le due squadre danno vita ad un divertente botta e risposta che fissa il punteggio sul 7-7; a dominare questa fase sono il talentino croato Mario Hezonja (5 punti) e il centro ceco Jan Vesely (6 punti anche per lui), che inchioda il punteggio sul 9 pari con una bella schiacciata "in reverse". Nella seconda parte della prima frazione, però, i cechi mettono il turbo e costruiscono un ottimo parziale di 9-0 con cui costruiscono il primo tentativo di fuga. Il tutto si sviluppa sull'asse Satoransky-Vesely che da il via al parzialone ceco, mentre a completare tutto ci pensa Schilb con una bella tripla in transizione. Nei minuti finali Simon e Zoric provano a riportare in partita la propria nazionale, ma a rimandare il tentativo al mittente è un grandissimo Satoransky (6 punti), che sul l'ultimo possesso del quarto firma il canestro del 13-20 finale.

La seconda frazione si apre subito male per la Croazia, che perde quasi subito Rok Stipcevic (ex Virtus Roma), il quale è costretto ad accomodarsi in panca a causa dei tre falli a suo carico. Dall'altra parte i Cechi continuano a cavalcare la cresta dell'onda e con i canestri di Jelinek (11 points) e Benda (4 punti) si portano sulla doppia cifra di vantaggio per la prima volta in partita. La Croazia prova a limitare il tornado ceco mettendosi a zona e affidandosi alla tripla di Bogdanovic (unico in doppia cifra con 10 punti) in fase offensiva, ma ancora una volta bisogna fare i conti con uno scatenato Jelinek, il quale piazza 8 punti in un amen e costringe i croati a chiamare time-out. Dopo la mini-pausa l'uscita di uno Jelenik "on-fire" sembra essere pura manna dal cielo per i Croati che tentano di riportarsi sotto con cinque punti del solito Simon, ma a rimandare nuovamente il tentativo al mittente è un incredibile Auda, che si prende il palcoscenico in solitaria e con ben sette punti fissa il punteggio sul 25-40. La Croazia allora prova a ricostruire le propre fondamenta partendo dalla difesa (gran stoppata di Dario Saric su Vesely) per poi trovare qualche soluzione offensiva in Ukic e Bogdanovic, gli unici ad essere in palla, ma la Repubblica Ceca è davvero perfetta e guidata dal duo Vesely-Auda chiude la prima frazione di gioco avanti di ben 17 punti (31-48 il parziale).

Dopo la pausa lunga il copione non cambia di una virgola, infatti al Repubblica Ceca continua a giocare il suo basket mentre la Croazia è sempre più in crisi di identità. Non a caso gli unici due punti dei primi due minuti giochi arrivano dalla linea della carità con Ukic, mentre i Cechi continuano a lavorare sul divario con i canestri di Welsch, Benda e Satoransky (10 punti), che fissano il distacco sopra i 20 punti. Nonostante l'ennesimo time-out chiamato da Perasovic, i Croati continuano a non capirci molto e i Cechi prendono sempre di più il largo arrivando ad un vantaggio massimo di ben 30 punti: il grande protagonista di questo parziale è un ispiratissimo Benda (11 punti per lui), che viene ben coadiuvato dall'esperto duo Vesely-Satoransky. Nel finale, però, i Croati tirano fuori l'orgoglio e prima della sirena di fine quarto si portano sul punteggio di 43-65 grazie ad una tripla dalla lunga distanza di Stipcevic (5 punti) e ai canestri di Hezonja (7 punti) e Bilan, che puniscono un vistoso calo di tensione degli avversari.

L'ultimo quarto sembra aprirsi sulla falsa riga del finale del primo, ovvero con la Croazia che tenta la rimonta di gran carriera, ma dopo il lay-up vicente di Stipcevic (8 points) ci pensa ancora un super Vesely ad allontanare i fantasmi della rimonta con una bella schiacciata a due mani per chiudere il mini-parziale ceco. Ma i Croati non sono tipo che mollano alla prima difficoltà e, dopo questo primo botta e risposta, caricano ulteriormente a testa basse e rosicchiano parecchi punti sino ad arrivare ad un distacco di soli 10 punti; decisivi i canestri del duo Hezonja-Bogdanovic (gli unici a crederci sino in fondo) e l'ottima intensità applicata in fase difensiva. Questo super parziale manda in bambola la selezione ceca, che però trova nel suo totem Vesely il punto di fuga da questa situazione parecchio intricata: infatti il centrone ceco respinge i tentativi croati con due inchiodate pazzesche e consegna ai suoi una sorta di passerella nel corso dei minuti finali. Infatti negli ultimi minuti di gioco la squadra di coach Ginzburg gestisce al meglio il gioco abbassando i ritmi e facendo di tutto per mettere definitivamente fuori partita gli avversari sino al suono della sirena di fine quarto, quando sul punteggio del palazzetto di Lille si legge il sorprendente punteggio di 59-80 a favore della squadra ceca.

Un'impresa storica per la selezione della Repubblica Ceca, che, guidata dalle doppie-doppie di Vesely (20 punti e 13 rimbalzi) e Satoransky (10+11) e dai canestri di Jelenik (13 punti) e Schilb (12 punti), riesce a staccare il pass per i quarti di finale per la prima volta nella propria storia cestistica. Dall'altra parte grande delusione tra le fila croate, infatti la selezione di Perasovic esce dalla competizione anzitempo giocando per più di tre quarti in maniera confusionaria e con poche idee; inutili i 12 punti di Bogdanovic e i dieci, più nove rimbalzi, di Hezonja.