NCAA Final 4: Hield - Arcidiacono, Johnson - Gbinjie

Villanova e Oklahoma si affronteranno nella prima semifinale di questa sera sul parquet di Houston, successivamente sarà la volta di North Carolina e Syracuse che chiuderanno la prima giornata di Final 4.

NCAA Final 4: Hield - Arcidiacono, Johnson - Gbinjie
NCAA Final 4: Hield vs Arcidiacono, Johnson vs Gbinjie

Il momento topico della competizione è arrivato, solo 4 squadre sono rimaste nel tabellone e domani una di esse alzerà l'agognato trofeo.
Tra le 4 non sono presenti tre delle quattro teste di serie (Oregon, Kansas e Virginia, tutte giustiziate ai quarti di finale) e oltre a loro manca anche un'altra grande favorita: Michigan State.
Ma invece di parlare di chi non ci sarà, vediamo chi sarà presente.

VILLANOVA WILDCATS

CAMMINO: Tutto sommato Villanova è arrivata con una certa semplicità a questa fase finale. Ha superato il primi tre turni con assoluta leggerezza, infliggendo grossi margini agli avversari: 86-56 - Asheville, 87-68 vs Iowa, 92-69 - Miami. Nei quarti di finale ha poi vinto una difficile partita contro la favorita del suo raggruppamento, Kansas, 64-59. Una partita molto tesa dove la miglior difesa di Villanova ha fatto la leggera differenza finale.

STAR: La stella della squadra, quasi a sorpresa, è stato il naturalizzato italiano Ryan Arcidiacono. Nel suo ultimo anno di college è stato capace di trascinare la squadra in questa final 4, prendendo quasi il posto di Hart e Jenkins, i due principali tiratori della squadra, che spesso hanno ceduto tiri al proprio play. Da tenere d'occhio anche il centro Ochefu, anche lui nel suo ultimo anno di college.


 

OKLAHOMA SOONERS

CAMMINO: Oklahoma ha avuto un cammino molto simile a Villanova, con i primi tre turni passati agevolmente (solo con VCU han sofferto leggermente dopo un vistoso calo nel secondo tempo, tamponato però dall'inarrivabile Hield): 82-68 - Bakersfield, 85-81 - VCU e 77-63 - Texas A&M. Nella finale regionale hanno però faticato meno, sconfiggendo Oregon 82-68 grazie alla magica prestazione del solito Buddy Hield, autore di 37 punti con 8/11 da tre punti.

STAR: Buddy Hield. Predestinato che ha davanti a sè una lunga carriera in NBA. Incredibile che ci siano voluti 4 anni affinchè lui esplodesse definitivamente. Infatti anche lui è nel suo anno da senior e lo sta disputando con numeri quasi inarrivabili. 25.4 punti di media a partita in stagione, 29.3 in questo torneo finale. Paragonato a Curry per la facilità di tiro da tre dal palleggio, anche il suo percorso ricorda quello fatto da Steph con Davidson, che però si arrestò alle Elite 8. Ieri l'AP ha assegnato il premio di giocatore dell'anno a Denzel Valentine, un premio immeritato visto come si è sciolto nel primo round del torneo. Buddy Hield l'ha presa con leggerezza, commentando così su twitter: "Failure Keeps Me Humble". Sicuramente vorrà far ricredere coloro che lo hanno snobbato.


 

NORTH CAROLINA TAR HEELS

CAMMINO: NC è l'unica testa di serie arrivata a questa Final 4. Il loro cammino è stato il più pulito delle semifinaliste, con tutte le partite chiuse con largo anticipo e con vittorie in doppia cifra di scarto: 83-67 - FGCU, 85-66 - Providence, 101-86 - Indiana e 88-74 - Notre Dame. Sono considerati i favoriti numero 1, ma la Madness non è ancora finita.

STAR: Brice Johnson è il leader della squadra, sia difensivamente che offensivamente. Starà a lui in particolare far la differenza sotto canestro. Ultimamente è sceso negli ultimi Draftexpress nonostante le buone prestazioni, sicuramente per cui vorrà far ricredere gli scettici, cercando di vincere il torneo e il titolo di MVP dello stesso.


 

SYRACUSE ORANGE

CAMMINO: Autentica rivelazione del torneo, entrati con uno dei peggiori record fra tutte le squadre presenti (perlopiù con una wildcard), hanno effettuato un cammino perfetto (anche fortunato visto che hanno incontrato squadre che venivano da upset importanti). 70-51 - Dayton, 75-50 - Middle Tennessee, 63-60 - Gonzaga e 68-62 - Virginia. Impressionante è stato soprattutto l'ultimo upset - Virginia, dove Syracuse sotto di 14 a fine primo tempo, si è svegliata negli ultimi 9 minuti confezionando un parziale di 31-11 e ribaltando un match che pareva chiuso.

STAR: La squadra in sè non ha un vero leader, ma tanti giocatori che fanno il loro sporco lavoro per raggiungere l'obiettivo. Da Gbinije a Roberson, da Richardson a Lydon. Una squadra ben costruita, che sembrava non dovesse neanche partecipare a questo torneo anche in virtù dello scandalo accademico scoperto ad inizio stagione (il coach Boeheim era stato sospeso per 9 partite). Invece la squadra è qui e cercherà di dar filo da torcere a North Carolina, che però parte nettamente favorita.