Final Four NCAA - Gonzaga e South Carolina, una prima volta davvero speciale

Nella prima semifinale del torneo dei college, si affrontano due squadre mai arrivate a questo punto della stagione. Quaranta minuti di speranze, sogni, emozioni. Chi riuscirà a staccare il pass per il Championship Game?

Final Four NCAA - Gonzaga e South Carolina, una prima volta davvero speciale
Final Four NCAA - Gonzaga e South Carolina, una prima volta davvero speciale

Dopo innumerevoli tentativi, finalmente Gonzaga è riuscita ad ottenere il primo, storico pass per le Final Four. Ci è riuscita da testa di serie numero uno, difendendo dunque con ottimi risultati la propria vantaggiosa seed; gli Zags appariranno per la prima volta nella loro storia all'atto finale del torneo Ncaa. Sarà anche per South Carolina una prima volta storica, mai infatti i Gamecocks si erano spinti così avanti nelle precedenti annate. La combinazione tra la corposa produzione offensiva di Sindarius Thornwell, e l'ottima difesa di squadra, hanno consentito al team nero granata di accedere alle finali di Phoenix.

"Stiamo giocando davvero un'ottima pallacanestro, ordinata e molto veloce, ciò ci permette di crearci buoni tiri e punire le difese avversarie. Questo è il nostro gioco, e lo stiamo facendo più che bene; tutti i ragazzi stanno disputando un torneo Ncaa sopra le righe" queste le parole del coach di South Carolina, Frank Martin, impegnato ad elogiare la squadra, e caricarla in vista del duro impegno contro i Bulldogs. I Gamecocks avranno bisogno di una grande prestazione della loro frontline per arginare i colossi Przemek Karnowski, Zach Collins e Johnathan Williams, atleti dalla stazza fisica prorompente. Il giocatore che indiscutibilmente è da tenere d'occhio, per la difesa di South Carolina, è senza dubbio il playmaker Nigel Williams-Goss, in odore di prossimo salto in NBA ed attuale, principale bocca di fuoco degli Zags, decisivo con la sua forza offensiva in tutte le gare fin qui disputate dai californiani. Insieme alla guardia Jordan Mathews, ha contribuito a trasformare la squadra in uno schiacciasassi nella prima parte di stagione (36-1). C'è anche un velo di 'italianità' tra le fila di Gonzaga, storico college di San Francisco: è infatti nostro connazionale uno degli assistenti del coach Mark Few, ovvero Riccardo Fois.

"Abbiamo approcciato questa competizione con il chiaro intento di arrivare fino in fondo, tutti remando nella stessa direzione. Se ognuno di noi voleva risolvere le partite per conto proprio, ora non saremo qui a giocarci il titolo"  è ciò che ha dichiarato Williams-Goss ai microfoni di ESPN. La semifinale tra Gonzaga e South Carolina sarà anche la sfida nella sfida tra due dei migliori scorer dell'intera competizione: proprio Nigel Williams-Goss da una parte, e Sindarius Thornwell dall'altra, con l'asso dei Gamecocks premiato come 'Giocatore dell'anno' Della Conference SEC. Lo 'zero' nero granata ha una media di 25.8 punti a partita nel Torneo, ed ha segnato almeno 24 punti in ciascuna gara, insomma una certezza, un martello per le difese avversarie, a cui il coach dei Bulldogs, Mark Few, dedicherà molta attenzione: "E' un giocatore molto pericoloso, ha un repertorio molto ampio, ed è letale in attacco quando parte in penetrazione. Anche dall'arco dei 3 punti è migliorato tanto, dovremo fare molta attenzione e concedergli il minor spazio possibile".

I Gamecocks non brillano per percentuli nel tiro dalla lunga distanza (33.7 % in stagione), ma l'arcigna difesa, soprattuto sul perimetro, concede briciole o poco più agli avversari, appena il 29.8 per cento. Nelle precedenti quattro partite del Torneo, hanno costretto gli avversari a commettere 17 turnovers di media, da cui sono scaturiti ben 13.5 punti. Dunque, per South Carolina sarà fondamentale il gioco all'interno dell'area, e costruirsi buoni tiri dal mid-range con PJ Dozier e Duane Notice, e sotto i tabelloni con l'eclettico Chris Silva ed il lungagnone estone Maik Kotsar.

Sia chiaro, i favori del pronostico sono tutti a favore di Gonzaga, data dai sondaggi dell'Associated Press prima dell'inizio della competizione, addirittura come la seconda favorita alla vittoria finale dopo i Villanova Wildcats, mentre South Carolina era fuori da ogni tipo di radar, in quanto era giunta al torneo in condzioni precarie, avendo perso sei delle ultime nove sfide disputate prima dell'inizio della March Madness. Parole che però lasciano il tempo che trovano, in quanto la competizione ci ha da sempre abituato a grosse sorprese, e riservato mille e più emozioni. L'attesa ormai è quasi conclusa, sta per alzarsi il sipario sull'University of Phoenix Stadium, davanti a circa 70 mila persone; palla a due tra Bulldogs e Gamecocks alle ore 00.05 italiane: c'è in palio un posto nel Championship Game, nessuna delle due contendenti vorrà fallire l'appuntamento con la storia.