EuroBasket 2017 - Riflettori sull'Italia: bene il movimento senza palla e la difesa al ferro

La volontà degli azzurri di muoversi senza palla e il lavoro di Biligha e Cusin in aiuto sono stati probabilmente per lo staff tecnico le note più liete dell'esordio.

EuroBasket 2017 - Riflettori sull'Italia: bene il movimento senza palla e la difesa al ferro
EuroBasket 2017 - Riflettori sull'Italia: bene il movimento senza palla e la difesa al ferro

Dopo la buona vittoria contro Israele, è il momento di analizzare quanto visto. Due sono gli aspetti che saltano all'occhio: il movimento senza palla e la difesa al ferro.

IL MOVIMENTO SENZA PALLA

Una partita è troppo presto per trarre conclusioni generali, ma è già chiara l'enfasi che Messina e il suo staff hanno posto sul movimento non solo della palla, ma anche degli uomini. E del resto è stato lo stesso Messina ad ammettere che uno dei problemi del fallimento dell'anno scorso è stato proprio il fatto di aver avuto giocatori troppo statici nella metà campo offensiva. Vedremo se con il progredire del torneo - e di conseguenza con l'inevitabile stanchezza che comporta il giocare così tante partite in pochi giorni - l'Italia continuerà a muoversi così tanto e bene; ieri gli azzurri l'hanno fatto, e allora andiamo a vedere giusto un paio di esempi, che si concludono entrambi con una tripla di Belinelli.

Iniziamo da una delle prime azioni della partita: Melli sfrutta un blocco lungo la linea di fondo e riceve spalle a canestro: in realtà però le cose più importanti avvengono lontano dalla palla. Cusin infatti porta prima un blocco per Datome, che però non riesce a ricevere, e invece di restare fermo taglia.

Mentre Datome taglia, Belinelli sale verso la linea dei 3 punti, e per un attimo il suo uomo deve preoccuparsi del taglio di Datome.

A questo punto Belinelli ha guadagnato quel vantaggio sull'avversario che gli basta per ricevere e mandare a bersaglio la tripla, sfruttando anche il blocco di Cusin.

In quest'altra situazione, il gioco è per costruire un vantaggio per Belinelli in uscita dal blocco. La difesa però tiene bene, e Belinelli invece di forzare passa a Biligha. Dopo il passaggio continua a muoversi, e si riporta immediatamente con i piedi fuori dall'arco dei 3 punti. Il suo difensore si distrae un attimo a guardare la palla, e quell'attimo gli è fatale, perchè Belinelli ha costruito il vantaggio e manda a bersaglio un'altra tripla.

 

LA DIFESA AL FERRO

È in fin dei conti l'elemento comune a tutte le migliori difese, e anche in questo senso ieri abbiamo avuto segnali incoraggianti dai due principali deputati a questo compito (insieme a Melli): Paul Biligha e Marco Cusin. In particolare, non abbiamo probabilmente mai avuto un lungo così atletico, e ieri il suo impatto nel primo tempo è stato devastante.

Aradori vuole spingere Casspi verso la linea di fondo, dove Biligha sa di dover andare in aiuto.

Casspi a questo punto scarica per Howell, che è colui che è marcato da Biligha. Bravo Melli a scalare sul lungo passaportato avversario, opponendo così una prima resistenza. Al resto ci pensa Biligha.

Dove il suo atletismo può tornarci maggiormente utile è naturalmente nella difesa sul pick&roll, dove il suo compito non è necessariamente di stoppare, quanto anche solo di alterare i tiri avversari. Come succede in questa occasione:

In questo possesso difensivo Cusin fa lo stesso lavoro fatto da Biligha nella prima clip. Stavolta è Datome ad essere battuto - sempre sulla linea di fondo - e il suo uomo stavolta vuole andare a segnare da solo. Cusin sceglie perfettamente il tempo e gli piazza la stoppata.

 

LA RIMESSA DELL'ITALIA

Per chiudere, uno sguardo ad un gioco che l'Italia fa praticamente sempre in situazione di rimessa dal lato. A mettere il pallone in campo è Hackett, che serve il proprio numero 5 (nella fattispecie Cusin), il quale ha sfruttato un blocco della guardia (qui Belinelli). Una volta che Cusin riceve, rimette la palla nelle mani del proprio play. E a questo punto nel quarto di campo dove è stata effettuata la rimessa, Cusin porta un classico blocco per l'uscita di Belinelli. E dall'altro lato il numero 4 (Melli) porta un blocco fade (in allontanamento) per il numero 3 (Datome): ed è questa la soluzione preferita nella maggior parte delle occasioni.

Da questo punto in poi, se non c'è il tiro immediato, si lavora di letture. In questo caso Casspi, che marcava Datome, è costretto al cambio in emergenza e viene "sigillato" da Melli, che impedisce al proprio avversario di mettersi in posizione di anticipo. Melli riceve in posizione profonda e va a schiacciare.