EuroBasket 2017 - Due su due per l'Italia, le pagelle: Belinelli leader, Datome chirurgico, Filloy indomabile

Gli azzurri centrano anche la seconda vittoria contro l'Ucraina, trascinati chiaramente da Belinelli e Datome, ma anche dai gregari come Filloy ed Aradori che si ergono a protagonisti assoluti nel pomeriggio israeliano. Le pagelle dell'Italia.

EuroBasket 2017 - Due su due per l'Italia, le pagelle: Belinelli leader, Datome chirurgico, Filloy indomabile
EuroBasket 2017 - Paggggggelle Italia Ucraina

Vince e convince, ancora una volta, l'Italia del basket di Ettore Messina che archivia positivamente anche la pratica Ucraina e si porta in testa alla classifica del raggruppamento di Tel Aviv dopo due giornate con quattro punti. In vista delle sfide più ardue del girone, il miglior modo per approcciare EuroBasket per gli azzurri, che anche oggi hanno messo in mostra qualità e quantità, mentalità e personalità spiccate sul parquet israeliano. Belinelli sugli scudi ma non solo, sembra essere la coralità l'arma in più a disposizione di Messina, che oltre a SuperMarco ed i soliti Datome e Melli può contare anche sull'apporto di una panchina sempre più decisiva. Queste le pagelle della sfida odierna. 

Hackett 6.5 - Prezioso l'apporto di Daniel in cabina di regia, anche se stenta ancora a trovare continuità di rendimento e di applicazione all'interno dei quaranta minuti. Quando accende, però, è impeccabile per lucidità in attacco e per efficacia nella distribuzione degli assist per i compagni (7) e presenza a rimbalzo (6). 

Belinelli 8.5 - I ventisei punti sono soltanto il contorno di quel che Marco Belinelli da San Giovanni in Persiceto ha messo a disposizione della squadra in queste due gare. Abnegazione e spirito di sacrificio, in difesa prima ancora che in attacco, alle quali aggiunge l'innata classe che da sempre lo contraddistingue faccia a canestro, soprattutto da oltre l'arco dei tre punti. Sei bombe a bersaglio, una presenza costante sul parquet, uno spauracchio per gli avversari ed un simbolo per i compagni di squadra. Tranquilli, ci pensa Marco, leader carismatico ed emotivo di questa Italia che piace. 

L'esultanza di Belinelli e Hackett - Foto Italbasket Twitter
L'esultanza di Belinelli e Hackett - Foto Italbasket Twitter

Aradori 7 - Una sufficienza piena, pienissima, per Pietro. Messina lo invoca, gli dà fiducia e lui lo ripaga con una prestazione solidissima, in attacco come in difesa. 13 punti a referto, conditi da tre assist ed altrettanti rimbalzi, ed una presenza scenica degno del miglior killer, nei momenti cruciali, quando c'era da respingere la rimonta ucraina e chiudere il discorso partita. Efficace. 

Filloy 7.5 - Qualche disattenzione di troppo in attacco, quando eccede in fiducia e perde la bussola. Tuttavia non si può prescindere dalla sua energia difensiva: è diventato l'uomo delle missioni speciali, quello che è chiamato a cambiare il volto della gara in corso d'opera e, fin qui, lo ha fatto in maniera impeccabile. La garra, la grinta, al servizio della squadra; la lucidità, il coraggio, la personalità, in attacco, dove le sue triple sono macigni durissimi da digerire. 

Una delle triple di Ariel Filloy - Foto Italia Twitter
Una delle triple di Ariel Filloy - Foto Italia Twitter

Biligha 6 - Stavolta rispetto alla gara d'esordio tende a strafare. Sempre prezioso il suo apporto, nelle due metà campo, ma la voglia di impressionare oltremodo Messina lo condiziona e lo induce all'errore, soprattutto in difesa dove Pustovyi, che tuttavia mette in imbarazzo tutti i lunghi azzurri, lo sovrasta. 

Melli 6.5 - Partita dura da digerire per Nicolò, che rispetto alla gara inaugurale incontra sul suo cammino degli avversari molto più fisici e statuari. Fatica in attacco a trovare la sua dimensione, soprattutto al tiro, perché tocca pochi palloni ed in post non riesce ad attaccare come vorrebbe i lunghi rivali. Tuttavia, la sua presenza in campo si sente eccome, soprattutto spalle a canestro. 

Cusin 6 - Vedi Biligha. Rispetto al compagno di squadra prova a contrastare Pustovyi con intelligenza ed esperienza, ma pecca soprattutto quando viene coinvolto nel pick & roll con Mishula. Resta spesso nella zona di mezzo senza chiudere né il portatore di palla né il rollante verso il canestro. Stenta a scuotersi. Partita difficile per lui. 

Ettore Messina e la sua carica da bordo campo - Foto Fiba
Ettore Messina e la sua carica da bordo campo - Foto Fiba

Baldi Rossi 5.5 - L'esterno trentino paga enormemente dazio in difesa, messo costantemente sotto dai centimetri di Pustovyi e soci. Legge di rado le soluzioni del pick & roll avversario e, nonostante ci metta sempre l'impegno e la grinta, non riesce praticamente mai a limitarne la produttività. Si scuote con una tripla importante dalla parte opposta, ma non basta. 

Burns 6 - Meno positivo del solito il suo impatto, limitato dalla sfida fisica con i diretti rivali. Stavolta Messina gli ritaglia molto meno spazio, preferendogli spesso Baldi Rossi per questioni tattiche ancor prima che tecniche, stesso motivo per il quale il coach opta per il quintetto piccolo nel finale. 

Datome 7.5 - Chirurgico come pochi il capitano azzurro. Sacrifici enormi in difesa, essenzialità e cinismo in attacco, dove tocca pochi palloni ma li trasforma praticamente tutti in oro colato. Le sue triple, nella ripresa, hanno un valore molto più importante e pesante dei meri tre punti, perché in entrambe le occasioni frustrano sul nascere le velleità di rimonta ucraine, tagliando le gambe ai nostri rivali. 

La difesa di Datome e Cusin - Foto Fiba
La difesa di Datome e Cusin - Foto Fiba

Cinciarini, Abass S.V. - Entrano entrambe in campo nel finale, a punteggio acquisito. 

Messina 7.5 - Osserva la sua squadra carburare senza prendersela particolarmente, ne ammira la crescita e la personalità, frutto del lavoro ai fianchi di questa estate. Gestisce alla perfezione il minutaggio dei suoi fin dal principio, guardando (in)consciamente anche alla gara di domani contro la Lituania. E' l'Italia di Messina, in difesa prima ancora che in attacco, nonostante qualche passaggio a vuoto di concetto e lettura. Tuttavia, la Nazionale azzurra dimostra di aver assorbito, forse finalmente, i dettami messiniani, di essere diventata gruppo e squadra, soprattutto nelle difficoltà e nei momenti di calo mentale.