Eurobasket 2017 - Le favorite per la vittoria finale

Dopo aver visto tutte le squadre in gioco nei gironi, ecco chi, secondo noi, avrà più possibilità di portarsi a casa il titolo di campione europeo.

Eurobasket 2017 - Le favorite per la vittoria finale
Ricky Rubio - Fonte immagine: FIBA.com

Siamo ormai giunti alla fase finale di Eurobasket 2017 e Vavel vi mostra chi secondo noi sono le favorite, con una classifica che va dalle più forti alle più deboli per le prime 5 posizioni (+1). Dispiace non inserire l'Italia fra le papabili vincitrici ma, al netto degli infortuni e dei problemi in attacco, sarebbe già un miracolo superare la Finlandia. Ecco il power ranking completo.

PRIMO POSTO: SPAGNA

Inutile girarci attorno, anche quest'anno è la squadra più completa che si candida ovviamente a bissare il successo del 2015. L'assenza di Llull, Mirotic e Fernandez non ha inciso più di tanto nel gioco della Roja. Sergio Rodriguez e Navarro possono ancora dare tantissima qualità, anche se per pochi minuti, e l'altro play si chiama Ricky Rubio. I fratelli Gasol non hanno certo bisogno di presentazioni; nonostante l'età avanzata anche Pau incide ancora ad alti livelli. La notizia migliore della Spagna, viene però dai tre giovani che saranno il futuro di questa nazionale: Abrines e i fratelli Hernangomez. Il primo è stato premiato con un minutaggio piuttosto elevato, dato che ha molti punti nelle mani. Juancho e Willy sono due talenti purissimi del basket, tanto che si stanno ritagliando un posto anche in NBA. Insomma, una squadra con protagonisti simili che hanno dimostrato di avere un'intesa perfetta non può che essere considerata la favorita.

SECONDO POSTO: SLOVENIA

Un paio di settimane fa in molti avrebbero immaginato di vedere la Francia in questa posizione. In verità, la Slovenia è un team veramente forte, che ha due stelle del calibro di Goran Dragic e Luka Doncic, quest'ultimo alla prima manifestazione con la nazionale senior. Nei gironi hanno fatto impazzire tutti, chiudendo da imbattuti contro squadre del calibro di Francia e Grecia. Dragic è uno dei giocatori più forti del torneo, mentre il giovane Doncic ha esordito tenendo una media di 14 punti e 7 rimbalzi. A completare il roster ci sono tiratori e uomini di esperienza, come Nikolic, Prepelic e Blazic, tutti pronti a dare il loro contributo. L'unica pecca a cui possono andare incontro è quella dell'inesperienza, cosa che potrebbero soffrire contro squadre più navigate. Giocare sull'onda dell'entusiasmo fa bene, ma si rischia di crollare alla prima seria difficoltà. In prospettiva, potrebbe trovare la Spagna in semifinale, e non sarebbe esattamente una bella notizia.

TERZO POSTO: FRANCIA

Con molti dubbi inseriamo la Francia dietro le due favorite, non tanto per il gioco fatto vedere in questi giorni, bensì per i nomi che porta con sé. De Colo, Fournier, Diaw sono soltanto i primi che vengono in mente. Un peccato che non siano presenti Batum e Gobert, ma la nazionale francese rimane una delle più complete. I principali problemi sono dovuti al gioco portato avanti da Collet, ma il talento dei singoli è di un livello altissimo. Per adesso non sono riusciti a coniugare la rapidità di Fournier e De Colo, che gioverebbero di un gioco più rapido, con la poca mobilità di Boris Diaw, il quale continua a fare il vero playmaker, ma con i suoi tempi. Non sappiamo se coach Collet troverà una risposta a questo enigma, ma certamente non possiamo mettere la Francia fuori da questa classifica. Per adesso comunque, sembra stare un gradino sotto alle due sopracitate, e dovrà vedersela con la Germania per arrivare ai quarti di finale, che sarebbero probabilmente contro la nazionale di Scariolo.

QUARTO POSTO: SERBIA

Si sa che questo è l'europeo dei grandi assenti e la Serbia è una delle più colpite da questo punto di vista. I due nomi principali sono quelli di Teodosic e Jokic, con i quali probabilmente sarebbero qualche gradino sopra. Fuori anche Bjelica, è evidente che coach Djordjevic darà la squadra in mano a Bogdan Bogdanovic, giocatore capace di vincere una partita anche da solo. Gli altri nomi non sono certo di basso livello: Macvan, Marjanovic e Kalinic sono i primi che vengono in mente, ma nei gironi la Serbia ha evidenziato alcune lacune che sarà necessario colmare. La più grave è che, per il momento, non è riuscita a superare l'assenza di Teodosic; un playmaker con le sue mani e i suoi tempi manca terribilmente e potrebbe essere proprio quello a decretare l'uscita anticipata dal torneo.

QUINTO POSTO: CROAZIA

Subito dietro a questo quattro ci dovrebbe essere la Croazia, che l'Italia ricorda bene dopo la sconfitta al preolimpico. Il talento in casa croata non è certo qualcosa che manca quando giochi con un quintetto composto da Saric e Bogdanovic. Manca all'appello Mario Hezonja, ma la sensazione è che la squadra giri lo stesso alla perfezione. Quest'anno può contare anche su Dragan Bender, il quale ha floppato al suo primo anno in NBA ma non è certo un giocatore da sottovalutare. Nei gironi la Croazia ha chiuso seconda dietro l'inarrivabile Spagna, perdendo però solo una partita. Non è mai stata impensierita nelle altre uscite e si trova dal lato "giusto" del tabellone, affrontando agli ottavi la sorprendente Russia.

JOLLY: LITUANIA

Ci dispiaceva lasciare fuori la finalista di Eurobasket 2015, per cui l'abbiamo inserita come jolly. Negli ultimi anni spesso è stata sottovalutata ma, contro tutte le aspettative, ha finito per battere le favorite e raggiungere risultati importanti. Dopo una prima battuta d'arresto contro la Georgia, non si è lasciata più sorprendere ed ha sempre vinto, battendo anche gli azzurri dopo una partita tirata. Il primo posto nel girone permette di affrontare una Grecia che non fa molta paura, per cui ci aspettiamo che l'avventura prosegua almeno qualche altro giorno. L'uomo di riferimento è ovviamente Valanciunas, ma sotto canestro coach Adumaitis può fare affidamento anche su Motejunas e Sabonis, tutti giocatori con esperienza oltreoceano. Con Maciulis, Kalnietis e Kuzminskas è evidente che puoi costruire una squadra di un certo livello. Manca qualcosa in panchina, infatti non tutte le riserve sono all'altezza ma è una squadra abituata a partire da sfavorita e poi sorprendere tutti quanti, noi compresi.