Eurolega - Non basta un super Bargnani al Baskonia: lo Zalgiris di Jasikevicius si impone 78-73

Seconda sconfitta di fila in Eurolega per i baschi di Bargnani e Larkin, che cedono dopo aver fatto gara di testa per circa trenta minuti. L'intensità della squadra di Jasikevicius e le giocate di uno scatenato Leo Westermann decidono la gara nell'ultimo quarto, permettendo ai lituani di salire a quota due in classifica.

Eurolega - Non basta un super Bargnani al Baskonia: lo Zalgiris di Jasikevicius si impone 78-73
Zalgiris Kaunas
78 73
Baskonia

Prima vittoria stagionale - nella nuova Eurolega - per lo Zalgiris Kaunas di Sarunas Jasikevicius, che nell'ultimo quarto del match contro il Baskonia di un ottimo Andrea Bargnani riesce ad avere la meglio grazie ad un'ottima difesa ed alle iniziative offensive di Leo Westermann. Il play francese rende vani nel finale gli sforzi del mago italiano, perfetto al tiro meno in difesa. I baschi si disuniscono nel finale, eccedendo nelle soluzioni individuali che non consentono ad Hanga, Larkin e compagni di ricucire il gap. Iberici ancora fermi al palo, Zalgiris che sale a quota 2 in classifica. 

Inizio tutto di marca ospite, con la coppia di lunghi atipici Shengelia-Bargnani che confeziona il 6-0 di parziale dopo tre minuti: le capacità del mago sono indispensabili per caricare di falli i lunghi di Jasikevicius, imbufalito già dopo pochi minuti di gioco. Dopo il timeout dell'ex play del Maccabi - tra le altre - sono Westermann e Jankunas a scuotere i ragazzi di casa, che si riportano a contatto nel punteggio. Hanga sonnecchia nei primi minuti di gara, ma esce alla distanza con undici punti in un amen: la tripla ed il contropiede sono necessari al Baskonia per rimettere la testa avanti alla prima sirena.

Nonostante le difficoltà degli spagnoli nel leggere e difendere il pick and roll degli avversari, le pessime percentuali dal campo (33% da due all'intervallo per lo Zalgiris) condizionano gran parte del secondo quarto dei padroni di casa: Larkin e Blazic piazzano il break che fa scappare i baschi fino a sfiorare la doppia cifra di vantaggio. L'esecuzione in attacco dei lituani resta buona, ma l'efficacia va e viene: la tripla di Milaknis ed i liberi di Pangos riavvicinano nel punteggio lo Zalgiris (34-36), ma è Bargnani con quattro punti personali (dei 12 dell'intervallo) a firmare il più sei ospite all'intervallo lungo.  

La ripresa si apre così come si era chiuso il primo tempo: Bargnani apre il fuoco dalla distanza e dalla media, centrando il bersaglio ripetutamente, ma soffre Kavaliauskas dalla parte opposta (43-48). Il ritmo e l'intensità dei padroni di casa cresce a dismisura, così come le percentuali dal campo: Milaknis riduce ancora le distanze, prima dell'antisportivo - generosissimo - fischiato contro Bargnani che permette ai padroni di casa di tornare sotto di 2. I baschi vanno nel pallone e diventano oltremodo confusionari in attacco: Westerman e Motum firmano il sorpasso, ma il tecnico fischiato a Lima rimette in carreggiata gli ospiti. Gli arbitri perdono il polso della gara e la tonnara favorisce i padroni di casa, che si aggrappano all'estro del play francese e ai liberi di Seibutis per restare aggrappati al match (61-61). 

Jasikevicius trova punti preziosi da Ulanovas, ma è Senghelia ad impattare con una pennellata mancina di rara bellezza che fa impazzire l'allenattore avversario. L'equilibrio non si schioda, la palla inizia a pesare, i possessi diventano sempre più decisivi e Larkin pesca il coniglio dal cilindro dalla distanza per il nuovo vantaggio (67-68). Kavaliauskas e Westermann approfittano dei problemi di falli dei lunghi avversari per tornare ad attaccare l'area: il cinque a zero di parziale vale il più 4 ed il timeout di Alfonso. L'entusiasmo crescente dell'Arena di casa permette ai ragazzi di Jasikevicius di alzare ulteriormente l'intensità difensiva: Bargnani esce dal match a 4' dalla fine per limite di falli raggiunto e la squadra ne risente. Hanga e compagni stentano a ritrovare ritmo e fiducia, così come fluidità nella circolazione e nelle scelte: Westermann e soci ipotecano il successo scappando fino al definitivo più 5.