I primi 18 anni da campione di Luka Doncic

Dalle lezioni di danza a Lubiana, a quelle di basket nei palazzetti di Eurolega. Il tutto con ancora diciotto anni da compiere, per il Wonder Boy della nostra generazione.

I primi 18 anni da campione di Luka Doncic
I primi 18 anni da campione di Luka Doncic

Il diciottesimo compleanno è sempre speciale e segna il passo ufficiale verso il mondo degli adulti. Oggi, 28 febbraio 2017, è però il compleanno di un ragazzo che nel mondo dei senior è entrato da qualche anno, rivelandosi da subito non una comparsa, ma un campione in grado di farsi notare da tutti. Recentemente è stato appunto nominato stella nascente del basket europeo all'unanimità dai 16 GM di Eurolega: Luka Doncic è ufficialmente maggiorenne.

Finora poteva decidere partite di Eurolega ed essere MVP, ma non poteva guidare una macchina o comprare una birra al bar. Ora potrà farlo, potendo firmare anche il suo primo contratto da professionista con il Real Madrid con un occhio rivolto agli USA. I numeri e le prestazioni sono da campione di livello mondiale e difficilmente nel 2018 uscirà dal podio delle scelte del Draft.

Dai genitori ha ereditato i geni migliori. La madre Mirjam Poterbin è stata campionessa mondiale di danza, sport che ha anche praticato Luka da bambino. Probabilmente anche quegli insegnamenti sono stati propedeutici per la sua crescita, per il suo modo di ballare e far ballare gli avversari in campo. Il padre Sasa Doncic è stato un giocatore professionista, comparsa in Eurolega con l'Olimpia Lubiana e con la maglia della nazionale slovena prima del ritiro nel 2009. Proprio per la Slovenia Doncic ha espresso parole di amore qualche mese fa, annunciando il rifiuto della corte della nazionale spagnola, per far parte della squadra rappresentante la sua terra natia.

PASSATO E PRESENTE - Nato e cresciuto cestisticamente a Lubiana, Luka Doncic si fa notare dagli osservatori internazionali a 11 anni con la maglia della propria città. Già a quell'età gioca ed eccelle con l'U14 (per cui ragazzi 2-3 anni più vecchi), sorprendendo gli addetti ai lavori e conquistandosi una convocazione con il Real per la Minicopa 2012 disputata a Barcellona. A 12 anni nella finale del torneo di Roma, realizza 54 punti con 11 rimbalzi e 10 assist, vincendo il torneo e venendo incoronato come miglior giocatore. A 13 anni si trasferisce ufficialmente a Madrid ed inizia a collezionare premi MVP in ogni competizione, dai campionati nazionali alle competizioni under organizzate dall'Eurolega. A 15 anni in un torneo giovanile a Milano, chiude un match con 70 di valutazione, dimostrandosi un alieno tra ragazzini. A 16 anni e 2 mesi arriva il suo esordio ufficiale nella lega ACB, il più giovane debuttante della storia del Real Madrid ed il quarto più giovane della competizione dietro a Ricky Rubio, Angelo Rebolo e Carlos Alocen. In una partita già vinta dal Real, coach Laso decide di far esordire la sua stellina, aggregata alla squadra da circa due mesi. Doncic entra in campo a circa due minuti dalla fine e alla prima palla toccata si prese la responsabilità, infilando una tripla che fece esplodere il palazzetto, il primo canestro nel mondo dei grandi che come lui stesso ha ammesso non dimenticherà mai.

L'exploit vero e proprio arriva nella stagione successiva (2015-2016), quando nell'ottava giornata contro Bilbao realizza 15 punti con 22 di valutazione, miglior prestazione per un under 17 nella storia della competizione. Per la consacrazione a livello europeo, invece, c'è da aspettare qualche settimana dopo, durante una partita di Eurolega contro il CSKA Mosca. Dopo una serie di palle perse coach Laso chiama timeout e riprende ferocemente la squadra, concentrando la propria attenzione proprio su Doncic che copre il ruolo di playmaker. Il sedicenne rientra in campo e risponde piazzando tre triple consecutive in meno di 2 minuti, facendo cambiare l'umore del proprio coach oltre che l'inerzia della gara.

Inanella record su record in valutazione per la sua età ed in questa stagione nelle classifiche di Eurolega è terzo solo a Nando De Colo e Ognjen Kuzmic nella classifica per valutazione ogni 40 minuti con 28.87. Il 5 febbraio scorso gioca la sua centesima partita (!) con la maglia del Real Madrid e ne avrà ancora un po' davanti a sé prima del definitivo balzo in NBA, dove potrebbe imporsi come il Russell Westbrook proveniente dall'Europa, vista la sua contribuzione in ogni statistica ed il fisico da 2,04 m per 99 kg. Una freddezza da giocatore veterano e un'incisività pazzesca che in questa stagione sta trascinando il Real Madrid fino al primo posto in Eurolega con giocate al limite, fattibili solo da giocatori sopra alla media.

FUTURO - Anche se sarebbe romantico pensare che continuerà la sua carriera al Real Madrid, difficilmente andrà così. Infatti gli occhi degli osservatori NBA sono fissi su di lui e nel Draft 2k18 probabilmente si prenderà la posizione numero 1 (o al massimo non scenderà dal podio), volando immediatamente negli USA e conquistandosi un posto che merita nell'olimpo del basket. Lo spostamento infatti lo aiuterà sicuramente a migliorare ancora quanto appreso in questi anni in Spagna, per poter migliorare il proprio gioco e spingere il suo livello sempre oltre. Sicuramente cercherà sin da questa stagione di contribuire al meglio alla causa del Real, per lasciare magari l'Europa con un'Eurolega in bacheca, da aggiungere ai due campionati, alle tre coppe e alla coppa Intercontinentale già presenti.

La prossima estate sarà la prima con la maglia della nazionale slovena, con la quale ad Eurobasket sicuramente avrà alte aspettative potendo contare su ottimi compagni come i fratelli Dragic, la coppia del Banvit Edo Muric e Gaspar Vidmar e Alen Omic. Anche da quella competizione passerà la sua crescita, visto che da subito potrebbe avere un ruolo in primo piano, soprattutto considerando il recente grave infortunio di Zoran Dragic, che sarà out per parecchi mesi e potrebbe mancare l'appuntamento.

In una recente intervista, alla domanda su cosa cambierà soprattutto nei prossimi mesi Luka ha risposto: "Finalmente potrò conseguire la patente e grazie alla Audi che la società regala ai giocatori potrò andare da solo agli allenamenti, senza obbligare tutte le volte mia mamma a portarmi."

Un ragazzino che potrebbe segnare un'epoca, lasciando un'impronta nel basket europeo e mondiale: semplicemente il Wonder Boy Luka Doncic.