Esclusiva Vavel - Marco Calvani racconta la sua stagione

Il coach romano racconta la tribolata esperienza partenopea ma non chiude le porte ad una sua permanenza.

Esclusiva Vavel - Marco Calvani racconta la sua stagione
Esclusiva Vavel- Marco Calvani racconta la sua stagione

Marco Calvani sarebbe potuto essere l'uomo giusto al momento giusto per l'Azzurro Napoli Basket. Persona seria, affidabile e con una grandissima etica del lavoro; reduce da una parentesi in un'altra piazza del sud come Barcellona Pozzo di Gotto ma, sopratutto, da una finale scudetto con la sua Virtus Roma.

Purtroppo, però, le cose non sono andate come tutti speravano per i ben noti motivi extracestistici, ma coach Calvani, per l'ennesima volta in carriera, ha dimostrato una serietà ed una professionalità fuori dal comune. Simpatico, schietto e disponibile, in questa intervista esclusiva ci racconta la passata stagione, ci da qualche indicazione per il futuro e non si fa mancare anche un commento sui playoff di serie A.

Allora Coach, cominciamo! La prima domanda non può che essere sulla stagione appena trascorsa a Napoli...

"Prima di cominciare, concedimi una piccola premessa: vorrei ringraziare tutte quelle persone che investono soldi nella pallacanestro. In un momento così difficile per tutti, trovare gente disposta a fare enormi sacrifici pur di tenere in vita una società è davvero encomiabile. Però bisogna considerare che le squadre, ormai, sono delle vere e proprie aziende e quindi c'è bisogno di una certa serietà e professionalità per gestirle. Quando si inizia un progetto del genere bisogna avere ben chiaro il percorso che si vorrà fare già dal primo giorno. Perché attorno ad una squadra ruotano tantissime persone e famiglie. Quindi, ripeto, vorrei ringraziare tutti coloro che ancora investono in questo mondo e che, comunque, consentono a me e tanti altri di condurre una vita tutto sommato agiata facendo ciò che più ci piace, allenare o giocare che sia".

Doverosa premessa. Cosa è successo a Napoli in questa ultima stagione?

"A Napoli purtroppo abbiamo avuto enormi difficoltà. Già a novembre sono sorti i primi problemi e, andando avanti, abbiamo iniziato a perdere pezzi per strada con giocatori che hanno chiesto la rescissione. Chi è rimasto ha spesso scioperato a causa dei ritardi nei pagamenti e quindi non riuscivamo mai ad avere continuità negli allenamenti. Se fosse andato tutto secondo i piani avremmo fatto, sicuramente, un campionato di prima fascia, levandoci non poche soddisfazioni. Forse una delle poche note positive della scorsa stagione è stata quella di aver messo in campo tanti giovani. Questo potrebbe essere un punto di partenza per il futuro e potrebbe garantire solidità anche nei momenti difficili. Per fare questo, però, deve esserci sia la volontà della società che la disponibilità dei ragazzi".

E invece, lasciando stare per un attimo il basket, come hai vissuto a Napoli? Sei riuscito a goderti la città?

"La città è meravigliosa! Sai, io da romano sono abituato bene, tra monumenti, storia, Vaticano...però Napoli mi ha stregato. Vivendoci ho scoperto tantissime cose nuove che mi hanno lasciato a bocca aperta. La città è un mix di storia antica e recente e ovunque vai c'è qualcosa di interessante da vedere. A questo bisogna aggiungere un cibo straordinario e gente fantastica. Ho stretto tante amicizie e avuto rapporti bellissimi anche con chi il basket non sapeva nemmeno cosa fosse. I napoletani sono veramente unici. Così come l'Africa o la Sardegna ti lasciano quella “tristezza” dentro quando vai via perché mai vorresti abbandonare un luogo del genere, Napoli fa lo stesso effetto. Del resto, si dice che chi viene a Napoli piange due volte, quando arriva e quando riparte. E non c'è niente di più vero".

Ci puoi dare qualche indiscrezione sul tuo futuro?

"So che il presidente Balbi sta cercando in tutti modi di dare continuità al progetto. C'è stato l'ingresso di un nuovo gruppo che sta, man mano, saldando tutte le pendenze e questo è un ottimo segno. Pare che verrà coinvolto un manager professionista e questo è un altro segnale estremamente incoraggiante. La cosa più importante è che questi sono tutti segnali tangibili e concreti, non solamente chiacchiere. Per quanto riguarda me, io ho ancora un anno di contratto e ho intenzione di onorarlo. Quello che mi ha reso estremamente felice è stato il fatto che il presidente Balbi mi ha sempre detto che lui nei miei confronti ha un obbligo morale, prima che legale, perché vuole continuare un percorso che avevamo iniziato insieme ma che, per cause di forza maggiore, non è andato come speravano tutti. Ha sempre speso parole di apprezzamento e stima nei miei confronti e questa è una cosa che mi fa veramente piacere".

Hai seguito i playoff? Cosa ne pensi di questa finale?

"Si ovviamente ho seguito tutti i playoff e devo dire che, nonostante le numerose critiche che sta ricevendo il nostro movimento negli ultimi tempi, questi playoff sono stati davvero belli e divertenti. Il secondo turno è stato, forse, quello più emozionate. Da un lato Sassari che, con una serie di grande carattere e grinta, ha eliminato la corazzata Milano. Dall'altro invece, una Reggio Emilia tormentata dagli infortuni e con tanti giovani italiani a roster è riuscita ad imporsi contro una solidissima Venezia. Questa inedita finale è sicuramente un bellissimo spot per il basket e darà una grossa mano a tutto il movimento. Oltre ad essere divertente è anche ricca di contenuti; le due squadre sono diametralmente opposte e questo rende la serie assolutamente incerta ed avvincente. Sassari è fondata sul talento e sull'atletismo e Meo Sacchetti sta facendo un lavoro straordinario, quasi da “guru”, gestendo in maniera perfetta una squadra assolutamente non facile. Reggio Emilia, invece, sta raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato qualche anno fa, investendo su giovani italiani che ora sono diventati l'anima della squadra. Basti pensare che il Cinciarini visto a Cantù era solamente un lontano parente del giocatore da Eurolega che è ora. Ma la lungimiranza di Reggio non si limita a quanto fatto con Cinciarini: lo stesso discorso si potrebbe fare per Cervi, Polonara e Della Valle. Insomma, sono coerenti con il loro progetto e stanno dimostrando come, grazie ad investimenti seri e mirati ed un'ottima programmazione, si possano ottenere risultati eccellenti pur essendo una piccola realtà di provincia".

Trascorrerai l'estate lontano dalla palla a spicchi?

"Assolutamente no! (ride, ndr.) Questa estate, come ormai da oltre vent'anni a questa parte, sarò a Bormio come formatore del corso “Allenatore Nazionale”. E' una cosa che faccio con estremo piacere e che mi diverte molto. Inoltre, dal 7 luglio sarò a Lignano per assistere agli europei under 20. I nostri ragazzi affronteranno subito un girone durissimo ma la squadra è buona ed il gruppo coeso quindi potranno far bene. Il leader è sicuramente il capitano Simone Fontecchio, fresco di workout NBA con i Boston Celtics. Ovviamente conterà tanto la fortuna, come in ogni manifestazione del genere, ma i nostri ragazzi si giocheranno sicuramente le loro carte. Sarà una competizione molto “agguerrita” già dalla prima fase perché, le squadre che non dovessero superarla, verranno retrocesse nella Division B. Sarà un torneo divertente e che ci permetterà di conoscere meglio i ragazzi che giocheranno per i prossimi quindici anni nei vari campionati europei".

Ultima domanda: qualche parola sulla Nazionale maggiore, che a settembre sarà impegnata con gli Europei

"Sicuramente è un gruppo maturo ed estremamente talentuoso. Più che i singoli giocatori NBA, che hanno questa volta manifestato con largo anticipo la loro volontà di prender parte all'avventura europea, conterà il gruppo. Lì, secondo me, risiede la vera forza della nostra Nazionale".

Abbiamo finito Coach! Grazie mille per la tua disponibilità ed in bocca al lupo per il futuro!

"Grazie a te e crepi il lupo!".