Capo d'Orlando in crisi: dopo l'ostacolo Milano serve una reazione

La formazione paladina è reduce da cinque sconfitte nelle ultime sei uscite, quattro delle quali sono arrivate di fila al PalaFantozzi. Domenica si va ad Assago per affrontare l'Olimpia, dopodichè ci sono tre gare per dare la svolta.

Capo d'Orlando in crisi: dopo l'ostacolo Milano serve una reazione
Capo d'Orlando in crisi: dopo l'ostacolo Milano serve una reazione (ph. Ruben Guzzo)

25 ottobre 2015. Una straordinaria Betaland Capo d'Orlando batte i vice-campioni d'Italia della Grissin Bon Reggio Emilia con una prova di grande solidità ed energia, soprattutto in difesa, e vola in classifica con tre vittorie e una sola sconfitta, peraltro patita all'overtime sul parquet della Umana Reyer Venezia. Da quello splendido pomeriggio sono passati 42 giorni, e nel frattempo l'Orlandina ha vinto una sola partita, quella di due settimane fa sul parquet della neopromossa Manital Torino e dopo aver sprecato anche un vantaggio in doppia cifra, patendo ben cinque sconfitte, quattro delle quali proprio davanti al pubblico amico.

Openjobmetis Varese, Vanoli Cremona, Banco di Sardegna Sassari e, per ultima nella serata di ieri, Enel Brindisi. Sono queste le quattro formazioni che sono passate al PalaFantozzi, andando a rovinare in maniera netta l'ottimo inizio di stagione della compagine paladina di coach Giulio Griccioli, capace di incantare tutti con un gioco molto intenso e con ottime individualità, su tutte quella di un Simas Jasaitis capace di essere quasi sempre il miglior realizzatore della propria squadra, se non dell'intera partita. A incidere in maniera pesante sull'andamento della Betaland nelle ultime sei giornate, ci sono le condizioni fisiche di alcuni giocatori. Perchè la formazione siciliane ha dovuto fare a meno per gran parte dell'avvio di stagione di Laurence Bowers, infortunatosi proprio a Venezia, oltre che di un Vojislav Stojanovic indisponibile prima per questioni burocratiche, e poi per un fastidio fisico che nelle sue prime due uscite stagionali, contro Sassari e Brindisi, lo ha condizionato anche in termini di minutaggio. E in più, il coach toscano ha dovuto convivere con i problemi fisici di Vlado Ilievski, che ha saltato due incontri ed è partito dalla panchina nelle ultime due recite interne, lasciando la cabina di regia a un Tommy Laquintana dal talento ineccepibile, ma forse non ancora pronto per guidare una squadra della massima serie.

A tutto questo, bisogna aggiungere l'età media molto bassa di un roster rivoluzionato durante l'estate, e che ha per il terzo anno due capisaldi come Gianluca Basile e capitan Sandro Nicevic. Ma attorno ai due italiani confermati fin dall'anno della risalita dalla A2, e ai due nuovi arrivi di una certa esperienza - Ilievski e Jasaitis per l'appunto - è stato costruito un roster dal grande potenziale ma anche dallo scarso tasso di esperienza. Giocatori come Laquintana, Perl, Ihring e lo stesso Stojanovic hanno mostrato grandi doti a livello giovanile, sia con i club che nelle rispettive Nazionali, ma dovranno ancora prendere le misure in maniera definitiva con un campionato duro e agonisticamente complicato come la serie A.

Il prossimo ostacolo per la Betaland Capo d'Orlando si chiama Olimpia Milano, certamente uno dei più alti da scavalcare per poter mettere a segno un'impresa che sarebbe clamorosa, soprattutto nello stato mentale e fisico in cui versa una squadra costretta a capitolare cinque volte nelle ultime sei uscite stagionali. Una reazione sul piano mentale potrebbe bastare per far capire a Griccioli che l'Orlandina è ancora un grado di risollevarsi, una vittoria potrebbe portare in visibilio l'intera piazza.