Griffin&Jordan respingono i Warriors

"Winning ugly is beatiful," afferma Doc Rivers dopo il sofferto successo ottenuto dai Clippers a Oakland. Alla fine sono decisivi i 32 punti di Griffin, i 22 rimbalzi di Jordan e i 10 assist di Paul, ma Golden State ha avuto il tiro della vittoria e reclama per un fallo non fischiato ai danni di Curry.

Golden State Warriors
96 98
Los Angeles Clippers
Golden State Warriors: Igoudala 11 (4/8, 0/1, 3/7), Lee 12 (6/15), O'Neal 10 (3/5, 4/4 ai liberi), Curry 16 (2/4, 3/8, 3/4), 15 assist, Thompson 26 (8/11, 2/11, 4/4), Green 13 (4/6, 1/5, 2/3), 11 rimbalzi, Barnes 4 (2/4, 0/4), Crawford 2 (1/3, 0/1), Blake (0/1 da 3), Speights 2 (1/2, 0/2 ai liberi)
Los Angeles Clippers : Griffin 32 (15/24, 0/1, 2/9), Barnes (0/3, 0/3), Jordan 15 (5/8, 4/9 ai liberi), 22 rimbalzi, Paul 10 (3/6, 2/7, 3/4), 10 assist, Redick 14 (2/5, 3/6, 1/1), Crawford 13 (2/5, 3/6), Collison 6 (3/5, 0/2), Granger (0/1, 0/1), Davis 4 (2/2), Turkoglu (0/2 da 3)
SCORE: 21-24, 22-22, 21-29, 32-23

La potenza di Jordan e Griffin permette ai Clippers di espugnare, per la prima volta dal Natale del 2011, Oakland e di portarsi in vantaggio nella serie. Golden State rientra più volte in partita, fallisce il tiro della vittoria (Curry protesta per un fallo ai suoi danni non sanzionato), e ora deve battere la tradizione: è dal 1977 che non vince una serie di post season dopo aver perso un incontro in casa. 

Pur dominando sotto le plance con un Jordan formato piovra, i Clippers non riescono nei primi 2 quarti a scrollarsi dalle spalle i famelici Warriors. Los Angeles va più volte in vantaggio, al massimo di 9 punti (37-46 con poco più di 2 minuti da giocare nel secondo quarto), ma Golden State resta sempre in partita, con Curry abile a innescare i compagni. L'equilibrio si spezza in avvio di ripresa, con un 10-0 firmato interamente da Blake Griffin che porta i Clippers sul +12 (44-56). I Warriors avvertono il colpo e, preoccupati di trovare le contromisure per fermare Griffin, lasciano ampi spazi a Redick, che non si fa pregare per realizzare le sue conclusioni dalla lunga distanza (50-68). Golden State non demorde, si ricompatta e prova una nuova sortita guidata da Draymond Green, che realizza 6 punti nel controparziale di 10-0 che riapre i giochi (60-68). I Clippers trovano risorse da Jamal Crawford e apre l'ultimo quarto in vantaggio di 11 punti (64-75). Los Angeles prova a gestire il vantaggio ma ai Warriors bastano un paio di giocate per tornare a contatto. Le triple di Curry e Thompson annullano il vantaggio, e una nuova combinazione tra il play e l'ala porta Golden State a un solo punto di distacco (86-87). Dopo un canestro di Griffin, Thompson fallisce la tripla del pareggio. Golden State ne approfitta con Paul, che cattura il rimbalzo dopo l'errore di Thompson e sigla prima il +5 poi, da oltre l'arco, il +8 (86-94). I Warriors non si arrendono e con Curry trovano la tripla del -3 (93-96) a 50 secondi dalla sirena. Griffin in lunetta da 1/2 e i Clippers hanno bisogno di un'altra tripla. Ci prova Barnes, ma fallisce, il rimbalzo è preda di Lee che serve a Curry l'assist per la tripla del 96-97. Mancano 11 secondi, i Warriors ne impiegano quasi 3 per mandare in lunetta Paul. CP3 fallisce il primo libero, realizza il secondo. Golden State non punta al supplementare ed è naturalmente Curry a tentare il tiro della vittoria, ma la sua tripla non ha successo (probabile un contatto falloso di Paul) e il rimbalzo viene catturato, per la 22esima volta, da DeAndre Jordan.

Nonostante la vittoria, Doc Rivers non è soddisfatto. "Vincere giocando male è bellissimo, ma come coach so che possiamo fare meglio, e devo fare in modo che la squadra ci riesca."