Le decisioni di Silver: Sterling multato, sospeso a vita e costretto a vendere i Clippers

Arriva l'attesa mazzata sulla testa di Donald Sterling, il proprietario dei Clippers che si è lasciato andare, per l'ennesima volta, a commenti di sfondo razzista. Il commissioner NBA, Adam Silver, lo multa, lo sospende a tempo indeterminato e chiederà l'appoggio degli altri proprietari per costringere Sterling a vendere i Clippers.

Le decisioni di Silver: Sterling multato, sospeso a vita e costretto a vendere i Clippers
Le decisioni di Silver: Sterling multato, sospeso a vita e costretto a vendere i Clippers

La NBA prende ufficialmente provvedimenti contro le parole di Donald Sterling. Il commissioner Adam Silver ha comunicato durante una conferenza stampa le decisioni prese, sulla scia delle proteste a cui hanno aderito non solo giocatori e allenatori dell'NBA ma tutta la società americana, a cominciare dal Presidente Barack Obama. Sterling, che non è stato difeso nemmeno dalla moglie, ha ammesso che la registrazione consegnata ai media americani, probabilmente per ripicca dalla sua stessa (ormai ex) girlfriend, è della sua voce.

"Chiederò al board della NBA di costringere Sterling a vendere la squadra"


"Le affermazioni di Sterling sono contrarie ai valori di una lega multiculturale e multietnica coma la NBA," ha dichiarato Silver. "Da questo momento sospendo Sterling a tempo indefinito, gli commino una multa di 2.5 milioni di dollari, il massimo secondo le regole NBA." E infine, se la multa rappresenta nulla per un multimilionario come Sterling, arriva la memoriae: "Chiederò al board NBA di costringere Sterling a vendere la squadra." Per farlo, però, ci sarà bisogno dell'appoggio dei proprietari delle altre squadre: "I proprietari hanno il potere di rimuoverlo, a patto di avere il 75% dei voti."

Kevin Johnson, ex stella, sindaco di Sacramento e consulente del sindacato giocatori, era stato tra i più duri a condannare Sterling. Silver si rivolge ai giocatori: "Spero che siano soddisfatti delle azioni che abbiamo intrapreso, e che anche gli sponsor ci giudichino per le nostre risposte."

La prima risposta arriva da Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, che tramite twitter fa sapere di essere totalmente d'accordo con le decisioni di Silver.

"Non c'è spazio per i razzisti, non importa quanto ricchi e potenti essi siano"

Le parole più importanti, però, sono quelle di Kevin Johnson: "Questa decisione supera i confini del basket. Questo è un grande momento, in cui lo sport offre un'opportunità di cambiamento per il nostro paese. Non c'è spazio per i razzisti, non importa quanto ricchi e potenti essi siano. Sono orgoglioso di quanto compatti e risoluti si siano dimostrati i giocatori."

Non si fa attendere la risposta dei giocatori dei Clippers, che attraverso un comunicato dichiarano di appoggiare totalmente le decisioni di Silver e concludono con queste parole: "Adesso inizia il processo di guarigione."

La protesta dei Clippers: