NBA Preview, ep. 20: i Toronto Raptors

DeMar DeRozan è il leader degli ambizioni Raptors, che puntano a superare per la prima volta dal 2001 il secondo turno dei playoff. La preview di Vavel vi racconta la storia delle 20 stagioni dei Raptors in NBA, con i video più spettacolari di Damon Stoudamire, Tracy McGrady, Vince Carter, Chris Bosh, e delle loro sfide contro i Bulls di Jordan, i Sixers di Iverson e i Pistons di Wallace

I Toronto Raptors si avvicinano ambiziosi alla loro 21esima stagione NBA. L'obiettivo è arrivare per la settima volta ai playoff, magari superando il primo turno come non avviene dal 2001. I Raptors hanno vinto nella loro storia 629 partite, perdendone 881, con una percentuale di vittorie del 41.7%. Hanno scelto una sola volta con numero 1 assoluto del draft (nel 2006, arrivò Andrea Bargnani) e una col 2 (10 anni prima, scelsero Marcus Camby). Morris Peterson è il giocatore con più presenze in maglia Raptors (542, è anche il leader per triple realizzate, 801), mentre Chris Bosh, con 10275 punti, è il top scorer e secondo, con 20.2, per media punti, dietro a Vince Carter, leader con 23.3. 

La Storia Nel 1995 i Raptors, franchigia ideata nel 1993 come parte di un poi abortito progetto di espansione dell'NBA in Canada, disputano la loro prima stagione. Il primo GM, l' Hall of Fame Isiah Thomas (dimissionario nel '98), nomina l'ex compagno dei Pistons Brendan Malone head coach. Thomas, che in seguito farà danni a New York, non ha fortuna con il primo giocatore scelto, B.J. Armstrong, che rifiuta il trasferimento in Canada, e viene contestato per la scelta al draft di Damon Stoudamire, preferito all'MVP delle Final NCAA Ed O'Bannon. I Raptors vincono la prima partita contro i Nets, ma chiudono la stagione d'esordio con sole 21 vittorie, tra le quali una delle 10 sconfitte stagionali dei Bulls. Le cose vanno ancor peggio in seguito, tra infortuni, errori di mercato e cambi di proprietà, e i Raptors si segnalano più che altro perché tra le loro fila milita il più giovane giocatore della Lega, il 18enne Tracy McGrady. Con l'arrivo di Vince Carter, rookie of the year del'99, Toronto comincia a diventare una squadra competiva. Nel 2000, i canadesi chiudono la stagione con 45 vittorie, migliorando il record l'anno successivo vincendo 47 partite e superando anche il primo turno dei Playoff (3-2 contro i Knicks). L'avventura nei playoff 2001 si chiude con la sconfitta (3-4, Carter fallisce il tiro della vittoria) contro i Sixers di Iverson e Mutombo. Durante l'estate, i Raptors si rafforzano con l'arrivo del 39nne Hakeem Olajuwon, raggiungono nuovamente i playoff nonostante l'infortunio che costringe Carter a chiudere la stagione prima dell'All Star Game ma si arrendono ai Pistons di Big Ben Wallace. Il 2003 è un anno da dimenticare: infortuni a catena permettono soltanto 24 vittorie. Il draft del 2003 porta in dote Chris Bosh, ma sono ancora gli infortuni a tormentare i Raptors, che chiudono con 33 vittorie. Il 2004-05 segna il passaggio all'Atlantic Division ma anche, a metà stagione, l'addio a Carter, che dopo 403 partite e 9420 punti saluta i Raptors e passa ai Nets. L'anno dopo, ancora un infortunio, questa volta a Bosh, devasta la stagione, chiusa con sole 27 vittorie. Nel draft successivo, Toronto firma con la prima scelta assoluta Andrea Bargnani; Maurizio Gherardini viene nominato vice presidente e assistant general manager. La stagione si chiude con un apprezzabile record di 47-35, che vale il premio di coach of the year per Sam Mitchell. I playoff mettono di fronte il fischiatissimo ex Carter, che con i suoi Nets si aggiudica la serie per 4-2. Nel 2008 i Raptors raggiungono ancora i playoff, nonostante una nuova catena di infortuni, venendo eliminati dai Magic per 4-1. Il 2008-09 si apre in modo deludente: Mitchell viene esonerato e il sostituto, Jay Triano, non riesce ad andare oltre le 33 vittorie. Con la nona scelta del draft 2009, arriva DeMar DeRozan; tuttavia, un infortunio di Bosh coincide con una serie di sconfitte che costano i playoff. Perso Bosh, diretto a Miami, e fallite varie trade, i Raptors ottengono soltanto 22 vittorie. L'arrivo di Casey coincide con una lenta ricostruzione, conclusa col record di 48 vittore del 2014, offuscato però dall'ennesima sconfitta al primo turno dei playoff (3-4 contro i Nets).

Gli italiani Ben tre i connazionali che hanno vestito la maglia di Toronto. Il primo è Vincenzo Esposito, che disputa 30 partite con poca fortuna (3.9 punti di media), ma togliendosi la soddisfazione di segnare 17 punti (2/2 da 2, 3/7 da 3, 4/4 ai liberi) al Madison Square Garden. Andrea Bargnani resta ai Raptors per 7 stagioni, giocando 433 partite con 7139 punti. Una stagione, il 2009-10, per Marco Belinelli, con 66 partite (solo 1 in quintetto) e 469 punti

Il coach Il 57enne Dwane Casey è alla quarta stagione alla guida dei Raptors. Ottimo studente all'università di Kentucky, vi si laurea in business administration rivestendo i gradi di capitano della squadra di basket (12.3 punti e 6.1 assist di media in carriera) nel suo anno da senior. Lo storico coach di Kentucky, Joe B. Hall, lo spinge a intrapendere la carriera di allenatore. Dopo 10 anni come assistant tra le università di Western Kentucky e Kentucky, Casey viene squalifcato per 5 anni a causa di presunti pagamenti illeciti inviati al padre di Chris Mills. Casey verrà poi prosciolto dalle accuse e si avvicina alla NBA. Dal 1994 al 2005 è assistant ai Seattle SuperSonics, vincendo 4 titoli di Division. Nel 1998 è il coach della Nazionale giapponese che per la prima volta dopo 30 anni partecipa ai Mondiali FIBA. Nel 2005-06 gli viene affidata la prima panchina NBA, quella dei Minnesota Timberwolves, che chiudono la stagione con un record di 33-49. L'anno successivo, Casey viene esonerato dopo 40 partite (record di 20-20), e i Wolves vincono solo 12 delle restanti 42 gare. Casey viene ingaggiato come assistant dai Mavs, e nel 2011 è tra gli assistant di Rick Carlisle nella cavalcata verso il titolo. Ingaggiato a giugno 2011 dai Raptors. Dopo le 23 vinte della prima stagione e le 34 della seconda, nel 2013-14 Casey guida i Rapors a 48 vittore (miglior risultato di sempre) al titolo dell'Atlantic Division e, per la prima volta dopo 6 anni, ai playoff, guadagnandosi un rinnovo contrattuale di tre anni. 

La Stella 25enne di Compton, California, DeMar DeRozan viene scelto dai Raptors col numero 9 nel draft del 2009, dopo un solo anno di college a USC (quasi 19 punti e 6 rimbalzi di media). Ha chiuso il 2013-14 con 22.8 punti a partita (23.9 nei playoff, season high di 40 contro i Mavs), 4.3 rimbalzi e 3.9 assist, i migliori numeri della sua carriera. Al terzo anno di un quadriennale da 40 milioni, vuole ripetere la stagione che lo ha proiettato all'All Star Game e ai Mondiali (4.8 punti di media, 10 nella finale contro la Serbia). Finora ha disputato 383 partite in NBA, con 6402 punti. Coach Casey vede in lui ancora margini di miglioramento, soprattutto in difesa e nel tiro da 3. 

Il roster Casey dovrebbe partire con Kyle Lowry (18.2 punti e 7.2 assist lo scorso anno) e Terrence Ross (10.4 ppg col 38.2% da 3) guardie, DeRozan ala, Amir Johnson (10.4 punti e 6.5 rimbalzi) e Valanciunas (11.3 punti e 8.9 rimbalzi) sotto le plance. In panchina, Greivis Vasquez (9.6 punti e 3.9 assist), Tyler Hansbrough (4.8 punti), l'esordiente Will Cherry (quasi 12 punti e 5 assist in D-League), il 19enne rookie brasiliano Bruno Caboclo, scelto col numero 20 all'ultimo draft, e l'altro brasiliano Lucas Nogueira, ultima stagione all'Estudiantes Madrid (46/65 da 2 e 28 stoppate in 18 partite). Il mercato ha portato anche l'ala Jordan Hamilton (6.6 punti a Houston) e il ritorno del lungo James Johnson (ultima stagione 7.3 punti a Memphis).

Aspettative La squadra è, sostanzialmente, quella dello scorso anno. I Raptors puntano a consolidare una posizione di vertice a Est con sogno di superare, finalmente, lo scoglio del primo turno di post season, insormontabile dal 2001.