NBA Preview, ep. 25: i Los Angeles Clippers

Per anni in lizza per il titolo di peggior squadra della NBA, con buone possibilità di successo, i Clippers si presentano al via della nuova stagione come serie candidate alla conquista dell'anello. Da Bob McAdoo a Chris Paul, Vavel ripercorre la storia della franchigia, nata come Buffalo Braves e arrivata a Los Angeles, dopo un passaggio a San Diego, nel 1984.

La storia dei Los Angeles Clippers, che quest'anno potrebbe impreziosirsi del capitolo principale, non è ricca di successi, anzi errori di valutazione e record negativi ne occupano un grande spazio. Prima di arrivare nel 1984 a Los Angeles, i Clippers hanno fatto tappa a San Diego e, come "Braves", a Buffalo. Sono 45 le stagioni in NBA, con 10 partecipazioni ai playoff. Le vittorie sono 1360, le sconfitte ben 2200, per una percentuale di successi che non arriva al 40% (38.2%). Tra i 385 giocatori che hanno vestito la maglia dei Clippers, Randy Smith è quello con più partite (715), più punti (12735), più assist (3498) e recuperi (1072), il tutto in 9 stagioni (8 a Buffalo, 1 a San Diego) tra il 1971 e il 1979. Elton Brand è il primo rimbalzista (4710); Chris Paul è il primo per media assist (9.8) mentre World B. Costless, nato Llyd Bernard Costless (sì, c'è chi ha fatto peggio di Artest), ha la miglior media punti con 29.4, davanti a una leggenda dell'Olimpia Milano, Bob McAdoo, che si è "fermato" a 28.2. I giocatori introdotti nella Hall of Fame sono 4: Bob McAdoo, Adrian DantleyBill Walton, Dominique Wilkins. Nessun numero di maglia è stato fino a ora ritirato. Sono invece 25 i coach alternatisi in 45 anni: Mike Dunleavy è quello con più panchine (541) e stagioni (7). Doc Rivers ha chiuso la sua prima stagione con 57 vittorie, con una percentuale di 69.5 a cui non è arrivato nessuno dei suoi predecessori. Jack Ramsay, coach dei Braves tra il '73 e il '76, è stato introdotto nella Hall of Fame. Le prime scelte assolute al draft sono state Danny Manning (1988), Michael Olowokandi (1998, considerata la peggior prima scelta del decennio), Blake Griffin (2009)

Dal 1970 a oggi Nel 1970 la NBA dà il benvenuto a 3 nuove squadre: Cleveland Cavaliers, Portland Trail Blazer e Buffalo Braves. Il primo allenatore dei Braves fu una leggenda della NBA, Dolph Schayes, che merita un piccolo approfondimento. Tra il '56 e il '61, Schayes (in totale 1059 gare in NBA) viaggiò a oltre 20 punti di media, chiudendo la carriera con un titolo (vinto nel '55 con i Syracuse Nationals) e 12 partecipazioni all'All Star Game. Da allenatore, fu nominato Coach of the Year nel 1966, a la sua esperienza con i Braves si chiuse con sole 22 vittorie e 61 sconfitte. Suo figlio, Danny, 13esima scelta del draft dell'81, ha disputato 18 stagioni in NBA, raggranellando 1138 partite con 7.7 punti e 5 rimbalzi di media. Nel draft, i Clippers scelsero Randy Smith, che per anni mantenne il record di 906 gare consecutive disputate, poi battuto da A.C. Green.

Bob McAdoo
Bob McAdoo

L'arrivo di Bob McAdoo, subito Rookie of the year e poi MVP nel '75 (34.5 punti e 14.1 rimbalzi a partita), e di Ernie DiGregorio resero i Braves una squadra molto competitiva, capace di raggiungere per 3 anni di fila le semifinali di Eastern Conference, dove vennero sconfitti 2 volte dai Celtics e 1 dai Washington Bullets. La seconda metà degli anni 70 fu caratterizzata da febbrili trattative per cambi societari e clamorosi errori sul mercato: McAdoo venne ceduto ai Knicks, il Rookie of the Year Dantley spedito ai Pacers dopo una sola stagione e Moses Malone, futuro Hall of Fame, ai Trail Blazers dopo solo 2 gare. La squadra, profondamente indeboolita, faticò a raggiungere le 30 vittorie. Dopo diverse trattative non andate a buon fine (compreso un fantomatico trasferimento a Hollywood), i Braves traslocarono a San Diego nel 1978, cambiando anche nome in Clippers. Gli anni a San Diego si aprirono con un 43-39 nella prima stagione, che non valse però l'arrivo ai playoff. Lloyd Costless (non ancora World B. Costless) chiuse l'anno come secondo miglior marcatore della Lega (28.8, dietro a George Gervin, Hall of Fame che nell'86-'87 giocò con Roma, primo con 29.6). Nelle successive stagioni, i Clippers non arrivarono mai a un record positivo. Nel 1982, i Clippers furono acquistati da Donald Sterling che, spinto dai vuoti della San Diego Sports Arena, fece i bagagli e si trasferì a Los Angeles. Tuttavia, i risultati furono sempre deludenti. Tra l'86 e l'88, i Clippers vinsero soltanto 29 gare su 135. La fama di perdenti, per nulla migliorata dall'arrivo di Reggie Williams e dalla pima scelta assoluta dell'88, Danny Manning, spinse addirittura la seconda scelta dell'89, Danny Ferry, a preferire un anno in Europa (alla Virtus Roma, dove chiuse con 23 punti e 6 rimbalzi a gara) piuttosto che con i Clippers. Le sconfitte continuarono a essere più numerose delle vittorie per il restante scorcio degli anni'80 e per i primi del nuovo decennio. L'arrivo di Larry Brown, a metà della stagione 1991-92, rappresentò il cambio di rotta. Brown vinse 23 delle ultime 35 gare, portando i Clippers (che con poco più di mezzo milione di spettatori avevano la peggior media spettatori dell'NBA) per la prima volta, dopo 15 anni, ai playoff. La post season si chiuse dopo 5 gare contro Utah (98-89 in gara 5 per i Jazz, con 25 punti di Jeff Malone e 19 con 16 rimbalzi di Karl Malone), ma fu il preambolo per un buon 1992-93, chiuso con 41 W e 41 L e un nuovo accesso ai playoff, dove l'ostacolo insuperabile fu questa volta rappresentato dai Rockets, che si affermarono in 5 partite (84-80 in gara 5, con 31 punti e 21 rimbalzi di Olajuwon). L'addio di Brown fu seguito da una nuova serie di raccapriccianti prestazioni, come le 17 vittorie del '97-'98 o le 9 su 50 gare della stagione del lock out, a cui fece seguito la scelta, col numero 1 assoluto, di Michael Olowokandi nel draft del 1998 , preferito a Vince Carter, Paul Pierce, Dirk Nowitzki...Il nuovo millennio comincia con l'arrivo di Elton Brand, per anni punto di riferimento della squadra. Nel 2003 viene ingaggiato come coach Mike Dunleavy, che dopo un paio di stagioni di tentativi riesce a raggiungere la post season, che mancava da 8 anni. Dopo aver superato agevolmente i Nuggets (4-1), i Clippers si arenano contro i Suns, che prevalgono in 7 partite (127-107 in gara 7, con 30 punti di Shawn Marion e 29 di Steve Nash). Dunleavy non riesce a ripetersi, e le successive 4 stagioni sono sempre deludenti (19 vittorie nel 2008-09). L'arrivo di Vinnie Del Negro in panchina e soprattutto della nuova prima scelta Blake Griffin e di Chris Paul ridanno nuova linfa ai Clippers. Il 2012, dopo il nuovo lockout, si chiude con 40 vittorie e 26 sconfitte, ma soprattutto l'accesso, dopo 5 anni, ai playoff. Superati i Grizzlies in 7 partite (82-72 in gara 7), i Clippers sprofondano però contro gli Spurs, facili vincitori per 4-0. L'anno dopo, grazie a una serie di oculate operazioni sul mercato (Grant Hill, Chauncey Billups, Jamal Crawford), i Clippers sono tra i favoriti per il titolo. Durante la stagione regolare, chiusa per la prima volta con oltre 50 vittorie (56), i Clippers inanellano anche 17 vittorie consecutive. Tuttavia, ai playoff la squadra si disunisce, venendo eliminata già al primo turno, in 6 partite, dai Grizzlies. Del Negro viene sostituito da Doc Rivers. 


La scorsa stagione L'affair Sterling ha a lungo catturato le attenzioni della stampa. In campo, Rivers porta i Clippers a migliorare il record di vittorie (57), ma al primo turno si fatica più del previsto contro i Warriors, arresisi soltanto dopo 7 combattutissime partite (126-121 in gara 7, con 22 punti e 14 assist di Paul). Al secondo turno, i Clippers vincono la prima e la quarta gara contro i Thunder, si arrendono di 1 punto in gara 5 (105-104) e cedono la serie in gara 6 (104-98)

Il roster  Quintetto confermatissimo rispetto alla passata stagione con Paul (18.1 punti e 10.6 assist) in cabina di regia, JJ Redick (14.1 punti col 39.6 da 3 e il 92.2 ai liberi), guardia, Barnes (9.4 punti) ala piccola, Griffin (23.3 punti, 9.2 rimbalzi) e DeAndre Jordan (10 punti e 13.4 rimbalzi) sotto le plance. Dalla panchina, pronto come sesto uomo Jamal Crawford (17.8 punti). Confermata la scelta del draft 2013, Reggie Bullock (2.7 punti a partita nelle 43 gare disputate), col numero 28 all'ultimo draft è stato scelto C.J. Wilcox, una guardia uscita da Washington con 18.3 punti (season high di 31), il 39.1% da 3 e l'87.3 ai liberi nell'ultima stagione. Il mercato ha portato anche Jared Cunningham (16.5 punti in D-League, sporadiche apparizioni in NBA con Atlanta), Spencer Hawes (13 punti e 8.5 rimbalzi con i 76ers) e Jordan Farmar (10.1 punti con il 43.8% da oltre l'arco con i Lakers). Steve Ballmer, ex CEO di Microsoft, 51esimo uomo più ricco del mondo con oltre 22 miliardi di dollari di patrimonio personale, è il nuovo proprietario dal 12 agosto.

Il coach Nato a Chicago nel 1961, Glenn Anton "Doc" Rivers ha disputato 14 stagioni da giocatore in NBA. Le prime 8 sono targate Hawks (che lo scelsero al secondo giro nel draft del 1983; nello stesso draft furono chiamati anche l'attuale coach dei Lakers, Byron Scott, e quello dei Wizards, Randy Wittman. Ad Atlanta disputa 568 partite (13 punti e 6.8 assist di media), prima di trasferisi ai Clippers, dove resta 1 sola stagione (10.9 punti e 3.9 assist a partita. Nel 1992, il trasferimento a New York, con 99 gare in maglia Knicks nell'arco di 2 stagioni e spiccioli della terza (7.7 punti e 5.2 assist a partita) e infine, nel 1994, il passaggio agli Spurs, dove disputa le ultime 2 stagioni (con 4.4 punti e 2 assist a partita). Rivers ha disputato 10 volte la post season, giocando 81 gare di playoff (11.4 punti e 5.9 assist a partita) ed è stato selezionato per l'All Star Game del 1988. Rivers ha anche rappresentato gli USA ai Campionati Mondiali del 1982, durante i quali fu eletto miglior giocatore della manifestazione ma fallì, contro l'URSS, il tiro che avrebbe dato l'oro agli Stati Uniti. Da allenatore, ha vinto il titolo del 2008 con i Boston Celtics ed è stato nominato coach of the year nel 2000. In 16 stagioni, ha vinto 644 partite, perdendone 498. 

La Stella Chris Paul nasce a Winston-Salem il 6 maggio del 1985. Chiusa l'high school a Lewinsville con oltre 30 punti di media, resta al college di Wake Forest solo 2 anni (15.2 punti e 6 assist a partita nel corso della seconda  stagione) prima di essere scelto da New Orleans col numero 4 al draft del 2005. Nel corso delle 5 stagioni con gli Hornets conquista premi e riconoscimenti in serie: da matricola del mese a Rookie of the Year; 3 volte miglior assist man della Lega; 6 volte primo per numero di palloni recuperati; 4 volte nel miglior quintetto della stagione, 7 convocazioni all'All Star Game, di cui è stato MVP nel 2013...Con la Nazionale, ha vinto l'oro alle Olimpiadi di Pechino e  Londra, il bronzo ai Mondiali del 2006. Con New Orleans ha disputato 617 partite (18.7 punti e 9.9 assist di media), prima di passare nel 2011 ai Clippers, con cui è sceso in campo in 192 occasioni (18.5 punti e 9.8 assist di media). 


Le aspettative Il titolo non è assolutamente una chimera. CP3 è ancora la migliore point guard della Lega e in area Blake e Jordan (trasformato da Rivers, che ne ha valorizzato il potenziale), con Hawes a portare ossigeno, spaventano chiunque. Sul perimetro, Crawford garantisce punti a volontà, Redick continuità. Barnes non è il top, ma la sua esperienza fa comodo. Possono contendere a Spurs e Thunder il ruolo di sfidanti dei Cavs.