Andre Iguodala, l'Mvp inatteso che ha deciso le sorti di Golden State

Mai partito in quintetto durante le 82 partite di stagione regolare, il numero 9 dei Warriors ha cambiato l'inerzia delle Nba Finals, aggiudicandosi il premio di Most Valuable Player della serie contro i Cleveland Cavaliers.

Andre Iguodala, l'Mvp inatteso che ha deciso le sorti di Golden State
Andre Iguodala, l'Mvp inatteso che ha deciso le sorti di Golden State

Quando il commissioner Nba Adam Silver ha svelato il suo nome quale vincitore del premio di Most Valuable Player delle Finals 2015, il più sorpreso di tutti è stato proprio lui, Andre Iguodala, vincitore di un premio tanto meritato quanto inatteso. Stante l'impossibilità di destinare a LeBron James l'onorificenza di miglior giocatore della serie (solo Jerry West nel 1969 fu capace di essere nominato Mvp a fronte della sconfitta dei suoi Lakers contro i Boston Celtics), la scelta è stata quella di premiare l'uomo che ha cambiato l'inerzia della finale, nonostante non fosse il più forte tra i giocatori in campo.

Dopo le prime tre gare di assoluta sofferenza per i Golden State Warriors, la scelta di Steve Kerr di varare il quintetto piccolo, con l'ex giocatore di Sixers e Nuggets a rilevare Andrew Bogut, centro titolare della squadra, si è rivelata vincente. Iguodala, da veterano (31 anni compiuti in gennaio) e uomo spogliatoio, ha messo al servizio della causa tutta la sua esperienza, consentendo al suo staff tecnico di cambiare strategia offensiva puntando su uno schieramento a quattro esterni e un solo lungo (Draymond Green, cui hanno dato il cambio David Lee e Festus Ezeli). La sua difesa individuale su James è stata eccezionale, riuscendo a contenere nei limiti di quanto sia umanamente possibile il furore realizzativo del Re, costringendolo a dover sudare per ogni singolo canestro, sottraendo così altre energie preziose ai derelitti Cavs. "Difendere su James è la cosa più difficile che si possa fare su un campo da basket", il riconoscimento di Kerr nei confronti del suo numero 9.

Deliberatamente lasciato libero di tirare, Iggy - come lo chiamano i suoi compagni di squadra - ha risposto presente, con tiri da tre punti importanti, assist per i compagni e un contributo super nella transizione offensiva (sue due tra le più belle schiacciate della serie). Con Andre in quintetto il campo è sembrato enormemente più largo per Curry e compagni che, da quella gara-4 giocata a Cleveland, non hanno più sbagliato un colpo, chiudendo in tre atti delle Finals che sembravano preludere al primo trionfo dei Cavs.  "Iggy è quello a cui guardiamo quando siamo in difficoltà", ha dichiarato Draymond Green, altra giovane stella dei Warriors in sofferenza nelle prime partite contro i Cavs. Il contributo di Iguodala è andato oltre i punti messi a referto, le prestazioni difensive e le triple, facendo sì che i compagni potessero contare su un un difensore individuale eccezionale contro James, capace di contenerlo per i primi due-tre palleggi, in modo tale da far scattare tempestivamente gli aiuti dal lato debole. D'altronde, una volta scelta una single coverage su LeBron, Golden State aveva la necessità di trovare un giocatore credibile per la sua marcatura, anche perchè l'ottimo Harrison Barnes delle finali non era in grado di svolgere lo stesso lavoro di Iggy.

Dopo una carriera che inizialmente sembrava poterlo portare ad assurgere al rango di superstar nella Philadelphia dell'ultimo Allen Iverson, le quotazioni dell'uomo da Springfield sono andate via via in ribasso, al punto da far ritenere a molti che oltre lo spiccato atletismo ci fosse ben poco. Ma l'All Star 2012, anno in cui ha conquistato anche l'oro olimpico a Londra con gli Stati Uniti di coach K, ha continuato per la sua strada, accreditandosi come uno tra i migliori difensori in circolazione. Coinvolto in una trade tra Philadelphia, Lakers e Nuggets, nello stessa stagione si accasa a Denver, dove resterà per un anno, senza tuttavia mai convincere pienamente, sino a diventare free agent nell'estate 2013, quando si accorda con i Warriors per un quadriennale da 12 milioni di dollari l'anno.

La storia di Andre Iguodala è, insieme a quelle di Dellavedova e Livingston, una delle più incredibili delle Nba Finals 2015. Mai un giocatore che in tutta la regular season era sempre e solo partito dalla panchina aveva vinto il premio di Mvp della serie finale. Iggy ha riscritto anche questa piccola parte della storia dei Warriors, tornati a trionfare dopo quarant'anni di traversata nel deserto Nba.