Nba, Bargnani, Belinelli e Gallinari. Tre sfide diverse per gli italiani d'America

Mancano poco più di quattro settimane all'inizio della nuova stagione Nba e i tre azzurri si preparano alle rispettive avventure negli States.

Nba, Bargnani, Belinelli e Gallinari. Tre sfide diverse per gli italiani d'America
Nba, Bargnani, Belinelli e Gallinari. Tre sfide diverse per gli italiani d'America

Hanno fatto appassionare alle vicende della nazionale italiana di pallacanestro agli ultimi Europei anche chi solitamente non segue con grande assiduità il mondo del basket. Ora sono pronti a dividersi per prepararsi al meglio alla prossima regular season Nba. Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Danilo Gallinari (rigorosamente in ordine alfabetico) sono attesi a una stagione cruciale negli Stati Uniti, unici rappresentanti azzurri dopo l'addio Nba di Gigi Datome, tornato in Europa dopo due esperienze non felicissime ai Detroit Pistons e ai Boston Celtics. Tre storie diverse, di giocatori diversi, ciascuno però con ancora mlto da dimostrare al di là dell'oceano, in una lega che ormai appartiene loro per talento e personalità.

ANDREA BARGNANI

"The Big Tease". Traducibile liberamente dall'inglese come "la grande presa in giro", è l'etichetta affibbiatagli da un guru del gioco come Phil Jackson che il Mago Bargnani dovrà togliersi di dosso nella sua nuova avventura ai Brooklyn Nets. Sparito causa infortuni assortiti nei meandri del Madison Square Garden per circa un anno della sua doppia stagione ai Knicks, il romano avrà ora a sua disposizione l'occasione per riscattarsi nell'altra franchigia di New York, quei Brooklyn Nets ancora alla ricerca di un'identità dopo il trasferimento dal New Jersey. Inutile girarci attorno, le quotazioni di Bargnani nel mondo Nba sono in picchiata da un po': troppi gli stop and go e le aspettative disattese dopo la prima scelta assoluta al Draft del lontano 2006, per non parlare di paragoni ingombranti (uno su tutti, Dirk Nowitzki) che hanno montato via via sull'azzurro un'attenzione spasmodica, solo a tratti ripagata dal talento unico del Mago. Che ora si ritrova nel reparto lunghi dei Nets, a dover sgomitare con i vari Brook Lopez e Thaddeus Young per un posto centrale nelle rotazioni di coach Lionel Hollins. La delusione di Jackson per il rendimento del suo (ex) giocatore è stata probabilmente eccessiva rispetto alla resa di tutta la New York versione Knicks dell'ultimo biennio. In una squadra in cui non ha funzionato niente, non poteva certo pretendersi che fosse Bargnani a ricoprire il ruolo di salvatore delle sorti della franchigia del Madison Square Garden. Faide interne allo spogliatoio, cambi di allenatore e di indirizzo tecnico, in aggiunta a lunghi ed estenuanti infortuni hanno reso un vero e proprio calvario l'avventura di Andrea a New York, comunque capace di mostrare i suoi lampi in un attacco stagnante come pochi altri nell'Nba. Ora, alla soglia dei trent'anni, c'è da trovare una nuova dimensione: non più grande promessa dal talento inespresso, ma solido giocatore di rotazione in una squadra che ha l'obiettivo dichiarato di tornare ai playoff ad Est. Se il Mago sarà quello ammirato a Euro 2015, la sua sarà una scommessa vinta, con nuove prospettive che potrebbero aprirglisi anche sul fronte del mercato, magari con una trade anticipata rispetto alla scadenza del suo contratto a Brooklyn (un biennale al minimo salariale).

MARCO BELINELLI

Chi sembrava invece avere poca strada da percorrere nella National Basketball Association è Marco Belinelli da San Giovanni in Persiceto. Atteso dai più a un rapido ritorno in Europa dopo le prime difficili stagioni, il Beli si è imposto alla grande anche nella lega cestistica più importante al mondo, affermandosi prima ai Chicago Bulls e poi ai San Antonio Spurs, dove si è addirittura tolto la soddisfazione di contribuire alla conquista del quinto titolo nella storia della franchigia. Due anni in Texas consegnano all'intero basket Nba un giocatore ormai maturo, consapevole delle sue potenzialità (non a caso vincitore della gara del tiro da tre punti all'All Star Game 2014), che è approdato la scorsa estate ai Sacramento Kings. Dagli Spurs ai Kings il passaggio potrebbe non essere indolore, considerando che i primi costituiscono l'elite dell'elite della Western Conference, mentre i secondi mancano i playoff da oltre un decennio. Ma quest'anno c'è aria di riscatto nella capitale californiana: sotto la guida del maestro George Karl, è stato ingaggiato anche Rajon Rondo, ex superstar al momento in ribasso dopo l'orribile avventura a Dallas, pronto a formare una coppia di rara imprevedibilità con DeMarcus Cousins, centro potenzialmente dominante ma sinora noto più per un carattere fumantino che per continuità di rendimento. Belinelli ha scelto Sacramento per trovare finalmente un minutaggio da titolare e svestire i panni dell'uomo che esce dalla panchina per produrre punti in tutta fretta. Nel suo ruolo la concorrenza non è agguerritissima (a meno di non voler considerare Ben McLemore un giocatore più affidabile del Beli), e il contesto tecnico potrebbe anche essere quello giusto, a condizione tuttavia che i Kings comincino a ingranare sin dall'inizio, altrimenti il rischio di piombare nell'anonimato Nba tornerà ad agitare ben presto l'intero ambiente californiano.

DANILO GALLINARI

Il Gallo visto agli Europei è la miglior notizia che i Denver Nuggets potessero ricevere in questa estate 2015. Sostanzialmente costretti a cedere Ty Lawson a Houston, e con un nuovo allenatore in panchina (Mike Malone in uscita proprio da Sacramento), i dirigenti della franchigia del Colorado si godono un Gallinari finalmente risanato, e definitivamente designato come il punto di riferimento tecnico della squadra. Stoppato sul più bello da un grave infortunio al ginocchio nel 2013, Danilo rimane un giocatore con enormi - e in buona misura inesplorati - margini di miglioramento. Tiratore affidabile da tre punti, la sensazione è che il ventisettenne da Graffignana sarà sempre più coinvolto con la palla in mano e vicino a canestro, assecondando un'evoluzione tecnica che potrebbe tranquillamente portarlo tra i primi trenta giocatori della lega. La squadra che il general manager Tim Connelly gli ha costruito intorno non è esattamente una corazzata, con il giovane Mudiay scelto al Draft per prendere il posto di Lawson, e un nutrito gruppo di giocatori di medio livello (Faried, Chandler e compagnia) che avrebbe bisogno di un miracolo per raggiungere i playoff nel selvaggio West. In questo contesto Danilo Gallinari sarà il centro motore dei Nuggets, come tale prevedibile protagonista della prossima stagione al Pepsi Center, ma anche soggetto alle frustrazioni derivanti dal giocare in una squadra non molto futuribile, che vivrà alla giornata in attesa di tempi migliori. Già rientrato - con buoni riscontri - nel finale della scorsa regular season, il Gallo si appresta a cominciare da leader una stagione per lui cruciale, la prima del nuovo contratto che lo ha eletto definitivamente a uomo franchigia di Denver.