La storia è un'altra volta quella. "Cosa ha innescato la difesa che abbiamo visto nel 2° tempo?" chiede Jason Jackson a Chris Bosh nell'intervista a fine contesa. "Devo dare credito un'altra volta ad Udonis Haslem". Di nuovo?! 

UD, tri-capitano nonché leader maximo dello spogliatoio di South Beach, c'è ricascato. I Miami Heat erano sotto di tre in una gara equilibrata nel punteggio e giocata a ritmi lenti contro i Toronto Raptors stanotte. Non erano parsi malaccio in confronto agli avversari. Tuttavia dai Miami Heat ci si aspetta ben altro, non di certo la concessione di quella marea di punti nel pitturato come successo nel primo tempo. E' su quello che si concentra la sfuriata di Haslem. "Non gli piaceva cosa stava vedendo. Frasi? No, nessuna frase. Era tutto un BEEP BEEP BEEP". Praticamente la stessa cosa era successa contro Houston, quando Miami da -21 è andata a vincerla di 20, anche qui grazie all'eruzione di Haslem. Parole di Spolestra: "Quando sono entrato nello spogliatoio (all'intervallo contro Houston, n.d.r.) UD era a metà del discorso. Non rimaneva molto altro da dire". "Giusto un paio di bottiglie fatte volare", risponderà lo stesso Haslem.

Stessa cosa deve essere successa oggi, stando a quanto racconta Bosh. Miami gioca un secondo tempo fatale a Toronto e si riporta in positivo nel record (4-2), dopo la sconfitta ad Indiana ed all'alba di una striscia di sette partite consecutive da giocare alla Triple A. Il primo ad aver tratto benefici dall'esplosione di Haslem sembra esser stato proprio Bosh: 2/7 nel primo tempo, poco deciso come gli capita troppo spesso quest'anno. Nel secondo tempo 6/7 dal campo, 16 punti e partita svoltata anche grazie a lui, che chiude con 23, 8 rimbalzi, nemmeno una palla persa, 8/14 dal campo ed addirittura quattro bombe da tre (career-high per triple segnate in una partita pareggiato). CB1 quando vede i suoi ex compagni non si fa impietosire e con quella di oggi si porta a 12 vittorie e 0 sconfitte.

Dietro di lui per punti segnati Hassan Whiteside, unica nota positiva in attacco per Miami nel primo tempo. Il centro chiude con la terza doppia doppia stagionale (20 punti, 10 rimbalzi) condita dall'ennesima performance "á la" Mutombo: 6 stoppate. Tabellino riempito quasi tutto nel primo tempo (7 dei primi 11 punti di Miami sono suoi). Eppure, nonostante le i 6 blks, la difesa di Whiteside attorno al ferro era parsa parecchio lacunosa. Il centro sembrava quasi timoroso di entrare nel troppo familiare trouble-foul. Troppo spazio concesso a Valanciunas che a metà secondo quarto arriva a facilmente quota 16 punti (chiuderà con 17, a dimostrazione di come il secondo tempo difensivo degli Heat rasenti il perfetto) e che monopolizza l'attacco canadese nelle prime battute. Non che il rendimento difensivo del lituano sia così migliore di quello di Hassan: sul 20-17 per Toronto ben 30 dei 37 punti che le due squadre combinano sono arrivati da dentro l'area. Poco coinvolto il back-court, di entrambe le franchigie:  Lowry e DeRozan si fermano a 12 punti combinati nel primo tempo, Wade Dragic (cui primo canestro arriverà a 7.15 minuti dalla fine del terzo) addiritura a 7.
 

Non è un caso che Miami imbocchi la curva che la porterà in testa al traguardo quando Spoelstra, durante il consueto giro di sostituzioni, manda in campo un quintetto composto da Chalmers (anche nel primo tempo aggressivo e pimpante) - Tyler Johnson (solita scarica di energia dalla panca, per lui altra tornata da 10 punti) - Winslow (di cui parleremo dopo) - McRoberts - Bosh. Con questi cinque in campo Miami non ne sbaglia più una e scappa via: prima +7, poi +9, fino al +14, forte anche di quanto costruito dalla solita sweet connection Wade - Whiteside, con il primo che con i 12 punti odierni sorpassa Pippen come 53° marcatore all-time in NBA ed il secondo che comincia bene il secondo tempo proprio come aveva fatto nel primo (ad un certo punto arriva a sommare 9 punti, 3 stoppate e 6 rimbalzi nel solo terzo periodo). 

Dall'altra parte a rendere la vita difficile agli Heat ci stava provando DeMar DeRozan, finalmente attivo dopo un inizio lento. Un paio di canestri per trovare il ritmo e caricarsi la squadra sulle spalle nel terzo periodo. Poi l'entrata in campo di Winslow. E di lì la partita può considerarsi chiusa: il rookie ex Duke, insieme alla second unit di cui sopra, manda al manicomio i Raptors. Ad un certo punto Toronto gioca cinque empty trips cosecutivi, con Miami che si lancia e contropiede e chiude lo scambio con una schiacciata ora di Tyler Johnson, dello stesso Winslow o di McRoberts. Alla fine Winslow costringerà DeRozan a 6 palle perse in 36 minuti giocati. "DeRozan è il loro leading-scorer. Winslow gli ha fatto vivere un brutto incubo", dirà Bosh. Offensivamente piuttosto acerbo, Justise sta sorprendendo tutti per il suo lavoro difensivo, anche chi già era conscio delle sue capacità atletiche: secondo le statistiche su 100 possessi il suo diretto avversario mette a segno appena 76.3 punti, perde la palla 24 volte e come percentuale al tiro reale conta un abbacinante 36.2%. Questa è la media in sette partite di Winslow: sette partite nelle quali fra l'altro ha già difeso James Harden, LeBron James, Paul George ed oggi DeMar DeRozan. Giusto qualche nomignolo. E il fatto che Spoelstra gli assegni difensivamente il compito di contenere la principale minaccia perimetrale avversaria non appena entra in campo non fa che rafforzare le convinzioni.

Quei cinque possessi a vuoto portano Miami sul +17. Sul tabellone ben chiare le statistiche: al tiro nel secondo tempo Miami 17/32, Toronto 5/24 (i Raptors chiuderanno con il 21.9% nel secondo tempo). L'inedito quintetto di "riserve" entra in scena a 2.25 minuti dalla fine del terzo e rimane sul parquet  fino a 3.26 minuti dalla fine del quarto. Praticamente undici minuti interi, nei quali Lowry prosegue nella sua serata no (4/16 al tiro, terza consecutiva sotto il 40%), Valanciunas non segna più, DeRozan come detto non riesce a sfondare (anzi sì, sfonda ma fallosamente: per Winslow due falli di sfondamento presi sul numero 10) e gli altri non contribuiscono. Nemmeno James Johnson, che aveva giocato un decente primo tempo in sostituzione DeMarre Carroll, a riposo per dei dolori al tallone destro che secondo Casey "hanno compromesso le sue performance". Dopo un terzo quarto da 30-16 per Miami, gli Heat impacchettano il regalo nel finale con un parziale di 18-3. 

Sull'impatto della second-unit di Miami si soffermano Tyler Johnson e McRoberts a fine gara: "Chris (Bosh, n.d.r.) e Josh (McRoberts, n.d.r.) per essere dei lunghi muovono la palla benissimo", afferma TJ. "Per gli altri Josh (McRoberts, n.d.r.) rappresenta un miss-match perché è proprio un play. Quando sono in campo la palla si muove da un lato all'altro benissimo". Per McRoberts invece l'importanza sta tutta nelle "spaziature. Abbiamo un gruppo generoso. Se le spaziature sono ben approntate e la palla si muove bene i tiri buoni arrivano da sé".

Le statistiche:

I tabellini:

Prossimi impegni:

Miami Heat: la notte fra martedì e mercoledì - LA Lakers

Toronto Raptors - New York la notte fra martedì e mercoledì