NBA - In sala video: i 5 minuti finali sono l'essenza di ciò che è Golden State

Ripercorriamo la cavalcata della scorsa notte. A Los Angeles, una scarica a firma Warriors.

NBA - In sala video: i 5 minuti finali sono l'essenza di ciò che è Golden State
In sala video: i 5 minuti finali sono l'essenza di ciò che è Golden State

Negli ultimi minuti di questa bellissima sfida tra Clippers e Warriors, il coach ad interim di Golden State, Luke Walton, ha fatto ricorso al quintetto piccolo che ha permesso loro di vincere le Finals qualche mese fa. Ma questo sicuramente già lo sapete, così come probabilmente saprete le statistiche impressionanti dell'ultimo quarto di Curry e soci, oltre che degli ultimi cinque minuti in cui c'erano in campo Curry, Thompson, Iguodala, Barnes e Green. Allora, a meno che non abbiate visto la partita in diretta, l'unica cosa che vi rimane da fare è vedere azione per azione (o quasi) cosa è sucesso negli ultimi 5 minuti. Mettetevi comodi, perchè nelle clip che troverete di seguito vedrete il motivo per cui Golden State in questo momento è una squadra unica per caratteristiche. C'è tanto, tanto basket da gustare.

Cominciamo allora con 5 minuti e qualche secondo sul cronometro: Paul Pierce ha appena messo la tripla del +10, ma i Warriors senza scomporsi vanno dall'altro lato e giocano un pick&roll con Curry palleggiatore. Alla difesa non importa neanche chi sia il bloccante, perchè se c'è Curry va raddoppiato.

La palla però esce subito e bene dal raddoppio trovando il rollante Green, e la difesa dei Clippers deve ruotare. Pierce va a mettersi sulla strada di Green verso il canestro, Griffin scala per impedire uno scarico sotto per Barnes, e chi rimane scoperto è Iguodala.

La scelta della difesa, come ammesso da Rivers nel postpartita, è la stessa fatta dai Cavs nelle Finals: se deve batterci qualcuno, quel qualcuno deve essere Iguodala. Che però è ormai uno specialista nel tiro da 3 dall'angolo e lo manda a bersaglio, 112-105.

I Clippers rispondono dando palla al gomito a Griffin, che con un hand-off la consegna a Craword, il quale penetra attirando l'aiuto di Green e scarica per Griffin ancora al gomito. A questo punto si torna nelle mani di Paul per giocare un pick&roll con Griffin. Curry, che in precedenza sulla penetrazione aveva cambiato uomo con Green, ora cambia con Thompson: Griffin ha quindi un mismatch perchè marcato da Thompson e riceve spalle a canestro. Il problema è che quando il lungo dei Clippers riceve mancano solo 5 secondi sul cronometro dei 24, e così quando Iguodala va a portare il raddoppio i Clippers non hanno molto tempo per sfruttarlo a proprio favore. Craword deve prendersi questo tiro da 3 che non va. Green, che aveva contestato il tiro, fa il cosiddetto leak out andando in attacco prima che i suoi abbiano controllato il rimbalzo, venendo subito servito dai suoi compagni dopo aver ottenuto una posizione estremamente profonda. A questo punto deve solo girarsi e poggiare a tabellone i 2 punti del -5, 112-107.

I Clippers qui isolano Paul e Griffin per far giocare loro un pick&roll, che la difesa di Golden State come suo solito manda sul fondo. Green fa segno a Thompson di cambiare uomo, ma la guardia rimane su Paul, che è così sostanzialmente raddoppiato, e avrebbe uno scarico per Griffin che è però alle sue spalle e quindi non può essere visto.

Dopo che per un attimo c'è stato un raddoppio, Thompson va poi su Griffin, lasciando Green su Paul e "completando" così il cambio-uomo. Paul continua a palleggiare lungo la linea di fondo e trova Craword, sul quale però recupera perfettamente Curry (che era pronto a ruotare in caso di scarico per Griffin). La palla torna a Paul, che batte Green sul primo passo ma va a sbagliare in entrata contro l'ottimo aiuto di Barnes.

La lotta a rimbalzo favorisce i Clippers, che dalla rimessa giocano un altro pick&roll Paul - Griffin, e Golden State cambia ancora, con Green che va su Paul e Thompson su Griffin.

Griffin viene servito spalle a canestro, ma nel momento in cui per attaccare il canestro dà la nuca al resto del campo, arriva il raddoppio di Barnes.

Il tempismo è perfetto e infatti Griffin è in netta difficoltà, riuscendo ad uscire da questa situazione solo grazie ad una chiara infrazione di passi non ravvisata dagli arbitri. Il suo tiro comunque non va, e i Warriors essendo più piccoli soffrono a rimbalzo concedendo il rimbalzo in attacco a Jordan. Ma questo non vuol dire che smettano di lottare: infatti la palla prima viene tolta dal controllo di Jordan grazie alle mani rapide di Green, e poi quando finisce nelle mani di Griffin, ci sono ben quattro avversari attorno a lui. Palla persa Clippers.

Golden State va in attacco e gioca un altro pick&roll Curry - Green (che riusciamo solo ad intuire perchè la regia americana nel frattempo stava mandando un replay dell'azione precedente), e la squadra di Doc Rivers raddoppia ancora il palleggiatore.

Curry riesce di nuovo a liberarsi facilmente del pallone servendo Green, sul quale deve ruotare Griffin, lasciando ancora una volta solo in angolo Iguodala.

Green lo serve e Iguodala mette la tripla del -2 (112-110).

Dopo il time-out Rivers vuole che i suoi servano Griffin spalle a canestro, marcato da Green che è fisicamente più piccolo, dopo che una guardia abbia sfruttato un suo blocco. La sua squadra esegue e Griffin riceve, ma Green come spesso accade non si fa spostare e lo costringe a prendere un tiro difficile, che infatti non va a segno:

Andiamo un po' avanti, saltando le triple di Thompson, Crawford e Curry che non sono frutto di nessuna situazione tattica particolare, e arriviamo alla rimessa dalla linea di fondo dei Warriors, che sono avanti di 1 punto. Curry taglia verso la palla per ricevere ma Paul difende bene, e la stessa cosa fa Thompson difeso bene da Crawford. La situazione di panico per la difesa avversaria la crea come al solito Curry, nel momento in cui vuole sfruttare quello che viene comunemente chiamato elevator screen. È una situazione, introdotta quando erano allenati da Marc Jackson, in cui due attaccanti portano un blocco lasciando uno spazio tra di loro nel quale deve passare il loro compagno: appena questo passa, i due bloccanti si avvicinano chiudendo lo spazio così come si chiudono le porte di un ascensore (da qui il nome elevator screen).

Paul riesce a passare in maniera perfetta e a restare incollato a Curry, ma Griffin, spaventatissimo dalla possibilità che Curry possa ricevere fuori dall'arco dei 3 punti, decide di cambiare uomo.

Non c'è comunicazione, e così l'uomo di Griffin (Green) può tagliare comodamente a canestro, essere servito da Iguodala e segnare il più facile dei canestri per il +3 ospite.

Con Los Angeles alle corde, Paul vuole sfruttare due blocchi portati da Jordan e Griffin. Green come al solito cambia e muove bene i piedi contro Paul, che va a forzare l'entrata trovando un tiro difficile. Da notare come dopo il tiro di Paul ci siano ben quattro giocatori di Golden State che si avventano a rimbalzo, sapendo di dover pur rimediare in qualche modo alla loro minore stazza. Il rimbalzo va al più piccolo, Curry.

A chiudere i conti ci pensa che Curry, che dopo il cambio sul pick&roll attacca Jordan lasciandolo sul posto grazie al crossover prima di subire il fallo dello stesso Jordan.

La chiave di questo quintetto di Golden State è l'unicità di Green, di cui ho già parlato, che può nello stesso possesso tenere in 1contro1 il playmaker avversario e non andare sotto fisicamente contro un lungo. La domanda ora è: chi fermerà Golden State, attualmente 13-0 e che vincendo le prossime tre partite diventerebbe la prima squadra nella storia della Nba ad iniziare la stagione con 16 vittorie consecutive? E, ancora più importante: quando nei Playoffs Golden State userà con maggiore frequenza questo quintetto piccolo, c'è qualcuno che riuscirà a tenergli testa?