Whiteside, Winslow e vintage Wade: il percorso da contender dei Miami Heat

I numeri ed i segreti dell'inizio di stagione positivo dei nuovi Miami Heat orfani di LeBron James. Sono loro la vera rivale dei Cleveland Cavs?

Whiteside, Winslow e vintage Wade: il percorso da contender dei Miami Heat
Whiteside, Winslow e vintage Wade: il percorso da contender dei Miami Heat

C'è una scena, forse, che meglio di tutte le altre racconta la possibile futura rivalità della Eastern Conference. 

Inizio del quarto periodo della sfida tra i Miami Heat ed i Cleveland Cavaliers, orfani di LeBron James, lasciato a riposo da coach Blatt nella seconda sera di un back-to-back in trasferta. 
La squadra della Florida non ha difficoltà ad avere la meglio sui Cavs ed i tifosi degli Heat intonano un coro irrisorio nei confronti del loro ex beniamino "LeBron is tired". James, seduto in panchina, sorride e mostra i due anelli vinti con la maglia degli Heat. Una scena simpatica e carica di significati emotivi perché potrebbero essere proprio i Miami Heat, la squadra che ha condotto il fenomeno dell'Ohio al suo primo titolo Nba, l'anti-James nella Eastern Conference

Il fattore American Airlines Arena

I Miami Heat hanno vissuto un inizio di stagione estremamente positivo, che li porta allo stato attuale ad avere il quarto miglior record della lega con 12 vinte e 7 perse. In pochi avrebbero scommesso su una partenza di questo tipo, considerati i tanti innesti e le incognite fisiche di giocatori come Dwyane Wade,Chris Bosh e Luol Deng. Ed invece gli Heat si sono fatti trovare subito pronti, sfruttando anche un calendario favorevole. Nelle prime 19 partite di regular season hanno disputato solamente 5 partite in trasferta ed in tre di queste hanno dovuto cedere il passo a Cavs, Pacers e Hawks, ovvero tre rivali per il titolo di campioni della Eastern Conference. La loro consistenza, dunque, andrà misurata meglio quando il calendario diventerà più complesso e dovranno fare i conti con i lunghi viaggi ad Ovest. Sarà lì che si vedrà la tenuta fisica di veterani come Wade e Bosh e quella mentale dei giovani emergenti, su tutti Whiteside, Winslow e Johnson. 

Defence, defence 

Il segreto di questa partenza sprint degli Heat è senza dubbio uno: la difesa. La squadra di coach Spoelstra è la seconda per punti concessi su 100 possessi (96.0), dietro solo ai San Antonio Spurs. Il miglioramento rispetto alla passata stagione è evidente: nel 2014-2015 Miami ha fatto registrare un Defensive Rating di 103.8, con un differenziale, quindi, di quasi 8 punti, che la rende la difesa maggiormente migliorata nel confronto con un anno fa. Il team della Florida è nella top10 in quasi tutte le principali classifiche difensive. Concedono, ad esempio, la seconda peggior percentuale dal campo ai propri avversari con il 41,2% e la quarta peggior percentuale nel tiro da tre (31,7%). 

Ma dove sono eccellenti è senza dubbio nella difesa del ferro. Lo dimostra soprattutto il numero di stoppate (7.6 a partita, la cifra più alta della lega) ed i punti concessi nella restricted area (54,7% la sesta peggior percentuale concessa agli avversari). Ovviamente, gran parte dei meriti di queste statistiche sulla rim protection vanno ascritti ad uno dei centri più dominanti degli ultimi mesi: Hassan Whiteside. La parabola del prodotto della Marshall University è una storia made in Usa se ce n'è una. Dopo aver vagato tra il campionato libico e quello cinese esplode negli Iowa Energy, team di D-League, dove viaggia ad oltre 22 punti, 15 rimbalzi e 5 stoppate a partita, tirando con un irreale 85,7% dal campo. 

Cifre che gli valgono un contratto parzialmente garantito agli Heat. Da lì in poi Whiteside non si è più voltato più indietro, diventando il perno della difesa di Miami, nonchè uno dei giocatori più appetibili della prossima free agency. Whiteside non brilla certamente per intelligenza cestistica, ma ha degli istinti clamorosi che lo portano a tentare (spesso con successo) la stoppata quando un avversario arriva nella sua area di competenza. Con 4.5 stoppate di media è nettamente il migliore della lega in questa specialità (il secondo, Anthony Davis, ne piazza 2.7 a partita). In queste prime diciannove partite Whiteside ha piazzato 85 stoppate: per rendere l'idea dell'enormità di questo numero, facciamo notare come sei squadre, Wizards, Pistons, Cavaliers, Pacers, Mavericks e Grizzlies, abbiano realizzato meno stoppate del solo centro degli Heat. La coppia di lunghi formata da Bosh e Whiteside è, dunque, una vera e propria garanzia di protezione del ferro, in una lega dove la difesa del pitturato è ormai un aspetto essenziale per evitare conclusioni ad alta percentuale. 

Winslow e Wade: passato, presente e futuro degli Heat

Una delle chiavi di questo inizio di stagione di Miami è certamente la profondità del roster. Dragic, Deng e McRoberts, al netto di infortuni, garantiscono esperienza e versatilità, dando l'opportunità a Spoelstra di sperimentare anche numerosi quintetti piccoli. Ma è soprattutto l'apporto dei giovani il vero punto di forza di questa squadra. Oltre al già citato Whiteside, sono sempre più importanti negli equilibri difensivi del team Tyler Johnson e Justise Winslow. Il primo, dopo quattro anni alla Fresno State University, non è stato scelto nel draft 2014. Spoelstra nella passata da stagione lo ha pescato dalla D-League e non ha affatto sfigurato come cambio di Dragic. Il suo impatto sulla squadra in questo inizio di stagione è ulteriormente cresciuto, grazie ad una buona dose di atletismo e di intangibles, portando la second unit degli Heat ad essere una delle migliori della lega. Proprio per dargli maggiore spazio la dirigenza di Miami ha deciso di tradare Mario Chalmers, finito ai Memphis Grizzlies. 

Coach Nick ci aiuta a scoprire l'unicità di Tyler Johnson

Ma il presente ed il futuro della squadra della Florida passerà dalle fortune di due giocatori, che sono e saranno, per un motivo o per un altro, il volto della franchigia: Justise Winslow e Dwyane Wade. Scelto alla numero dieci nel draft 2015, Winslow viene considerato dalla maggior parte degli addetti ai lavori come la possibile steal of the draft ed in questo primo mese ha dimostrato subito il perché. Il suo apporto difensivo è semplicemente sensazionale per un ragazzo di appena diciannove anni, ne è la dimostrazione il fatto che Spoelstra lo tenga in campo costantemente anche nel quarto periodo. 

Il prodotto di Duke è un tre naturale che ha saputo, però, adattarsi subito alla nuova nba giocando molto tempo da quattro atipico. Il quintetto con lui, Bosh, Green, Wade e Dragic possiede il miglior Defensive Rating e Net Rating della squadra, rispettivamente con 73.8 e 40. Merito anche dalla versatilità di Winslow, capace di marcare almeno tre differenti ruoli sfruttando la sua mobilità laterale e le sue lunghe braccia. Tra i giocatori inseriti a pieno ritmo nelle rotazioni di Spoelstra, l'ex Duke possiede il migliore Dif. Rating, 93.6, con un differenziale di oltre due punti rispetto alla media della squadra. Con Winslow fuori dal campo, i punti subiti per 100 possessi degli Heat diventano addirittura 99.7, a dimostrazione dell'importanza che assume il rookie degli Heat nelle dinamiche difensive degli uomini di South Beach. 

Ecco i primi punti di Winslow in Nba. Quando si dice un inizio incoraggiante.

Una Miami che gira al meglio in entrambe le metà campo non può che far bene a Dwyane Wade che, soprattutto nelle ultime partite, ha mostrato la sua versione vintage viaggiando a 21 punti, 4.8 rimbalzi, 4.6 assist e 1.6 rubate negli ultimi nove incontri. Dopo una passata stagione costellata da continui infortuni, che lo hanno costretto a saltare 20 partite, quest'anno Spoelstra è riuscito a gestire il suo minutaggio e a ridurre il suo Usage, passato da 34.5 a 31.8. Wade è diventato l'uomo in grado di spaccare la partita in due quando c'è più bisogno della sua esperienza e della sua leadership, soprattutto nel quarto periodo. Nonostante l'età si faccia sentire è ancora il giocatore più importante della squadra, quello a guidare l'attacco e a fungere da esempio, insieme al capitano Haslem, per la crescita dei giovani. 

La prensenza di un ottimo rollante come Whiteside ha certamente giovato al gioco di Wade, adesso molto più coinvolto in situazioni di pick and roll (il 38% dei suoi possessi) che hanno contribuito a diminuire il numero di isolamenti. Una maggiore varietà delle soluzione offensive ha portato il tre volte campione Nba ad essere la chiave dell'attacco degli Heat. Quando non c'è lui in campo l'Offensive Rating di Miami crolla di quattro punti per cento possessi, passando da 103.8 a 99.9. Riuscire a mantenere il suo minutaggio attorno ai 30 minuti a partita e a distribuire al meglio le responsabilità offensive tra i giocatori a roster sarà fondamentale per le ambizioni degli Heat e per renderli a tutti gli effetti i rivali più accreditati di LeBron James nella Eastern Conference.