Il salotto di Vavel - Il primo mese, e un po', della NBA 2015/2016

Andrea Russo Spena e Andrea Bugno si sono confrontati sui vari temi che ha offerto il primo terzo di stagione del basket d'oltreoceano, ricco di numeri interessanti, di conferme, di campioni ritrovati, ma anche di sorprese.

Il salotto di Vavel - Il primo mese, e un po', della NBA 2015/2016
Il salotto di Vavel - Il primo mese, ed un po', della NBA 2015/2016

Bugno: "Ciao Andre, come va? Discreto inizio di NBA quest'anno, vero? Inevitabile non partire dai Golden State Warriors e del loro inizio. 24 vittorie di fila prima della sconfitta di Milwaukee, più fisiologica e psicologica che altro. Cosa ne pensi? Dopo la vittoria della scorsa stagione, il titolo e le polemiche sulla loro 'fortuna', ti aspettavi un inizio così?"

Spena: "La loro stagione comincia adesso. Finora hanno fatto vedere una pallacanestro strabiliante, persino incosciente, con Curry letteralmente irreale. La sconfitta con i Bucks chiude la Golden Streak, ma apre la loro vera regular season. Stava diventando troppo stressante, psicologicamente e atleticamente, scendere in campo ogni sera con l'obbligo di vincere. La regular season Nba non funziona così. Hanno sprecato tantissime energie in questa striscia vincente e tra l'altro non si sono fatti grandi amici in giro per la lega, andando a scherzare da Est a Ovest. Ora che la situazione è tornata alla "normalità" avranno la possibilità di giocare con minor frenesia, magari anche con minori pressioni. Da una finalista della scorsa stagione ad un'altra. Cosa pensi invece di Cleveland, che li attende per la sfida di Natale?".

Bugno: "A Natale sicuramente ci divertiremo! Cleveland mi sta sorprendendo. Ovvio che sia la squadra più attrezzata della Eastern Conference e che il primato non rappresenti una reale sorpresa, ma è come sono arrivati a questo risultato che mi ha stupito. Sulla scia del finale della passata stagione, LeBron James ha continuato a lavorare sulla testa e sulla mentalità della squadra, provando a migliorarla ancora sotto questo aspetto. Inoltre, grazie all'innesto di Williams ed al 'ritorno' di Thompson hanno chiuso alla grande il cerchio dal punto di vista tecnico. Ora hanno anche Iman Shumpert al rientro dall'infortunio e, in settimana, tornerà anche Irving. Mi sorprendono sempre più anche per come giocano, con la presenza totale di ciò che fanno, completamente nuova e migliore rispetto alla versione dei Cavs della scorsa stagione che tendeva più ad improvvisare. Credo possano davvero dire la loro, con voce ancor più squillante. Passiamo invece alle 'rivali' di Warriors e Cavs, che in questo momento sembrano essere - classifiche alla mano - Spurs e Thunder da una parte e Toronto, Chicago e Hornets dall'altra. Te l'aspettavi di vedere San Antonio così in alto, e le altre?".

Spena: "Gli Spurs rimangono una certezza. Anche se l'inserimento di Aldridge ha modificato ritmi e abitudini degli ultimi cinque anni. Hanno troppa esperienza e talento per non sapere che non possono permettersi di finire la regular season al sesto posto a Ovest come l'anno scorso. Di certo mi sorprende l'attitudine difensiva dei neroargento, tornati a giocare (e a vincere) partite a basso punteggio. E non c'entra solo la questione Aldridge. Per quanto riguarda le altre, Thunder e Clippers rimangono da corsa nella Western Conference, mentre a Est non vedo chi possa impensierire realmente i Cavs. Chicago non ha ancora una nuova identità, Boston ha un sistema ormai collaudato ma privo di grandissimi giocatori, Miami va ancora al piccolo trotto. La vera sorpresa rimangono gli Hornets, che hanno trovato in Batum un facilitatore e un uomo squadra. Ci sarebbero poi i Pacers di Paul George, ma qui vorrei la tua opinione".

Bugno: "Beh, che dire di Paul George. Per lui parlano i numeri: scrivere a referto 27+8+4 ogni sera dopo un infortunio così grave è clamoroso, non mi sarei mai aspettato un ritorno del genere. La qualità del suo gioco e l'impatto che ha avuto sui Pacers secondo me possono trascinare un gruppo che, seppur non eccelso, viene impreziosito dalla presenza di un grande allenatore, uno dei migliori del lotto. Frank Vogel è riuscito a costruire un buon gruppo con risorse umane limitate: accanto a George si incastrano quasi alla perfezione i vari Hill ed Ellis, ma anche gli altri. Dove possono arrivare è difficile dirlo, soprattutto perché ad oggi, ad Est, si capisce poco visto che sono partiti tutti (o quasi) benissimo: Boston, Detroit, Orlando sopra il 50%, Charlotte che vola. Come ti spieghi una rinascita così vigorosa da parte delle squadre che fino a ieri erano considerate parte della Conference più scarsa della NBA?".

Spena: "Hanno lavorato bene in estate. Boston ha proseguito sulla falsariga del finale della scorsa stagione, arricchendo il suo roster con gente come David Lee e Amir Johnson. Stanno crescendo anche Olynyk e Smart, anche se quel'ultimo è ora ai box per infortunio. Detroit ha svoltato dopo essersi "liberata" di Greg Monroe, troppo simile ad Andre Drummond nella pallacanestro del 2015. Con Ilyasova e Morris il campo è più largo e Van Gundy lo sta sfruttando in tutta la sua ampiezza. Anche Orlando ha cambiato molto, prendendo un allenatore particolare come Scott Skiles, uno con una forte personalità che sta dando un'impronta chiara a giovani di indubbio talento, da Payton a Oladipo, da Harris a Hezonja, passando per Vucevic e Napier. Le delusioni sono altre a Est: chi si sarebbe aspettato un inizio del genere per Washington e Milwaukee?".

Bugno: "Sinceramente era difficile prevederlo, soprattutto per i Bucks che hanno mantenuto gran parte dell'ossatura della scorsa stagione. La vittoria contro i Warriors però potrebbe dare nuovamente fiducia ad un gruppo sostanzialmente giovane, che deve essere trascinato da giocatori comunque abbastanza acerbi: Antetokounmpo (94), Parker (95) e Carter-Williams saranno anche fortissimi in prospettiva, ma stanno pagando forse un po' di pressione rispetto alla scorsa stagione quando avevano tutto da guadagnare. Washington invece mi aspettavo qualcosa in meno rispetto alla passata stagione: perdere un uomo spogliatoio come Pierce fa la differenza, soprattutto se perdi un faro che ti guida nei momenti difficili. Porter lo sta sostituendo tecnicamente, ma nessuno ha la personalità di Pierce e forse stanno pagando questo. Tornando ad Ovest, invece, le sorprese più clamorose, in positivo e negativo, sono i Jazz e i Pelicans, che al momento sarebbero l'unica esclusa dai playoff delle otto della passata stagione assieme a Portland: che mi dici?". 

Spena: "Le difficoltà di Portland erano prevedibili, ma va dato atto a Lillard e compagni di star giocando sul serio, senza pensare già al prossimo Draft. I Pelicans sono - insieme a Houston - la principale delusione a Ovest. Anthony Davis non ha trovato continuità per via di qualche infortunio di troppo e Gentry non è ancora riuscito a creare la giusta chimica, specie tra gli esterni, reparto in cui Evans, Gordon e Holiday sono troppo altalenanti. Poi c'è il capitolo Ryan Anderson, che stava viaggiando a medie notevoli prima che cominciassero a circolare le voci di una trade con Phoenix per Markieff Morris. Però quest'anno c'è spazio per rientrare anche nella Western Conference, un posto ai playoff non è impossibile - forse non per New Orleans - ma per qualche sorpresa sicuramente sì, anche perchè Memphis è una polveriera. L'anno scorso Marc Gasol era dato inizialmente come uno dei candidati al premio di Mvp, ora a Ovest - Curry a parte - sembrano farsi avanti solo Westbrook e Durant come individualità di squadre vincenti. Il premio secondo te è già assegnato, o daresti una chance a James di recuperare terreno?".

Bugno: "Già assegnato! Probabilmente l'aver realizzato un'impresa così titanica nella storia del gioco ha già permesso a Steph di conseguire già una fetta bella di premio e credo in tutta sincerità sia giusto così. Anche se non dovessero arrivare ai playoff con il miglior record della Lega, cosa della quale dubito fortemente, le prime 25 partite hanno messo in luce tutte le qualità del miglior giocatore della NBA. Non ce ne voglia nessuno. Sempre parlando di premi individuali, anche se è più che prematuro parlarne, pensi ci sia già qualche candidato più avanti degli altri per i titoli di ROY E MIP (premi per il miglior giocatore al primo anno di NBA e giocatore più migliorato della stagione)? Per il primo andrei a colpo sicuro su Towns, anche se mi intriga e non poco la stagione e l'esplosione di Kristaps Porzingis a New York. Sul secondo farei più fatica a decidere. Che ne pensi?".

Spena: "Attualmente Porzingis è una spanna sopra gli altri rookie, anche se Towns sta impressionando. Per il premio di giocatore più migliorato negli States hanno fatto addirittura il nome di Curry, quasi a sottolinearne l'incredibile rendimento. Forse C.J. McCollum è il giocatore che ha fatto il salto di qualità maggiore da una stagione all'altra, anche se ci sono tantissimi giovani in rampa di lancio in giro per la lega".

Bugno: "Ok, Andre. Bella chiacchierata. Ci sentiamo a fine All Star Game per il secondo bilancio!".