A Natale siamo tutti più buoni. Non ditelo, però, a quei due.

Due animali da parquet, capaci di trasformare un campo da gioco in un ring e di mostrare al mondo cosa significhi giocare di squadra e per la squadra. Dietro il Christmas Day c'è tanto marketing e se esiste un maestro nell'arte di vendere il proprio prodotto va ricercato proprio all'interno della lega più famosa del mondo. E allora a Natale, quando tutte le famiglie sono a casa, riunite attorno allo stesso tavolo a mangiare un dolce tipico o semplicemente a condividere un momento di gioia insieme, capita che alla tv passino la partita di basket più affascinante del momento, quella che tutti vorrebbero vedere.

Questo è il promo del Christmas Day di due anni fa: definirlo un capolavoro sarebbe riduttivo.

Quest'anno la scelta non poteva che ricadere sulla sfida tra i due giocatori più forti del mondo, Steph Curry e LeBron James, che guardacaso è anche la rivincita delle ultime finali Nba. Ma Golden State Warriors - Cleveland Cavaliers non è solo Curry - James, l'esibizionismo creativo del figlio di Dell contro l'onnipotenza cestistica dell'erede di mamma Gloria. C'è una sfida nella sfida, tra due tizi cui importa poco del marketing e che entrano in campo per rendere il match più brutto, più sporco e più cattivo con il solo obiettivo di portare le proprie squadre alla vittoria.

Il riferimento è ovviamente a Draymond Green e Matthew Dellavedova.

Eroi per caso

Ci sono due tipi di storie che affascinano tremendamente gli americani. Quella dell'eroe con i superpoteri, il buono che grazie al suo talento smisurato è destinato a salvare il mondo. Ma più di ogni altra cosa sono attratti dal cammino di chi non dovrebbe essere l'eroe, chi non ha poteri o abilità particolari, ma per uno scherzo del destino o per doti interiori fuori dal comune, riesce comunque ad emergere, rubando a tratti la scena all'essere con i superpoteri. Ecco, la storia di Draymond Green e di Matthew Dellavedova è ascrivibile a quest'ultima categoria.

Giocatori diversi tra di loro per ruolo e stazza fisica, ma accomunati da una parabola simile, che li ha portati ad essere protagonisti inaspettati di due squadre in lotta per il titolo nba. Draymond Green è stato scelto alla numero 35 nel draft del 2012 dopo quattri anni a Michigan State. Green arriva nella Nba come giocatore estremamente grezzo: buonissimo difensore ed ottimo rimbalzista, soprattutto per il ruolo di 3-4 che ha ricoperto al college. La sua abilità al tiro è, però, ondivaga per meritarsi una chiamata al primo giro e per uno destinato ad avere una carriera da role player, le percentuali al tiro sono fondamentali.

Quello che, però, molti scout nba non hanno colto e che gli Warriors, invece, hanno visto, con una buona dose di fortuna, è la sua incredibile voglia di vincere. Una capacità di competere che solo i più grandi possiedono e che lo porta a fare sul campo da gioco tutte quelle piccole cose che consentono ad una squadra di vincere, che sia un blocco, una provocazione verso un avversario, una palla recuperata o una giocata di energia in grado di dare la carica all'Oracle Arena, la casa dei Golden State Warriors. Ed incendiare il palazzo della squadra californiana significa creare un'atmosfera che ha pochi eguali nello sport professionistico americano.

Draymond Green è diventato così una delle chiavi dell'ultima vincitrice dell'anello, nonchè la squadra con la miglior partenza della storia della nba (24-0). Ci sono, ovviamente, anche una serie di ragioni tecniche che spiegheremo più avanti, perchè Green non è solo un concentrato di trash talking ed intangibles, ma abbiamo buone ragioni per credere che sia al momento il miglior centro della nba.

La parabola di Dellavedova è per certi aspetti ancora più assurda. Dopo quattro stagioni al Saint Mary's college, il nativo di Maryborough, in Australia, non viene selezionato al draft 2013. Partecipa, però, alla Summer league con i Cleveland Cavs e convince la dirigenza della squadra dell'Ohio ad offrigli un contratto di due anni ad 1,3 milioni di dollari a stagione. In principio Dellavedova sarebbe dovuto essere il cambio di Kyrie Irving, ma i tanti infortuni patiti dall'ex giocatore di Duke hanno fatto crescere con il passare del tempo il numero dei suoi minuti, fino a diventare uno dei role players preferiti di LeBron James nell'anno del suo ritorno a Cleveland. Nelle gare 2 e 3 delle ultime finali nba è stato semplicemente eroico, tanto da essere costretto a ricorrere alle cure mediche in ospedale per quanto, in termini di energie, aveva lasciato sul campo. Dellavedova è una guardia antipatica da affrontare. Sopperisce ad un fisico non eccelso con una difesa aggressiva ed asfissiante, che ti entra letteralmente nella pelle. Cerca il contatto ed è in grado di sostenerlo, anzi proprio dal contatto fisico con i propri avversari trova la sua forza sia in attacco che in difesa, come dimostrano i numerosi giochi da tre punti portati a casa negli scorsi playoff.

Le cifre di un dominio silenzioso

Il giocatore simbolo dei Golden State Warriors è ovviamente Steph Curry, ma allo stato attuale Green rappresenta l'arma tattica fondamentale dei campioni nba in entrambe le metacampo e le cifre sono lì pronte a dimostrarlo. Il numero 23 degli Warriors possiede il Net Rating più alto della squadra (22.5), persino maggiore di quello di Curry. Questo vuol dire che con Green in campo Golden State batte i suoi avversari di oltre 22 punti su cento possessi. L'impronta dell'ex Michigan State è più evidente nella metacampo difensiva. È in grado, infatti, di marcare almeno tre ruoli, dall'ala piccola al centro della squadra avversaria, mantenendo un'efficacia impressionante. Proprio la versatilità di Green ed il suo nuovo ruolo di cinque tattico sono state le chiavi di volta della finale vinta contro i Cavs.

La sua capacità di reggere il confronto con i lunghi avversari, proteggendo alla grande ferro (al momento con il 42,6% concesso al ferro è il terzo giocatore nba dietro Gobert ed Ibaka tra quelli che giocano più di venti minuti a partita) e non subendo a rimbalzo, ha consentito a Golden State di aprire ulteriormente il campo in attacco, giocando ad un ritmo insostenibile per gli avversari e sfruttando le straordinarie qualità da tiratori dei propri esterni.

Green è il leader vocale della squadra: quando non c'è lui in campo la sua assenza si fa sentire. Con Green sul parquet il Defensive Rating è 94.6 (il più alto di squadra), mentre quando è fuori si impenna a 106.9. Senza l'ex Michigan State il Net Rating degli Warriors è negativo (-5.1). Paradossalmente la mancanza di Green si fa sentire più di quella di Curry, visto che il Net Rating di Golden State senza il figlio di Dell in campo è -4.2. Dire che Draymond Green sia più importante dell'ultimo Mvp sarebbe un'estremizzazione troppo forte da sostenere, ma le statistiche ci dicono che il loro impatto sul rendimento della squadra è pressochè equivalente. Green possiede, ad esempio, il secondo Offensive Rating di squadra (117.1), dietro solo a Curry (117.4). Per un Curry che segna la spaventosa di cifra di 4.8 triple a partita, c'è un Green che piazza blocchi di altissima qualità o che tiene la palla in post alto e serve le sue guardie in uscita dai blocchi.

Per quanto riguarda, invece, i Cleveland Cavs sono una squadra dal talento strabordante, dominata dal genio di James. Gli infortuni di Irving e Love hanno portato, però, alla ribalta le qualità da fighter di Dellavedova. Le sue cifre hanno dell'incredibile per essere un giocatore dal talento e dalle resposanbilità limitate. Senza l'australiano in campo i Cavs vengono sconfitti di 4.4 punti per cento possessi. Solo LeBron ha un impatto maggiore sul rendimento della squadra (-15.5 di Net Rating quando il Prescelto siede in panchina).

I numeri appena citati sono merito dell'instancabile apporto difensivo da parte dell'aussie. La sua pressione costante verso le guardie avversarie impedisce loro di portare a termine con successo i pick and roll. Con un Def. Rating di 94.7 Dellavedova è tra i primi venti giocatori della lega, viaggiando sulle stesse cifre di Draymond Green. Possiede, inoltre, il secondo Defesinve Rating della squadra, dietro solo a quello di Tristan Thompson. Se diamo uno sguardo alle cifre sui gruppi di giocatori che militano nella stessa squadra, notiamo che il trio con il minor numero di punti concessi per cento possessi in tutta la nba è quello composto da Dellavedova, James e Thompson (88.3) ed il secondo è formato sempre dall'austrialiano, LeBron James e Kevin Love (91.1).

Quando sono in campo James, Thompson e Dellavedova la difesa dei Cavs è migliore persino di quella dei San Antonio Spurs, a dimostrazione del fatto che coach Blatt stia riuscendo a trovare l'alchimia giusta, un equilibrio che con i rientri di Irving e Shumpert potrebbe portare Cleveland a vincere la Eastern Conference con relativa facilità.

Ma se la difesa dell'austrialiano abbiamo imparato a conoscerla l'anno scorso, non possiamo dire lo stesso delle sua abilità da tiratore. Tra i giocatori con almeno tre tentativi di media a partita, Dellavedova è addirittura il quarto giocatore della lega come percentuale da tre (45%), dietro solo a Kawhi Leonard, Channing Frye e JJ Redick e davanti a Curry. Da quando due anni fa è arrivato nella nba, l'ex giocatore di Saint's Mary ha migliorato in maniera esponenziale le sue percentuali passando dal 36.8% del primo anno al 45% di questa stagione. Da tiratore di poco sotto la media è diventato uno specialista eccellente del tiro da dietro l'arco. La sua capacità di mettere canestri da tre punti cambia totalmente la fisionomia dell'attacco dei Cavs, con gli avversari che sono così meno propensi a raddoppiare su James per lasciare un tiro aperto ai Dellavedova o ai Kevin Love del caso. Se riuscirà a mantenere queste percentuali, i Cavs diventeranno una squadra scomodissima per tutti, vista l'enorme quantità di talento a disposizione e le soluzioni che il roster al completo può offrire.

Non resta, allora, che goderci questo Golden State Warriors - Cleveland Cavs, tra un panettone ed un palleggio arresto e tiro di Curry, tra un bicchiere di prosecco ed una schiacciata di James, tra una partita a tombola ed una giocata silenziosa di Green e Dellavedova.