NBA, realismo Kobe Bryant: "Non giocherò a Rio 2016"

Intervistato prima della gara contro Utah, Kobe Bryant ha parlato del suo passato con la nazionale ma soprattutto del suo futuro, riconoscendo di fatto il "passaggio del testimone" alle nuove generazioni per quanto riguarda le Olimpiadi di Rio 2016.

NBA, realismo Kobe Bryant: "Non giocherò a Rio 2016"
NBA, realismo Kobe Bryant: "Non giocherò a Rio 2016"

Tutti sapevamo che quello messo su negli scorsi mesi era un sogno irrealizabile, ma forse proprio per questo aveva assunto un fascino senza pari: gli ultimi parquet calcati da Kobe Bryant sarebbero stati quelli delle Olimpiadi Estive di Rio 2016. Ma sabato è arrivata la smentita più importante, quella del diretto interessato, che ha detto di “non avere interesse nel giocare a Rio”. Nello specifico, le parole di Bryant sono arrivate prima del match dei suoi Lakers alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City, casa degli Utah Jazz

“Ho bene in mente quanto sia bello giocare per il prioprio paese, ma come ho già detto la mia ultima partita sarà la mia ultima partita. Mi ritirerò, tutto qua. Non farò cose del tipo uscire di scena e poi tornare dicendo 'ehi torno per un po', aspettate un secondo', capite? Penso che sia una cosa meravigliosa giocare l'ultima con la divisa dei Lakers, e sarà bello tifare per i giocatori alle olimpiadi dall'esterno”. Proprio parlando del Team USA e dei tanti giovani che si giocano un posto (marginale o meno si vedrà solo poi) in rotazione, Kobe è sembrato piuttosto sicuro: “Penso sia il loro momento. Penso sia proprio il loro momento”.

Non solo, il numero ventiquattro ha svelato un retroscena della partita di giovedì a Oakland contro Golden State che fa sorridere: infatti il veterano Leandro Barbosa si è avvicinato a Bryant con la proposta: “Hey, ci vediamo a Rio!”. “Io mi sono girato ed ho risposto 'nah'” il racconto di Kobe, “lui ha risposto 'andiamo, amico, è Rio!' ed io 'No, amico. E' il turno dei ragazzi giovani per giocare e mettersi in mostra'”. In chiusura, il cinque volte campione NBA ha parlato dei suoi trascorsi con la rappresentativa a stelle e strisce: “Sono stato abbastanza fortunato, a vincere due medaglie d'oro. Ho passato i miei bei momenti, nel 2008 e nel 2012. Penso sia importante per loro [i giovani] andare avanti e giocare. Io guarderò dall'esterno e farò il tifo dall'esterno. Se vogliono che io vada a parlare coi ragazzi, lo farò, ma tutto qui”.