Team USA, i primi 30 nomi per Rio 2016 e un futuro che appare già segnato

I candidati numero uno alla medaglia d'oro si presentano con una squadra da brivido. Diffusi ieri i primi 30 nomi, in Brasile voleranno solo in dodici.

Team USA, i primi 30 nomi per Rio 2016 e un futuro che appare già segnato
Team USA

Mancano ancora sei mesi abbondanti, ma gli appassionati di basket possono già cominciare a fantasticare. Lo staff tecnico di Team USA ha scelto infatti i primi 30 nomi tra i quali selezionare, verosimilmente intorno ai primi di luglio, i magnifici 12 che viaggeranno verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, con l'obiettivo di accaparrarsi per la quindicesima volta la medaglia d'oro in 18 apparizioni.

Lo staff tecnico, nelle figure dell'head coach Mike Kryzewski, alla sua ultima esperienza sulla panchina della Nazionale prima di lasciare il posto a Gregg Popovich, e i suoi assistenti Jim Boeheim, Tom Thibodeau e Monty Williams, ha oggi diffuso il comunicato con i nomi. Andiamo un po' più a fondo, cercando di ipotizzare chi potrebbero essere i membri di quella che è a tutti gli effetti la candidata numero uno al gradino più alto del podio.

GUARDIE

Bradley Beal (Washington), Jimmy Butler (Chicago), Mike Conley (Memphis), Stephen Curry (Golden State), DeMar DeRozan (Toronto), James Harden (Houston), Kyrie Irving (Cleveland), Chris Paul (LA Clippers), Klay Thompson (Golden State), John Wall (Washington), Russell Westbrook (Oklahoma City).

Cominciamo partendo dal blocco, supposto che si possa parlare di ruoli (premesso che molto probabilmente sarà small-ball). Indubbio che tra i 12 ci sia l'MVP in carica e forse anche prossimo, Stephen Curry, così come James Harden e Chris Paul. Possibile che Coach K ne porti altri due, anzi, probabile: le scelte, idealmente, dovrebbero ricadere su Kyrie Irving, leader ed MVP al mondiale di Spagna del 2012, e su Russell Westbrook, anche se c'è l'enorme incognita Jimmy Butler, credibilissimo outsider, così come DeRozan e Thompson. Quei cinque comunque, se sani, saranno molto probabilmente parte della spedizione. Beal e Conley sono i meno quotati, Wall poco più sopra.

ALI

Carmelo Anthony (New York), Harrison Barnes (Golden State), Kevin Durant (Oklahoma City), Rudy Gay (Sacramento), Paul George (Indiana), Draymond Green (Golden State), Gordon Hayward (Utah), Andre Iguodala (Golden State), LeBron James (Cleveland), Kawhi Leonard (San Antonio).

Facile, molto facile. Carmelo Anthony e LeBron James sono i leader della squadra, Kevin Durant è indubbiamente nel gruppo e altrettanto lo è Kawhi Leonard, che sta disputando una stagione a livelli mai raggiunti prima. Ad approfittare di eventuali acciacchi o quant'altro, ci potrebbero esser Paul George e Draymond Green. Entrambi meriterebbero, specialmente visto l'ottimo avvio di stagione, ma come si può pensare di togliere qualcuno di quei quattro? Difficile pensare che Coach K rinunci a un lungo, portandone solo due, anche perchè certamente non gliene mancano.

CENTRI

LaMarcus Aldridge (San Antonio), DeMarcus Cousins (Sacramento), Anthony Davis (New Orleans), Andre Drummond (Detroit), Kenneth Faried (Denver), Blake Griffin (LA Clippers), Dwight Howard (Houston), DeAndre Jordan (LA Clippers), Kevin Love (Cleveland).

Potrebbero essere due, così come tre. Fossero solo due, andiamo sul sicuro e citiamo Blake Griffin e Anthony Davis, se dovessero diventare tre senza dubbio sarebbe DeMarcus Cousins l'incluso, e quest'ultima ipotesi è certamente la più probabile. Anche qui le assenze eccellenti non mancherebbero, Drummond ad esempio ha sventolato asciugamani al Mondiale, ma il rendimento di quest'anno è spaventoso, quindi la prima alternativa potrebbe essere lui, insieme a Kevin Love. Più dietro tutti gli altri, a partire da Howard e Faried.

GLI ESCLUSI

Kobe Bryant l'aveva annunciato pochi giorni fa, ma ci sono altri assenti eccellenti. Partiamo dal duo di Miami, Dwyane Wade e Chris Bosh, per poi arrivare a Derrick Rose, anche se i problemi fisici frequenti possono essere una giustificazione. Out, tornando in Florida, anche Whiteside, per non citare i vari Teague e Millsap, Zach Randolph e Lowry... Ovviamente ce ne sarebbero molti altri, ma sappiamo che anche per questioni anagrafiche non sono stati inclusi. Sicuramente, l'assenza più rumorosa è quella di Damien Lillard.