NBA - Ancora Golden State, cade Oklahoma alla Oracle: non bastano 40 di Durant (116-108)

Nonostante una pessima percentuale da oltre l'arco dei tre punti (1/9 per Curry) ed i 40 punti di Kevin Durant, i Golden State Warriors portano a casa il quarantaseiesimo successo stagionale, battendo tra le mura amiche anche gli Oklahoma City Thunder. Decisivo il parziale di 12-4 negli ultimi tre minuti, quando gli ospiti non trovano più la via del canestro dal campo.

NBA - Ancora Golden State, cade Oklahoma alla Oracle: non bastano 40 di Durant (116-108)
Golden State Warriors
116 108
Oklahoma City Thunder

Continua in maniera inesorabile la striscia vincente dei Golden State Warriors alla Oracle Arena: ci si attendeva, alla vigilia, una grandissima partita tra i padroni di casa della baia e gli Oklahoma City Thunder, serissima contender ai Campioni NBA nella Western Conference assieme ai plurititolati San Antonio Spurs, e così è stato. La gara non ha tradito affatto le attese, con Durant e Westbrook che hanno dimostrato, una volta ancora in questa stagione, di potersela giocare contro tutti. Tuttavia, dopo 40 successi di fila, è arrivata anche la vittoria numero 41, al termine di un finale da brividi, dove Curry e Thompson hanno deciso il match dopo il pareggio a quota 104 firmato da Kanter a 200 secondi dalla sirena conclusiva. Partita che non muta gli equilibri in classifica, dove i Warriors sono saldamente al comando (46-4) mentre i Thunder confermano il terzo posto (38-14). 

Inizio lanciato per gli ospiti, che non sbagliano mai dal campo nei primi minuti di gara: 9-0 il parziale per i Thunder chiuso dal canestro di Barnes, dopo che Durant (4) e la tripla di Westbrook avevano scioccato la Oracle Arena. E' proprio il prodotto di North Carolina a trascinare con nove punti personali i suoi alla rimonta, mentre Curry e Thompson stentano a carburare. Durant continua a bombardare dalla distanza, Curry si iscrive alla gara con tre liberi prima della tripla che vale il -4 (19-23). Westbrook firma il più sei, prima del blackout offensivo degli ospiti che provoca il parziale di 17-9 che manda i Warriors sopra di 5 all'intervallo (36-31, Barbosa 5). L'attacco degli ospiti, anche con la second unit in campo, non trova facili soluzioni e permette a Barnes (13) e compagni di allungare fino al +9. Tornano Westbrook e Klay Thompson in campo, ma il trend della gara non cambia, anzi. Per Oklahoma le cose peggiorano in un batter d'occhio: Thompson, Iguodala, Livingston e Speights confezionano il 14-1 di parziale che porta Golden State sopra di 20 (60-40) tra il delirio della folla. Durant torna al lavoro segnando 10 dei 19 finali dei Thunder, che si riportano sotto di 14 all'intervallo lungo. 

Un ottimo Speights (16), respinge i tentativi di rimonta di Westbrook e Waiters ad inizio secondo tempo, mentre Curry riporta quasi sul più venti i suoi con il layup a centro area. I Thunder provano a tornare in partita, ma Golden State risponde prontamente ad ogni canestro di Westbrook e compagni. Prima Green, poi Iguodala: i Warriors sembrano essere in controllo totale del match, prima dell'abbrivio finale, negli ultimi 90 secondi del terzo quarto, che riaccendono le speranze ospiti di rimonta. Tre liberi di Durant e la tripla di Payne permettono alla squadra di Donovan di chiudere 'soltanto' sotto di otto. Nei primi minuti di quarta frazione sono Livingston da una parte e Kanter dall'altra a darsi battaglia rispondendosi un'azione dopo l'altra. Il vantaggio resta sempre sulla soglia della doppia cifra fino al ritorno di Durant: KD infila in transizione due triple di fila, che fanno il paio con la coppia di liberi di Westbrook che gela la Oracle e riequilibra la contesa a quattro giri di orologio dal termine. Green, opaco in attacco, segna il più due dalla lunetta, prima del pareggio di Kanter. Dopo il time out rasserenante di Kerr, Curry si carica la squadra sulle spalle e con due canestri (uno clamoroso su Durant) e l'assist per la tripla di Thompson, ipoteca la vittoria nel 12-4 di parziale finale.