NBA, la strepitosa stagione di Westbrook sulle orme di James e Robertson

Grazie all'ennesima prestazione mostruosa contro i Pelicans, il play da Long Beach è entrato in un club riservato a pochi eletti come LBJ e 'The Big O'. Con la tripla doppia di media stagionale che non è un'utopia

Come si sta preparando Russel Westbrook all'All Star Weekend? Ecco la risposta:

23 punti (8/14 dal campo, 2/5 da tre), 10 assist e 9 rimbalzi in poco più di 28 minuti di impiego contro i New Orleans Pelicans, spazzati via dal campo (95-121) da Okc. Siamo di fronte, quindi, all'ennesima prestazione mostruosa del numero 0; il quale, se possibile, ha ulteriormente alzato il livello del proprio gioco rispetto alla parte finale della scorsa stagione, dove, in contumacia Durant causa infortunio, ha rischiato di portare quasi da solo i Thunder ai playoff.

I numeri non mentono: nelle ultime 5 partite il playmaker (?) da Long Beach viaggia a 24 punti, 10.4 rimbalzi e 11 assist DI MEDIA, con due triple doppie consecutive (contro Wizards e Magic ad inizio febbraio) e costantemente in doppia cifra negli assist, fatta eccezione per la gara (comunque vinta) contro i Suns.

E le cifre non cambiano di molto se si guarda alle medie complessive stagionali: 24.1 punti (tirando con il 45.8% dal campo) 7.6 rimbalzi e 10 assist in 34.3 minuti di impiego a sera, con un plus/minus del 9.1 e un PIE del 19.3%. Tradotto in parole povere: se da qualche parte negli Stati Uniti non ci fosse tale Stephen Curry per l'MVP a fine stagione, un'occhiata in direzione Oklahoma City sarebbe doveroso darla. Tanto più che, dopo la performance di stanotte, Russel ha scritto una significativa pagina della storia del Gioco, risultando, a 27 anni o poco più, il più giovane ad aver messo a referto in carriera 12.000 o più punti, 4000 o più assist, 3000 o più rimbalzi. Rientrando, quindi, in un club discretamente esclusivo che ha come soci lui, LeBron James e Oscar Robertson (per intenderci, l'unico ad aver realizzato una tripla doppia di media IN STAGIONE  nel 1962, l'anno dei 100 di Wilt Chamberlain).  

A voler cercare il classico pelo nell'uovo, a sporcare un foglio delle statistiche che ha comunque del clamoroso, c'è un 29.6% da tre punti (1.2 triple ogni 4 tentate per un poco lusinghiero 64/216) che stona e non poco in relazione alla quantità e alla qualità messe in mostra dal diretto interessato. Tuttavia è un qualcosa frutto di scelte ponderate. Nella maggior parte dei casi, infatti, Westbrook ha eletto a riserva di caccia privata la cosiddetta Restricted Area (241/417 per un 57.8% di realizzazione), seguita dall'attacco al pitturato dopo l'isolamento con tanto di 4/5 palleggi (52/124 per il 41.9% dal campo; percentuale che si alza quando arriva l'inchiodata al ferro) e dal jumper dalla media (102/245 per il 41.6%). Dati facilmente ricavabili dalla seguente shot chart:

Per il resto, come detto, la precisione piedi per terra dietro l'arco assurge quasi a dettaglio trascurabile; si tira poco (e male) dagli angoli (4/11 da sinistra, 3/8 da destra), ancor meno fronte a canestro, quando il nostro predilige giocare in pick and roll con Ibaka/Kanter/Adams e andare per la schiacciata (attualmente siamo al 50/58 in stagione, per l'86.2% di realizzazione), sfruttando un primo passo pressoché immarcabile per la maggior parte delle combo guards Nba. 

Del resto, comunque, non si può avere proprio tutto dalla vita. Visto che, in ogni caso, siamo comunque in linea per provare ad intaccare il record di 'The Big O'. E, soprattutto, perché al solo pensiero di cosa potrebbe essere se regolasse il feng shui anche del tiro da tre, ci sarebbe da chiudere tutto e andarsene. Curry o non Curry.