Nba, Oklahoma City spazza via i Jazz (113-91)

Durant e compagni affossano Utah, che paga le troppe palle perse e una serata no del duo Hayward-Favors. Gara decisa già nel terzo quarto, con un finale di puro garbage time.

Nba, Oklahoma City spazza via i Jazz (113-91)
Kevin Durant al tiro nella gara casalinga contro i Jazz

Sesta vittoria consecutiva per gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant (20 punti, 9 assist, 8 rimbalzi per l'Mvp della regular season 2014), che alla Chesapeake Energy Arena si sbarazzano senza affanni degli Utah Jazz di coach Quin Snyder, ancora in lotta per l'ottavo posto nel ranking della Western Conference. Gara decisa a cavallo tra secondo e terzo quarto, quando i padroni di casa volano via in contropiede e in transizione sulla valanga di palle perse degli avversari, che pagano una serata no di Gordon Hayward e Derrick Favors. Troppo netto il divario tecnico e atletico tra le due squadre, con Billy Donovan che può permettersi di far riposare il suo quintetto titolare negli ultimi dieci minuti di gioco.

Dopo la vittoria all'ultimo respiro a Houston, i Jazz si presentano in Oklahoma in back to back, mettendo in mostra la loro pallacanestro camminata, fatta di precise esecuzioni e di rigoroso controllo del ritmo. Gli uomini di Snyder perdono però subito troppi palloni in attacco, mentre dall'altra parte vanno a segno dall'arco Westbrook, Ibaka e Durant. Gli ospiti non vanno però giù dopo la prima ondata dei Thunder e si rifanno sotto a fine primo quarto, con Booker subentrato a Gobert, che commette tre falli in un lampo. Rodney Hood è tra i più pimpanti per Utah, come Trey Lyles dalla panchina, mentre sembrano più sulle gambe Gordon Hayward e Derrick Favors. Mack si alterna con Neto, ma il risultato non cambia: le palle perse dei Jazz producono nel primo tempo ben diciannove punti di OKC, che vola in campo aperto con il duo formato da Durant e Westbrook. Adams domina sotto canestro contro i vari Favors, Withey e Booker, Foye e Waiters trovano punti dalla panchina, ed è così nel finale di secondo quarto che i padroni di casa piazzano il primo vero allungo della partita, chiudendo il primo tempo sul 50-39.

Rottura prolungata per Utah anche al rientro dagli spogliatoi, quando i ragazzi di Donovan fanno segnare un altro parziale di 12-0 che costringe Snyder a un time-out d'emergenza per spegnere l'ardore avversario (62-39). Ma la breve pausa non basta ai Jazz per riprendere il filo del discorso, anche perchè nella metà campo offensiva gli ospiti combinano pasticci in serie, con Westbrook che può scatenarsi e schiacciare in campo aperto. Una tripla dall'angolo di Cameron Payne riporta i Thunder sul + 15 dopo un piccolo passaggio a vuoto (71-56), poi ci pensano Waiters e un Durant chirurgico a fissare il punteggio sull'81-60 alla fine del terzo quarto. Snyder decide così di tirare i remi in barca e schierare seconde e terze linee, tra cui Neto, Burke, Johnson, Ingles e Withey, con Donovan che prontamente richiama in panchina i suoi titolari lasciando spazio ai vari Payne, Kanter, Foye, Waiters, Huestis e Mohammed, per un lungo garbage time che vede esaltarsi il turco, ex di turno e dominante sotto canestro. Finisce così con una facile vittoria per Oklahoma City, che si prepara adesso ad ospitare sabato notte i San Antonio Spurs per il terzo confronto stagionale con i neroargento.

Oklahoma City Thunder (50-22). Punti: Durant 20, Waiters 17, Westbrook 15, Adams e Kanter 14, Ibaka 10. Rimbalzi: Durant 8. Assist: Durant e Westbrook 9.

Utah Jazz (35-37). Punti: Burke 17, Lyles 14, Hood 11. Rimbalzi: Ingles 7. Assist: Hayward 6.