Nba, Golden State regola gli Spurs e rimane a caccia del record dei Bulls (112-101)

Prova di maturità per i Warriors, che alla Oracle Arena la spuntano su San Antonio, che paga un paio di passaggi a vuoto di troppo.

Nba, Golden State regola gli Spurs e rimane a caccia del record dei Bulls (112-101)
Steph Curry contro Danny Green. Fonte: Warriors.com

La terza sfida di regular season tra Golden State Warriors e San Antonio Spurs va ai californiani, che tornano a vincere in casa dopo il bruciante k.o. subito due notti fa contro Minnesota e rimangono in corsa per battere il record dei Chicago Bulls del 1996. Successo di maturità per i campioni in carica, che riconoscono ben presto cosa offre loro la difesa di Popovich e trovano in Harrison Barnes l'uomo in grado di sparigliare le carte (21 punti con 8/13 dal campo). Stephen Curry è splendido nel terzo quarto, quando entra in azione limitando i tiri da tre e attaccando piuttosto il ferro con continuità. Gli Spurs pagano invece un blackout prolungato a cavallo tra primo e secondo quarto, con LaMarcus Aldridge a mezzo servizio per un problema a un dito della mano destra. Un grande Kawhi Leonard non basta agli ospiti, che avranno l'occasione di rifarsi nell'ultima sfida di stagione regolare, in programma domenica all'AT&T Center.

Gregg Popovich dimostra di volersela giocare alla Oracle Arena, schierando il suo quintetto titolare, dove c'è anche Tim Duncan, accoppiato con Andrew Bogut. L'avvio di partita segue la stessa falsariga dell'ultima gara, con gli Spurs che cambiano sistematicamente in difesa e in attacco si affidano costantemente a LaMarcus Aldridge. Le difficoltà iniziali dei Warriors vengono mascherate da Harrison Barnes, più aggressivo del solito nella metà campo offensiva, e da un Klay Thompson chirurgico. Pop chiama time-out dopo neanche un minuto su un errore difensivo di Danny Green, e i suoi rispondono bene, portandosi sul 15 pari dopo un tap-in di Duncan. Qui però i texani subiscono un parziale terrificante di 14-0, alimentato dalla panchina di Kerr, con Aldridge costretto ai box per la lussazione di un dito della mano destra. Livingston, Barbosa, Speights aggiungono energia al gioco dei padroni di casa, la cui difesa rimane sempre troppo sottavalutata, e solo un Kawhi Leonard gigantesco rimette in partita San Antonio (38-27 a metà del secondo quarto). Tony Parker attacca a corrente alternata, Curry costeggia la gara, due triple di Danny Green fanno esplodere Steve Kerr, che chiama altrettanti time-out in meno di trenta secondi (48-36). Nel finale di tempo è ancora Barnes a scuotere Golden State, con sei punti consecutivi che valgono il 52-40 all'intervallo lungo.

Al rientro dagli spogliatoi gli Spurs tornano a puntare su Aldridge, con Parker che fatica nel traffico, ma è finalmente Stephen Curry a prendersi la scena, non tanto con le sue solite triple (ne segnerà comunque tre su sette), ma con intelligenti penetrazioni al ferro che mandano in campioni sul + 23 (71-48). Popovich prova allora a mischiare le carte, inserendo Kevin Martin e David West, e la mossa paga dividendi perchè i due veterani si fanno trovare pronti, mentre Manu Ginobili soffre l'aggressività degli avversari. Ezeli e il solito Draymond Green non mollano un centimetro sui due lati del campo, Duncan si risiede in panchina e anche Andre Iguodala può scatenarsi in contropiede in una gara che all'ultima pausa sembra già decisa (87-69). San Antonio ha però il merito di rimanere concentrata, evitando così una mareggiata che avrebbe avuto l'effetto di un uragano: Mills e West confezionano un parziale che riavvicina i neroargento, che scoprono in Kyle Anderson un altro elemento utile nella loro lunghissima panchina, ma Barnes e Green non vogliono saperne di trascinarsi gli avversari in un finale punto a punto (105-92 a cinque minuti dal gong). Aldridge e Parker vanno definitivamente fuori giri, fiaccati da una partita intensa, e sono allora gli Splash Brothers a chiudere i conti per i Warriors, che centrano l'obiettivo della settanta vittorie stagionali e rimangono a caccia del record dei Bulls. Per San Antonio la sconfitta è indolore, e la sensazione è che Popovich abbia voluto testare una volta di più i suoi contro un meccanismo da conoscere ancor meglio in vista dei playoff.

Golden State Warriors (70-9). Punti: Curry 27, Barnes 21, Green 18, Thompson 14. Rimbalzi: Bogut 11. Assist: Curry 9.

San Antonio Spurs (65-13). Punti: Leonard 23, Aldridge e West 11, Parker e Martin 10. Rimbalzi: Anderson 11. Assist: West 7.