NBA Playoffs - Per San Antonio il primo ostacolo si chiama Grizzlies

Alle porte dell'inizio dei Playoffs 2016, andiamo ad analizzare una delle sfide di Western Conference: San Antonio Spurs (2) vs Memphis Grizzlies (7). Al meglio delle sette partite, i texani sembrano destinati a passeggiare sugli avversari. Ma è davvero così?

NBA Playoffs - Per San Antonio il primo ostacolo si chiama Grizzlies
NBA Playoffs - Per San Antonio il primo ostacolo si chiama Grizzlies

Finalmente, come ogni anno, la stagione NBA sta per raggiungere l'apice del suo climax. Dopo ottantadue battaglie in regular season, le prime otto franchigie di ogni Conference si preparano ad affrontare i Playoffs, ovvero la fase ad eliminazione diretta con serie al meglio delle sette gare. Guardando verso Ovest, andiamo ad analizzare passato, presente e futuro del confronto tra San Antonio Spurs (testa di serie, per usare un gergo proprio di altri sport, numero 2) e Memphis Grizzlies (7).

I PRECEDENTI

Per quanto riguarda la regular season 2015/16, i quattro duelli sono finiti tutti nelle tasche dei texani: i primi due, a cavallo tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, con le squadre ancora alla ricerca della quadratura perfetta, sono state illuminate da Kawhi Leonard (rispettivamente 19 e 27 punti nelle due sfide), mentre la "doppietta" di fine marzo ha visto come top scorer LaMarcus Aldridge (32 e 31 punti). La franchigia del Tennessee, invece, ha potuto contare sul buon apporto di Mike Conley e Marc Gasol solo per le prime due sfide, salvo poi dover rinunciare alle stelle, martoriate - come un po' tutto il roster - dagli infortuni soprattutto nel finale di stagione.
Per quanto riguarda i playoffs, tre sono stati gli incroci nel passato: al primo turno del 2004 fu dominio Spurs, con un secco 4-0 che rispedì a casa i Grizzlies di Shane Battier e Pau Gasol, numero 6 del tabellone. Nel 2011 l'unico precedente che sorride a Memphis: con uno dei più grandi "upset", ribaltoni, della storia NBA, i Grizzlies (8) sconfissero 4-2 Duncan e compagni, lanciati dal 61-21 di stagione regolare,  vincendo gara-1 a domicilio e difendendo il fattore campo nelle repliche. Piccola grande rivincita due anni dopo: in finale di conference i neroargento travolsero gli avversari 4-0, per andare poi a perdere 4-3 in una delle più belle Finals della storia, contro i Miami Heat di LeBron James.

IL PUNTO DELLA SERIE, I GIOCATORI CHIAVE

La sensazione netta è che, dopo aver stabilito il miglior record di stagione regolare degli ultimi vent'anni (eguagliando Lakers '00, Mavericks '07 e Warriors '15) con 65 vittorie e 17 sconfitte, gli Spurs dovrebbero passeggiare sul velluto schiacciando gli avversari. La convinzione diventa ancora più forte, poi, se si considerà che il fattore campo sarà a favore dei texani, reduci da un 40-1 tra le mura amiche dell'AT&T Center (unica sconfitta arrivata all'ultima uscita contro i Golden State Warriors). Per quanto riguarda i Grizzliers, coach Joerger dovrà fare a meno dei già citati Conley e Gasol, a cui si aggiungono Allen, Wright e Adams. Ma non è una novità: facendo una media, tra i cinque ipotetici titolari, in ogni partita ne è mancato almeno uno per problemi fisici. Una vera e propria maledizione. La speranza di Randolph e compagni, quindi, è riposta in un terremoto sportivo, che, minando le certezze di San Antonio, possa aprire uno spiraglio per l'exploit degli orsi, comunque difficilmente ipotizzabile date le dodici sconfitte nelle ultime quattordici partite di regular season. 

L'ago della bilancia sarà spostato senz'altro dalle stelle: da una parte, accanto agli esperti big three (Duncan, Ginobili e Parker, 100 anni in tre), i veri pilastri per il futuro, ovvero Kawhi Leonard - forte candidato al secondo premio di difensore dell'anno consecutivo - e LaMarcus Aldridge, centro dell'attacco e della difesa dopo le difficoltà di inserimento nei primi mesi. Dall'altra parte, gli unici due giocatori con tratti da trascinatori sono Lance Stephenson, all'ennesima occasione per brillare e far valere tutta la sua qualità ed il suo genio dopo aver lasciato più dolori che gioie ad Indiana, Charlotte e Los Angeles (e lo chiamano Born Ready!). Davanti, però, ci sarà uno dei migliori difensori della lega. Il secondo, in realtà vero e proprio faro dopo le defezioni di Gasol e Conley, è Zach Randolph, che avrà il compito di lottare nel pitturato contro Duncan e Aldridge, magari cercando anche di limitare i piazzati dalla media di quest'ultimo con la sua intensità ed il gioco fisico.

LA TATTICA

Ad affrontarsi sono due allenatori di livello assoluto: per Gregg Popovich il curriculum potrebbe essere riassunto semplicemente da nome e cognome (se volete aggiungete anche cinque anelli...), mentre Dave Joerger è un nome meno "rumoroso", ma al termine della terza stagione in Tennessee la sua percentuale di vittorie accarezza il quota 60%, a testimonianza del gran lavoro portato avanti alla prima panchina NBA della sua carriera. La chiave tattica dovrebbe essere facilmente interpretabile: da un lato, Aldridge ha garantito una soluzione in più rispetto allo scorso anno agli Spurs. Non solo tiri da tre, ma anche (e soprattutto) post bassi per il 12, capace di trovare la retina con molteplici soluzioni ma anche di liberare i tiratori sull'arco o di segnare piazzati fuori dal pitturato. Dopo i primi mesi con poco equilibrio e qualche passo falso di troppo, l'ex-stella di Portland è riuscita a calare la sua pallacanestro all'interno di quella dei compagni, senza andare ad intaccare il gioco corale e dinamico tipico di Popovich. Memphis, invece, dovrà cercare soluzioni nuove malgrado la rotazione parecchio accorciata dalla situazione infermeria: molto sarà affidato ai guizzi di Randolph e Stephenson, ma proprio l'ex-Los Angeles, assieme a Chris Andersen inserito per cause di forza maggiore in quintetto titolare, sarebbe potuto essere più utile tentando di spezzare la partita con le "riserve" in campo, spesso utilizzate da Pop per cercare motivazioni extra. Joerger non potrà fare altro che puntare su quelle che sono le qualità principali della sua squadra: l'intensità difensiva e la coesione del gruppo. Così, lottando e remando come un solo corpo, i Grizzlies dovranno cercare di togliere ritmo, fiducia ed energie agli avversari, cercando di essere spietati sui contropiedi offerti. La sensazione comunque è che, anche se raggiunto, il dominio dal punto di vista atletico possa portare al massimo un paio di vittorie ai gialloblù.

IL CALENDARIO

Gara 1: MEM @ SAS, 17/04/16, 19.00 (02.00 italiane).
Gara 2: MEM @ SAS, 19/04/16, 20.30 (03.30 italiane).
Gara 3: SAS @ MEM, 22/04/16, 20.30 (03.30 italiane).
Gara 4: SAS @ MEM, 24/04/16, 12.00 (19.00 italiane).
Gara 5 (se necessaria): MEM @ SAS, 26/04/16.
Gara 6 (se necessaria): SAS @ MEM, 28/04/16.
Gara 7 (se necessaria): MEM @ SAS, 30/04/16.