Nba playoffs, a Cleveland pioggia di triple sugli Hawks (123-98)

Una prestazione balistica surreale dei Cavs (venticinque triple a bersaglio, record Nba) consente a James e compagni di spazzar via un'Atlanta totalmente in balia degli eventi.

Nba playoffs, a Cleveland pioggia di triple sugli Hawks (123-98)
J.R. Smith e Kyrie Irving in gara 2 contro Atlanta. Fonte: Cavs.com

Con ben venticinque triple a bersaglio (diciotto nel solo primo tempo, stracciato ogni record Nba dall'arco), i Cleveland Cavaliers si aggiudicano anche gara 2 di semifinale playoff della Eastern Conference contro gli Atlanta Hawks. Partita decisa già a cavallo tra primo e secondo quarto, con i padroni di casa che volano via grazie ai canestri da tre di J.R. Smith, Kyrie Irving e LeBron James, schiacciando in un lampo i georgiani di Mike Budenholzer, non pervenuti nel secondo episodio della serie alla Quicken Loans Arena. La sfida si trasforma dunque ben presto in una mattanza, con Cleveland avanti anche di quaranta lunghezze, mentre il quarto quarto è solo garbage time che serve agli ospiti per rendere vagamente più accettabile il passivo. I Cavs ci mettono più intensità, muovono meglio la palla, dominano a rimbalzo difensivo e offensivo, insomma demoliscono gli avversari dando una gran dimostrazione di forza a tutte le altre contendenti al titolo Nba. Gara 3 è ora in programma nella notte tra venerdì e sabato alla Phillips Arena di Atlanta.

Dopo la sconfitta all'esordio, Mike Budenholzer prova a giocarsi la carta Paul Millsap su LeBron James, ma la mossa non cambia nulla dal punto di vista difensivo, perchè gli Hawks sono particolarmente fermi e passivi, non si accoppiano in transizione con i tiratori e perdono tutte le sfide a rimbalzo. Se a ciò si aggiunge un'inconsueta statiticità dell'attacco degli ospiti, che non riescono a muovere una difesa fisica e pesante come quella dei Cavs, ecco spiegato il 35-20 del primo quarto, in cui il grande protagonista è J.R. Smith, che si prende e segna quattro triple apparantemente impossibili. LeBron è il solito treno in campo aperto, e anche Love e Irving segnano dall'angolo destro, in una parttita che scappa subito via di mano ad Atlanta. Horford risulta non pervenuto e spazzato via dalla furia di Love e Thompson, Teague incappa in palle perse sanguinose, Bazemore è spaesato, e neanche Schroder, Sefolosha e Scott dalla panchina riescono minimamente a incidere sul corso degli eventi. Quando Lue vara il quintetto con Channing Frye da numero cinque, cala il sipario su gara due, con Dellavedova e Jefferson a imitare i compagni di squadra dall'arco. Ogni possesso vale tre punti per i Cavs, che si esaltano con Smith, James e Irving, giungendo a toccare il + 27 (63-32) ben prima della fine del secondo periodo. Gli Hawks sembrano paralizzati di fronte alla pioggia di triple che cadono loro sulla testa, Millsap si intestardisce ad attaccare il canestro ma guadagna solo tiri liberi, in un primo tempo da incubo che si chiude sul 74-38 con diciotto canestri dall'arco per Cleveland. 

Dopo l'intervallo lungo la gara non ha più nulla da dire, ma i padroni di casa ci prendono gusto e demoliscono ulteriormente gli avversari: ancora James, Smith e Irving confezionano il 100-60 che umilia gli uomini di Budenholzer, che trovano solo qualche canestro d'orgoglio con Horford e Sefolosha prima di issare bandiera bianca e lasciar spazio alle riserve, tra cui Humphries, Muscala e Hardaway. Nel delirio della Quicken Loans Arena c'è gloria anche per Shumpert e Jefferson, mentre gli Hawks si leccano le ferite per una sconfitta durissima da digerire, una delle peggiori dell'ultimo biennio, soprattutto perchè avvenuta a ruoli invertiti, con Cleveland a fare l'Atlanta e Atlanta a tener ferma la palla non costruendo nulla in attacco se non qualche giocata individuale di Millsap e Teague (disastroso il playmaker dei georgiani). Ora la serie si sposta nel Sud degli Stati Uniti, ma agli Hawks non basterà un semplice cambio di scenario per sperare in una rimonta oggi quantomeno improbabile contro dei Cavs in gran spolvero e fiducia, che hanno trovato molte alternative agli stantii isolamenti in attacco di LeBron James, carico come una molla nella corsa al titolo Nba 2015/2016. La squadra di Lue non teme confronti a Est e con ogni probabilità sta già puntando le prossime Finals per la rivincita di quanto accaduto lo scorso anno, mentre il tanto sbandierato equilibrio della Eastern Conference riguarda solo le posizioni dalla due alla otto del ranking.

Cleveland Cavaliers (57-25). Punti: James 27, Smith 23, Irving 19, Frye 12, Love 11. Rimbalzi: Love 13. Assist: Irving e Dellavedova 6. 

Atlanta Hawks (48-34). Punti: Millsap 16, Teague 14, Humphries 12, Horford, Sefolosha e Muscala 10. Rimbalzi: Millsap 11. Assist: Teague 6.