NBA Playoffs - Da dove nascono le difficoltà per l'attacco degli Spurs

Strano a dirsi, ma semplicemente non c'era sufficiente spazio per far operare al meglio l'attacco degli Spurs. E contro una squadra atletica contro OKC, questo lo paghi.

NBA Playoffs - Da dove nascono le difficoltà per l'attacco degli Spurs
NBA Playoffs - Da dove nascono le difficoltà per l'attacco degli Spurs

E così, la tanto attesa finale di Western Conference tra Golden State e San Antonio non ci sarà: merito degli ottimi Thunder, che hanno finalmente trovato qualcosa anche da chi non si chiama Westbrook o Durant. A mio modo di vedere, gli Spurs hanno perso la serie nella metà campo offensiva: escludendo la serata della vita di gara1, Leonard e compagni hanno viaggiato ad appena 96 punti di media e troppo spesso hanno tirato dopo appena 1-2 passaggi. Ma al di là delle cifre, ciò che mi ha colpito guardando le partite è stato come gli spazi nell’attacco di San Antonio fossero decisamente intasati. Troppa poca pericolosità dal perimetro, che Warriors e Cavs ci dimostrano quanto ormai sia importante in era moderna: colpisce anche il dato che gli Spurs siano stati la quintultima squadra per numero di tiri da 3 presi in stagione, appena 18.5 contro gli oltre 31 di Golden State e addirittura i 36 di Cleveland in questi Playoffs. Basti pensare che nello starting-five degli Spurs solo due (Green e Leonard) sono affidabili da dietro l’arco dei 6.75: Parker soprattutto dall’angolo ha un buon tiro ma la difesa non lo rispetta particolarmente, l’uomo di Duncan può sostanzialmente stare sempre pronto ad aiutare in area, e poi da questo punto di vista c’è il mistero Aldridge. L’ala arrivata quest’estate a San Antonio era reduce da una stagione ai Blazers in cui ha “convertito” alcuni dei suoi tiri dalla media in tiri da 3: con buoni risultati, perchè l’anno scorso in regular season ha tirato con il 35% su 105 tentativi. In maglia Spurs invece, in 74 partite di stagione regolare non ha messo neanche una tripla su appena 16 tentativi.

Questo impatta l’attacco degli Spurs in più di un modo. Innanzitutto, gli avversari hanno meno problemi nel preparare la difesa delle situazioni di pick&pop. Tutte le squadre ormai adoperano sostanzialmente gli stessi principi difensivi per quanto riguarda la difesa in situazioni di blocco sulla palla: tenere il palleggiatore su un lato non permettendogli di sfruttare il blocco mentre il difensore del bloccante rimane in contenimento.

Cosa spesso deve concedere questa strategia difensiva? Il tiro dalla media, che è esattamente il pezzo forte di casa Aldridge. Il problema però è che così facendo gli Spurs non riuscivano a costruire un vantaggio perché la difesa di OKC non doveva mandare un terzo uomo in aiuto: e se la difesa non è costretta a mandare un terzo uomo in aiuto non si innescano le rotazioni difensive che gli Spurs sono poi tanto bravi a battere con la loro proverbiale circolazione di palla. E spesso si sono accontentati di questo tiro, con la conseguenza di non attaccare da Spurs e perdevare molta della loro temibilità. Diversa sarebbe stata la questione, secondo il mio modetissimo parere, se LaMarcus Aldridge avesse ogni tanto tirato anche da 3. La stategia difensiva cambia sempre infatti nelle situazioni di pick&pop in cui il tiratore si apre dietro l’arco, perché in questi casi la difesa preferisce fare un classico aiuto&recupero per cercare di non creare troppa separazione tra il difensore e il lungo tiratore. Ed è proprio questa situazione (ovvero il momento in cui il palleggiatore si sarebbe ritrovato con due difensori attorno) che gli Spurs avrebbero senz’altro sfruttato, servendo Aldridge e chiamando così in aiuto il famoso terzo uomo. Del resto esattamente questa situazione (come abbiamo visto qui) è una delle chiavi del successo dei Warriors: quando il lungo aiuta su Curry, questo serve Draymond Green e da questo momento la difesa non è più in grado di recuperare dalla situazione di 4vs3.

SPAZI CONGESTIONATI

Al di là del pick&roll, le spaziature offensive di San Antonio erano spesso tutt’altro che ottimali, come dicevamo. Strano che Aldridge non mettesse i piedi dietro l’arco neanche quando era un altro lungo a giocare il pick&roll. Stessa cosa per Diaw, che è stato proprio per la sua pericolosità da 3 (e tanti altri motivi) uno degli uomini decisivi in questi anni per San Antonio. Non a caso nel 2014 la serie proprio contro i Thunder svoltò quando Popovich lo inserì in quintetto al posto di un lungo tradizionale come Splitter. E invece anche lui non si è praticamente mai avventurato fuori dall’arco dei 6.75: appena 6 triple tentate (di cui 2 a bersaglio) in 9 gare di Playoffs. Il risultato è che OKC riempiva l’area e rendeva la vita molto difficile agli Spurs. Guardate quanta fatica debba fare la squadra di coach Popovich per trovare 2 punti in questo possesso:

Sul pick&roll iniziale Ibaka può essere più aggressivo in aiuto perché sa che alle sue spalle c’è Adams che può praticamente disinteressarsi del suo uomo per aiutare su Aldridge:

Guardate anche sui palleggi di Parker come Adams guardi solo la palla, senza pensare minimamente a Marjanovic, e come anche Aldridge stia praticamente in area (e con lui il suo difensore) invece di aprire il campo facendosi allontanandosi di qualche metro dal canestro.

Parker scarica e riceve Aldridge, ma guardate nel momento in cui riceve quanto traffico c’è in area: è difficile attaccare così.

La palla ritorna a Parker, che attacca il ferro ma ha sia Ibaka che Adams ad aspettarlo lì. Fortunatamente i due non comunicano e saltano entrambi per cercare la stoppata, e Parker trova un bellissimo assist per Aldridge.

Osserviamo quest’altro possesso. Innanzitutto Parker gioca il pick&roll avendo Leonard in angolo praticamente accanto a lui, e infatti il difensore di Leonard (Roberson) allungando semplicemente una mano costringe Parker a chiudere il palleggio.

Adams è sotto al ferro pronto per aiutare su un eventuale “roll” di Aldridge, che così opta per aprirsi per un tiro dopo il blocco. Ma una buona difesa di Westbrook impedisce a Parker di servire il compagno e arriva un tiro forzato.

Qui abbiamo un’uscita a ricciolo di Leonard, contenuto da Adams abbandonando totalmente West finchè Roberson non recupera. Adams così facendo abbandona totalmente West, perché sa che questo nel peggiore dei casi segnerà un tiro dalla media, che è esattamente ciò che la difesa di OKC vuole concedere.

SITUAZIONI DI POST BASSO

Quanto la difesa dei Thunder potesse riempire l’area senza particolari preoccupazioni era evidente anche nelle situazioni di 1contro1 in post basso. Leonard qui attacca Roberson, che difende in modo da permettere a Leonard di girarsi esclusivamente sulla propria spalla destra e quindi verso la linea di fondo, da dove è pronto l’aiuto di Adams. Adams che può staccarsi da Marjanovic perché sa che Westbrook scala alle sue spalle lasciando totalmente libero Parker in angolo. Ancora una volta, il campo non è aperto e qui addirittura tutti e cinque i difensori dei Thunder hanno almeno un piede nell’area.

In questa clip è Aldridge a giocare in post basso ma la difesa dei Thunder è uguale. Gli permettono di andare solo verso la linea di fondo dove Adams può aiutare avendo da percorrere una distanza brevissima perché sta marcando Duncan che sta già praticamente in area.

Quando Aldridge riesce ad uscire dal raddoppio, Leonard va verso la lunetta per ricevere palla invece di restare dietro l’arco dei 3 punti dove era completamente solo. La palla arriva a Duncan, e Adams è già lì per alzare almeno una mano.

COL QUINTETTO PICCOLO, INVECE...

Un’occhiata a come cambiano le cose con un quintetto piccolo, almeno nella metà campo offensiva, l’abbiamo avuta quando Pop per la disperazione ad inizio terzo quarto ha schierato un quintetto con Leonard da 4 e Aldridge da 5. Pick&roll Parker-Aldridge, e innanzitutto non c’è un lungo degli Spurs con il suo difensore nei pressi del ferro.

Questo fa sì che l’uomo che deve andare in aiuto (Roberson in questo caso) debba percorrere una distanza maggiore di quella che abbiamo visto percorrere ad Adams nelle clip precedenti, e al tempo stesso Roberson è anche esitante perchè teme uno scarico per un tiratore come Leonard. Il risultato sono 2 punti semplici semplici di Aldridge.

Situazione di transizione: con un quintetto di questo tipo l’area è ancora vuota, e ad Aldridge basta correre il campo più velocemente di Adams per trovare altri 2 punti comodi.

Situazione di 1contro1 in post basso di Aldridge. Prima abbiamo parlato di come poteva difendere la difesa quando gli Spurs avevano in campo anche un altro lungo tradizionale. Guardate invece qua: non arriva nessun raddoppio perché il campo è più aperto e Aldridge, anche se in quest’occasione sbaglia il tiro, è stato almeno libero di giocarsi un 1contro1.

Ultima clip: su questa penetrazione di Leonard l’unico in condizione di aiutare è Adams, che però non va con la stessa convinzione mostrata quando marcava il Duncan di turno, ben sapendo che dopo l’aiuto gli sarebbe bastato fare un passo per poter contestare il tiro di Duncan. Qua sa che su un eventuale scarico per Aldridge non potrebbe fare nulla, e per quanto la scelta giusta in questo caso sia naturalmente evitare i 2 punti da sotto, l’aiuto di Adams non è di buon livello e Leonard trova il 2+1.

In conclusione, naturalmente non è detto che ricorrendo maggiormente allo “small-ball” gli Spurs avrebbero vinto la serie, anche perché i Thunder avrebbero probabilmente dominato ancora di più a rimbalzo in attacco. Però l’altra faccia della medaglia sarebbe stata la difficoltà di uno come Ibaka o addirittura Kanter (quando OKC l’ha fatto giocare insieme ad Adams) a tenere difensivamente contro il Leonard di turno. Uno dei motivi per cui Popovich è stato così restio ad usare un quintetto piccolo è stato forse il fatto che non avesse nessuno in grado di giocare da 4 atipico oltre Leonard; solo Kyle Anderson forse. Ciò detto, aprire di più il campo sarebbe sicuramente stato d’aiuto in quei frangenti in cui l’attacco degli Spurs non segnava letteralmente mai, come avvenuto anche in alcune gare precedenti a gara6.