Nba playoffs, Golden State batte i Thunder e allunga la serie (120-111)

Warriors che si salvano nella prima elimination game delle finali di Conference. Bogut protagonista assoluto sui due lati del campo, intensità difensiva differente e percentuali migliori per Curry e Thompson le chiavi del successo, mentre a OKC non bastano 71 punti in due di Durant e Westbrook.

Nba playoffs, Golden State batte i Thunder e allunga la serie (120-111)
(NBAE/Getty Images)

I campioni in carica danno una dimostrazione d'orgoglio in gara cinque delle finali playoff della Western Conference battendo degli indomiti Oklahoma City Thunder alla Oracle Arena. Tutto parte dalla difesa per i Golden State Warriors, che entrano in campo con un'altra intensità rispetto agli ultimi due episodi della serie, muovono di più la palla in attacco e per una volta dominano nel pitturato con Bogut, aggirando così le difficoltà nel tiro da tre punti (causate dalle scelte nella propria metà campo di Billy Donovan). Steph Curry è paradossalmente più efficace in difesa che in attacco (cinque palle recuperate, anche se chiuderà comunque con 31 punti e 9/20 al tiro), Klay Thompson ci aggiunge 27 punti, Green e Speights danno il loro contributo e i padroni di casa resistono così alla furia dei Thunder, sempre in partita grazie a un sontuoso Kevin Durant (40 punti, 12/31) e al solito Russell Westbrook di questi playoffs (31 con 11/28). L'elimination game più difficile per Steve Kerr e i suoi sarà però la prossima, gara sei in programma sabato notte alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City.

L'avvio dei Warriors è particolarmente lucido, nonostante un impeto iniziale difficile da controllare, sulla spinta dei decibel della Oracle Arena. I campioni non si intestardiscono troppo nel cercare il tiro da tre, ma muovono la difesa avversaria per poi cercare di concludere al ferro con Bogut, Thompson e Barnes. OKC parte invece andando a sbattere contro gli aiuti di Green e dell'australiano, ma rimane ben dentro la partita grazie a due triple di Andre Roberson e al contributo di Serge Ibaka. La difesa alimenta il contropiede di Golden State, che capitalizza con Iguodala e Green, costringendo Donovan a chiamare time-out sul 19-10. Kevin Durant comincia a salire di colpi e replica a Klay Thompson, splendido nel tagliare al ferro e in uno contro uno. Il primo giro di cambi vede poi protagonisti da una parte Mo Speights e dall'altra Anthony Morrow, che si scambiano canestri e triple per il 36-32 di inizio secondo quarto. Steven Adams ingaggia un gran duello con Bogut, in quest'occasione molto più reattivo del solito, mentre Durant, anche se ben contenuto, dimostra di poter segnare in qualsiasi situazione. Sette punti consecutivi di Stephen Curry rilanciano i Warriors, ma ancora il duo Durant-Westbrook non vuole saperne di mollare un centimetro. La partita si fa ancora più intensa, Green stoppa il playmaker avversario e prova a scuotersi in contropiede, KD replica da par suo, Bogut offre a Curry un'alternativa credibile sullo show portato dai lunghi avversari sul pick and roll, e il primo tempo si chiude così sul 58-50, con l'impressione che gli uomini di Steve Kerr stiano profondendo il massimo sforzo per restare vivi nella serie.

Il terzo quarto si apre infatti con un parziale di 9-2 in favore dei Thunder, che hanno in Serge Ibaka un tiratore chirurgico. Curry trova un'altra tripla per scacciare i fantasmi dalla Oracle, ma il sorpasso è appena rinviato. E' infatti un fenomenale Russell Westbrook ad accendersi ad intermittenza, e quando l'uomo da UCLA riesce a rimanere sotto controllo sono guai per gli avversari, superati sul 6-7-68. Nel momento di massima difficoltà, i Warriors si affidano ancora alla loro difesa, che li salva dalla furia avversaria consentendo loro di respirare grazie a Draymond Green e Iguodala, lanciati in contropiede su palloni rubati. Durant continua a macinare punti nonostante percentuali non ideali, Curry da tre fa impazzire il pubblico di casa, anche se l'MVP pare un gradino sotto rispetto ai suoi standard atletici abituali. Con il punteggio sostanzialmente in equilibrio, è la panchina di Kerr a fare la differenza: Livingston è splendido nel gioco in post, Iguodala va a segno dall'arco, Ezeli lotta come un leone e soprattutto Speights si guadagna punti fondamentali per un allungo deciso, che vale il 96-83 all'alba del quarto periodo. Ma Westbrook non ci sta e trova il modo per segnare nonostante un buon lavoro difensivo fatto su di lui dagli Splash Brothers. I Thunder sembrano poter capitolare su cinque punti in due posessi di Bogut e Thompson, ma Ibaka e Durant riportano sotto OKC sul 103-98. Qui è Curry a penetrare convinto verso il ferro avversario, trovando punti importanti per Golden State, che ricaccia indietro gli ospiti ancora grazie all'intensità difensiva. L'ultimo minuto di gara cinque è però la dimostrazione della nuova forza mentale dei Thunder, che non si arrendono fino all'evidenza del risultato, sigillato da Curry e Thompson dalla lunetta nonostante qualche incertezza di troppo nel chiudere la partita. Finisce così con i Warriors ancora in piedi, ma pur sempre sull'orlo del burrone: una spinta robusta a Oklahoma City vorrebbe dire eliminazione.

Golden State Warriors (73-9). Punti: Curry 31, Thompson 27, Bogut 15, Speights 14, Green 11. Rimbalzi: Bogut 14, Green 11. Assist: Iguodala 8.

OKC Thunder (55-27). Punti: Durant 40, Westbrook 31, Ibaka 13, Morrow 10. Rimbalzi: Adams 10. Assist: Westbrook 8.